Opel-Volvo: l’Auto dell’Anno al Fotofinish

Vince l’Astra con appena 15 voti di scarto sulla XC90. Sul podio anche la Mazda MX-5 davanti alla Audi 4. La premiazione di oggi da il via al salone di Ginevra che sarà aperto al pubblico dal 3 al 13 marzo.

And the Oscar goes to… Opel Astra. Con 309 voti su un totale di 1.450 a disposizione dei 58 giornalisti europei membri del premio Car of the Year, l’Astra ha ricevuto oggi a Ginevra il riconoscimento ufficiale di Auto dell’Anno 2016, subentrando alla Volkswagen Passat eletta lo scorso anno. Non è stata una vittoria facile per la classica media tedesca del gruppo americano GM che si è aggiudicata il 21% dei voti tallonata a una incollatura dal grande e lussuoso SUV della Volvo, la XC 90, che ha incontrato il favore del 20,3% degli elettori. Una differenza quindi di appena lo 0,7% che tuttavia non umilia la più “povera” tedesca proprio per la differenza di categoria.

Al terzo posto dopo la quasi co-vincitrice, un’altra meritatissima outsider come la Mazda MX-5 che pure ha superato di 2 punti la soglia simbolica dei 200 voti e quindi a pieno titolo sul podio con il 14% dei “consensi”. Ce n’è insomma per un buon governo tripartito che non dovrebbe chiedere nulla alle altre quattro candidate, nell’ordine la Audi A4 (189 voti), la Jaguar XE (163), la Skoda Superb (147) e, a chiudere la cordata, la più lussuosa in assoluto delle finaliste, la BMW Serie 7 con 143 voti che rappresentano comunque un più che onorevole 10 %, a un soffio dalla Superb malgrado il suo prezzo da gioielleria.

Vedremo come commenteranno i nostri lettori ma credo di poter dire che in una visione panoramica il risultato complessivo non mostra scandalose storture e non dovrebbe alimentare le classiche maldicenze che aleggiano sempre intorno ai premi. Di certo l’influenza di una grande marca generalista come la Opel ha avuto il suo peso nello spostare una manciata di appena 15 voti a suo favore. Sul fronte della Volvo, che molti considerano un brand cinese e per prezzo e dimensioni avrebbe potuto essere più penalizzata, è stato invece confermato un apprezzamento ampiamente meritato ben visibile già nei primi commenti sui test drive in tutto il mondo. Senza dire che in un premio come il Coty può avere anche il suo valore la quotazione del marchio che nel caso di Volvo è in netta ascesa, con tutti i suoi contenuti tecnologici più sofisticati sotto ogni profilo, cominciando dalla sicurezza secondo la tradizione svedese.

Ben posizionata anche la fascinosa piccola spider della Mazda che in un altro contesto avrebbe potuto salire ancora sul podio, come dimostra la tabella dei voti generali. Sarà per la prossima volta ma intanto quel terzo posto per una spider giapponese è già l’anticipo di un solido imminente successo di mercato, forse il migliore della sua storia. Fin qui i fondamentali intorno alla grande contesa internazionale per un titolo che ha un valore più simbolico che pratico ma che, come scrivo ogni anno parlando del premio, ha un forte peso come sondaggio di opinioni da parte di elettori obbligati a documentare, se non giustificare, il proprio voto con tanto di testo, foto e firma.

Da cinque anni ormai la cerimonia che coinvolge tutti i costruttori automobilistici nella fase di selezione fra le candidate alla “nomination”, che quest’anno erano 29, e successivamente le marche delle sette finaliste, ha assunto la funzione di starter del Salone svizzero. I due prossimi giorni dedicati ai media di tutto il mondo vedranno come sempre fra gi stand i top manager dell’industria automobilistica pronti a celebrare il rituale della fiducia e dell’ottimismo. Questa volta il compito sarà meno gravoso visti i promettenti risultati dei mercati europei tutti più o meno in crescita. Restano semmai sul tappeto i controversi problemi ambientali e le ambigue posizioni di Bruxelles, mentre il gruppo Volkswagen gioca due partite molto diverse negli Usa e in Europa. Domani mattina presto sarà il loro turno con la prima apparizione mediatica in Europa dopo quella di gennaio a Detroit.

Sarà come sempre un buon salone perché Ginevra non può mai smentirsi. Le novità non mancano anche se le 120 o 130 annunciate sono un’esagerazione pubblicitaria, come non mancheranno le buone esibizioni e promesse ambientaliste mentre a farla da padroni sono sempre i soliti Suv declinati in molte lingue. In sostanza, al momento del via mi sembra un salone molto adeguato ai tempi, interessante, a caccia di un futuro prossimo migliore ma senza grandi sorprese. Per il pubblico cui spetta la sentenza definitiva, porte aperte dal 3 al 13 marzo.

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