Immatricolazioni ad Ottobre: commentiamole insieme

Anche se non tutti sembrano essere d’accordo il mercato dell’auto in Italia non va poi così male: con 133.000 immatricolazioni è cresciuto dell’8,6% in ottobre malgrado una giornata lavorativa in meno rispetto allo scorso anno, come segnalano le organizzazioni di categoria. Decisamente migliore e più significativa la crescita sul totale dei dieci mesi gennaio-ottobre a quota 1.330.000 immatricolazioni complessive, pari a un solido +14,7% sostenuto dal “risveglio” dei clienti privati, coloro che meglio rappresentano gli umori delle famiglie rispetto alle flotte aziendali. E che sono aumentati del 13,6% in ottobre portando al 68,4% la quota degli acquirenti “diretti” mentre sui dieci mesi è ancora al 63,3% ma in crescita del 17% rispetto al 2014.

Se poi qualcuno aspettava di scoprire fra queste cifre gli effetti concreti del “dieselgate” sui risultati del gruppo VW è di certo rimasto deluso o ha trovato le conferme che voleva. Lo avevo specificato un mese fa e lo ripeto ancora ora, si dovrà attendere almeno la fine dell’anno per avere una risposta attendibile. Che poi, sono pronto a scommettere, potrà sorprendere per la scarsa influenza negativa del “caso” sulle vendite in Italia. Cosa dicono, ad esempio i dati di ottobre, come il -6,8% della marca VW e il -11% della Seat, il pareggio di Skoda e il +18% di Audi? Registrano per ora solo andamenti fisiologici del gruppo che sui 10 mesi viaggia con un margine del +8,24%. E’ inutile negarlo, il pubblico nostrano alle truffe ha fatto il callo da sempre e non solo non si scandalizza ma non è disposto a cambiare di certo le sue scelte per una “banalità” del genere mentre il diesel è sempre il motore preferito per il 55,6% del mercato. Se poi dovesse guadagnarci qualche punto percentuale di sconto sarà ancora meglio. Giusto o meno che sia.

Tornando al resto del mercato, in sostanza si comincia a rivedere la gente in concessionaria e ad immaginare un primo contributo allo svecchiamento del parco circolante di cui fanno parte, vale la pena ricordarlo, circa 15 milioni di auto di età compresa fra i 10 e 15 anni o anche più. “Merito nostro” dicono le case automobilistiche e i concessionari segnalando le mille formule di ogni tipo per facilitare gli acquisti, ma forse anche “demerito” di quelle povere auto che hanno lavorato oltre ogni ragionevole sopportazione. Costo delle riparazioni più frequenti e consumi inevitabilmente più alti possono essere ottimi “consigli per gli acquisti” oltre a quel tanto di giustificata “voglia” di nuovo fra tante tentazioni ben esposte in vetrina.

Fatto sta che a leggere le cifre diramate ieri sera dal Ministero trasporti, a due mesi dalla fine dell’anno “mancano” all’appello soltanto 30.000 macchine per raggiungere le immatricolazioni dell’intero 2014 che si concluse con 1.360.000 immatricolazioni. Come dire che già questa settimana saranno superate le consegne dell’anno scorso e che il 2015 potrà onorevolmente festeggiare un bilancio previsto nell’ordine di 1.560.000 unità, 200 mila in più, capace di garantire anche un andamento più sano dell’intero comparto e delle attività connesse. Una nota curiosa a questo proposito l’improvviso arresto delle immatricolazioni per il noleggio a breve termine, sceso quasi della metà: mancano al momento dati più approfonditi sui quali varrà la pena di tornare poiché il fenomeno del noleggio “volante” sembrava molto ben avviato.

Poco o nulla di specifico da segnalare sull’andamento delle singole marche che, come appare dalle tabelle dell’Unrae. Hanno approfittato più o meno tutte in proporzione al proprio potenziale del buon vento ed è interessante notare come nei 10 mesi sia praticamente scomparso il segno meno. In particolare FCA sottolinea con un particolareggiato comunicato i buoni risultati ottenuti “superando il mercato per la decima volta consecutiva anche in ottobre con un +10,8% rispetto al +8,6% del mese”. Il gruppo “nazionale” con 377.600 unità nei 10 mesi è attestato su una quota stabile fra il 27 e il 28% sempre appesantito dalle flessioni di Alfa Romeo e Lancia, ma mantenendo il “controllo” delle top ten con i cinque modelli ormai classici (Panda, Punto, Ypsilon, 500 X ed L), mentre la Jeep continua la sua marcia brillante.

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