Alfa Romeo sponsorizza l'Inter. Anzi no.

Quando il calcio abbraccia l'automobile (o viceversa), possono volare scintille...

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"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi" recitava il celebre monologo finale di Blade Runner. Cose inimmaginabili, lontane da ogni realtà presentabile. Della Valle che vuole sponsorizzare la Juventus, la Pirelli che si accorda con il Milan di Berlusconi, la Roma che raggiunge una comunione d'intenti con la Filmauro, la Fiorentina che gioca con le maglie Mediaset Premium e l'Inter che viene sponsorizzata dall'Alfa Romeo.

Ecco sull'ultimo punto, secondo quanto riportato dal sito Dagospia, la realtà avrebbe quasi superato la fantasia, l'imponderabile. Il celebre portale di Roberto D'Agostino avrebbe infatti raccontato come i rapporti tra Elkann e Marchionne sarebbero ai minimi storici.

Motivo della contesa? Il marchio Alfa Romeo che l'amministratore delegato di FCA vorrebbe promuovere in ogni modo per rilanciarsi fino in fondo. Senza passare troppo per il sottile. E così Marchionne ha prima impresso il logo Alfa Romeo sul cofano della Ferrari. Qualcuno, in realtà pochi, hanno storto il naso. Ma tant'è. La seconda mossa sarebbe potuta essere un ipotetico accordo con la Red Bull per marchiare i motori proprio con il nome Alfa Romeo. Giusto o sbagliato, siamo pur sempre in ambito motoristico, e sappiamo bene come gli accordi tra case diverse siano sempre più alla ribalta.

Ma nel calcio, il colpo ad effetto, potrebbe rivelarsi un boomerang. Tanto che Dagospia ha definito "tragici" i rapporti tra Marchionne e Elkann: l'accordo di sponsorizzazione dell'Inter li avrebbe portati ad un disaccordo totale. "Ma ti rendi conto? Il nome Alfa Romeo sulle maglie nerazzurre, quelli che ci hanno sfilato lo scudetto ai tempi di calciopoli?" avrebbe detto - sempre secondo quanto riportato da Dagospia - Elkann, in compagnia del cugino Andrea Angelli. Un'onta che gli juventini veri, Agnelli in primis, non potevano sopportare.

Una presa di posizione chiara, che avrebbe portato quindi all'ordine di stracciare l'accordo con l'Internazionale di Thoir. Dal canto suo, Marchionne stesso, che considera il gioco del calcio alla stregua di un passatempo inutile e fastidioso, avrebbe accettato per non compromettere ancor di più i rapporti con il numero uno di Exor (la cassaforte della famiglia Agnelli, controllante anche la Juventus), non senza lasciare il proprio appunto: "Fate un po’ come c... volete".

Che il racconto di Dagospia sia vero o sia frutto di fantasia non possiamo saperlo. Una cosa però è certa, perchè come sapete c'è una legge ferrea che vale per tutti gli italiani, anche quelli che "abitano" ai piani alti: toccatemi tutto, ma non il calcio.

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