La fine di Twist e quelle 200 auto parcheggiate per Milano

Il patron Guaitamacchi: "rimuoveremo le vetture. Le multe? Le pagheremo noi"

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Que c'est triste Venise cantava Charles Aznavour. Com'è triste Milano in questo caso, vien da pensare. Perchè se nel brano si parlava della fine di una storia d'amore a distanza di un anno, qui si può raccontare la fine di una storia, di un progetto. La realtà è tutta in quelle auto 'in sharing' blu posteggiate da più di un mese, coperte dalle foglie e dalle multe. E' il cimitero di Twist, ufficialmente morto il 17 novembre scorso, quando sul proprio sito ufficiale, venne dato il "cessate le attività".

Ora rimangono circa duecento vetture abbandonate tra strisce gialle o blu, multate o meno. 250 Volkswagen Up sono già state portate via, lasciate in un deposito della casa madre in attesa di nuova vita. Non è difficile però trovare le altre tra Via Turati e via Reggimento Savoia Cavalleria, tra via Castelbarco e via Marsala, tra viale Bezzi e via Manin, proprio dietro la sede di Twist.

Triste paesaggio di auto sparse alla fine di un progetto dicevamo. Si era cercata un'ancora di salvataggio, un investitore, un partner "Ma l'accordo con un nome importante è saltato proprio all'ultimo e non abbiamo potuto rinnovare il servizio" afferma Paolo Guaitamacchi, presidente del consorzio Twist, a Corriere.it.

Fine dei giochi, fine della concessione comunale per i car sharing per posteggiare sulle strisce a pagamento e di circolare nell'Area C. Ecco quindi le multe, ulteriore bega da risolvere "Siamo fiduciosi di trovare degli investitori, confidiamo nei contatti che abbiamo intrapreso, crediamo ci sia ancora posto per un operatore in città. Peccato che le banche non ci abbiano aiutato"

Due mesi per salvare la situazione secondo quanto pattuito da un concordato. Due mesi per trovare un partner che rimetta in moto - nel vero senso della parola - la macchina Twist, nata nel novembre del 2014. Con i suoi 25 mila iscritti, non era di grandi dimensioni rispetto alla concorrenza, ma aveva comunque una flotta stimata di 450 automobili.

Nonostante le difficoltà, Twist si stava ricavando un suo spazio a Milano. Peccato che il servizio fosse stato preso di mira anche da furti e vandalismi avvenuti ad inizio del 2015. 500 le effrazioni denunciate per rubare i computer di bordo Samsung Galaxy. Danno stimato (compresi i mancati introiti)? 300 mila euro.

Era divenuta quasi una moda, vissuta sul passaparola tra ladri che aveva praticamente tagliato le gambe alla giovane impresa. "E' difficile sfidare la concorrenza se puoi far girare solo 70 vetture in città perchè le altre sono inutilizzabili o in officina." diceva lo stesso Guaitamacchi nel mese di marzo scorso.

Nonostante le difficoltà il progetto andò avanti, sviluppandosi anche nei comuni dell'hinterland milanese e ottenendo buone critiche. I numeri però non rendevano giustizia, tanto più che la famiglia Guaitamacchi era rimasta sola dopo l'uscita del socio Frigerio Viaggi. E senza un grande gruppo alle spalle, la scalata era divenuta impraticabile.

Ciò nonostante, ai Guaitamacchi va dato il rispetto nel tentativo di risolvere gli strascichi di questa storia conclusasi male. Ecco quindi la rimozione di quelle rimanenti duecento vetture ancora ferme per strada, grazie anche all'aiuto di Volkswagen. "Siamo partiti dall'hinterland e dalle zone più a rischio di vandalismo, ma le rimuoveremo tutte. Le multe? Le pagheremo noi" tranne ovviamente la prima ricevuta dalle auto trovate in divieto.


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