Ferrari: La vittoria di Vettel per Bianchi....e la pizza di Arrivabene

Vittoria in pista, ma anche fuori...il team principal di Maranello si toglie qualche sassolino dalle scarpe...

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Si dice che la pazienza sia la virtù dei forti. Che, in uno sport come la Formula Uno, suona leggermente stonato. A ben vedere però, l'attesa, la calma nello sferrare l'attacco nel momento propizio, giusto, attendendo lo spiraglio per sferrare il fendente è una delle più grandi virtù nel motorsport. Lo sa bene Sebastian Vettel, che ha puntato tutto sulla partenza, conscio di un passo di gara eccellente qui all'Hungaroring, la Montecarlo dell'Est, dove il sorpasso è sempre stato - storicamente - un'eresia.

Ma lo sa bene anche Maurizio Arrivabene. La vittoria di Maranello oggi ha una doppia dedica. La prima è quella romantica, triste, dolce del pilota tedesco, che in francese rivolge un pensiero delicato al povero Jules Bianchi. "Merci Jules, cette victoire est pour toi". Pensieri sinceri, come quelli di tutti i piloti e gli addetti ai lavori del circus iridato. Come le lacrime di Massa e Maldonado al suo commiato.

Come la tristezza vera del sempre sorridente Ricciardo sul podio. Come il minuto di silenzio spezzato non dalla solennità formale, ma dall'atto volontario di colleghi, compagni, amici e rivali di stringersi in un abbraccio e porre in comunione i propri caschi con quelli del ragazzo francese. Sentimenti sinceri di chi sa, essendone primi attori, che quel dogma inglese, nonostante ogni tipo di prevenzione, sarà sempre valido: "motorsport is dangerous".


E nella giornata del ricordo, del trionfo alla Vettel, la Scuderia, sotto i riflettori della critica negli ultimi tempi, dopo le prestazioni opache in Canada e Silverstone, ha voluto dare una risposta. netta, chiara, voluta.

Le accuse, le critiche per una vettura che sembrava alla fine del proprio sviluppo, con i medesimi problemi alle gomme e con, sotto accusa, gli stessi deficit. Esperti e meno esperti, sul banco degli imputati tutti hanno sempre infilato la sospensione anteriore con schema pull rod, tanto per fare un esempio. Oggi però tutto è filato liscio, alla perfezione. Anzi, sarebbe filato liscio se Kimi Raikkonen non fosse incappato nell'ennesima domenica nera, stavolta per un problema alla Power Unit, alla MGU-K, la parte elettrica che dona quel surplus di cavalli vitali.

La vittoria di Vettel per Bianchi dicevamo. E' stata però anche la vittoria di Maurizio Arrivabene, che ha sempre profetizzato calma, umiltà e realismo davanti alle telecamere. Oggi il team principal però qualche sassolino dalla scarpa se l'è tolto. Anzi, a ben vedere, si è tolto qualche macigno. Politico principalmente, mostrando come la battaglia in Formula Uno non si trovi solo in pista, e non sia semplicemente mediatica.

"Sabato mi sono mangiato una pizza all'arrabbiata, perchè gli spaghetti mi piacciono poco". Eccola la stoccata, arrivata proprio al termine della gara, quando ancora le vetture dovevano entrare in parco chiuso. Una freccia scoccata con un mittente preciso, quel Niki Lauda che aveva 'accusato' gli italiani di "saper fare bene gli spaghetti".

E' un fiume in piena il team principal. Perchè se la risposta nei confronti della corazzata Mercedes è arrivata con una sagace battuta, la battaglia politica è proseguita con una frase che non dovrebbe esser sottovalutata: "sarebbe interessante ci lasciassero scegliere le gomme nelle gare, senza nessuna imposizione. Allora le cose cambierebbero con più frequenza..". E qui il riferimento va al regolamento prossimo che vedrà la scelta da parte di ogni scuderia delle mescole da utilizzare ad ogni gran premio. Una mossa di scacchi chiara ed evidente, considerando come la Ferrari sia deficitaria proprio con gomme a mescola più dura. Infine, una difesa perentoria alla propria squadra, ed al lavoro svolto fino ad oggi:

"Dieci gare, otto podi e due vittorie. Cosa devo aggiungere? Questa vittoria la dedico a chi non sa fare i calcoli e dice stupidaggini".

Ha avuto pazienza il team principal di Maranello. Ha ingoiato le critiche per una squadra che aveva forse illuso ad inizio stagione con la vittoria in Malesia, e che conseguentemente aveva deluso il palcoscenico per alcune gare andate non secondo i piani. Come al via, con lo scatto di Vettel e Raikkonen, Arrivabene ha atteso quel momento decisivo, propizio, puntuale. E nella giornata nera di chi lo aveva accusato - leggasi Niki Lauda di casa Mercedes - ha risposto per le rime. Ha atteso e colto l'attimo. Una virtù nel veloce mondo della Formula Uno.

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