Audi: un prototipo a Francoforte con gruppi ottici posteriori OLED

I fanali OLED garantiscono un'illuminazione omogenea e priva di ombre. Sono composti da materiali organici semi-conduttori.

L'anticipazione dei fanali OLED Audi

Organic Light Emitting Diode. Imparate bene questa denominazione, perché da settembre la leggeremo con maggior frequenza. Si può abbreviare con l’acronimo OLED, e definisce una tecnologia che può rappresentare il futuro dell’illuminazione per automobili: i fanali di tipo OLED saranno ben più maneggevoli, efficienti e personalizzabili rispetto ai già avanzati gruppi ottici a LED. Il debutto in serie è ancora lontano, ma Audi fornirà un’anteprima del loro funzionamento al salone di Francoforte (15-27 settembre): verranno destinati ad un prototipo di cui non conosciamo ancora i dettagli.

La nota stampa rivela che

in ogni unità OLED due elettrodi, dei quali almeno uno è trasparente, incorporano svariati sottili strati di materiali organici semi-conduttori. Un basso voltaggio DC (tra i 3 e i 4 volt) attiva i singoli strati, ciascuno dei quali ha uno spessore di meno di un millesimo di millimetro, generando luce. Il colore dipende dalla composizione molecolare della sorgente luminosa

I fanali OLED emettono luce omogenea e permettono di variarne in continuazione l’intensità, non creano ombre e non necessitano di particolari accessori: l’assenza di riflettori, guide o sistemi per il raffreddamento consentono di ridurre il peso ed aumentare l’efficienza. L’estrema flessibilità degli OLED regala ai designer maggiore flessibilità creativa. Il prototipo adotterà la tecnologia OLED per le luci posteriori, ma Audi sta lavorando a luci di svolta e anche luci di stop: queste verranno implementate non appena migliorerà la densità luminosità dei gruppi ottici.

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