Audi RS4 - impressioni di guida

Audi RS4


Dopo averla ammirata già al Salone dell'Automobile di Ginevra, ho avuto recentemente occasione di guidare una Audi RS4 (B7) berlina, su strade extraurbane e superstrada. Equipaggiamento tecnico della vettura in prova: cerchi da 19 pollici e assetto sportivo Plus. Auto con periodo di rodaggio ampiamente superato dato che aveva già percorso oltre 10.000 chilometri.

Staticamente la sensazione è di compattezza e di grinta dovuta ai parafanghi allargati; le finiture esterne sono di buon livello, precisi gli accoppiamenti e belli i profili di guarnizione satinati. La vericiatura perlata ha un discreto effetto di profondità. Passando all'interno si nota lo standard di finitura al top (uno dei punti di forza della marca), piacevoli gli inserti in carbonio ed il cielo abitacolo antracite, molto chiara la grafica della strumentazione con tachimetro a incrementi variabili. L'esemplare provato disponeva dei sedili a guscio, rivestiti in un azzeccato misto pelle nera/stoffa tecnica (denominata Race): la posizione di guida è facilmente personalizzabile ed il profilo dei fianchetti del piano sedile è modificabile a comando elettrico. Chiaramente l'imbottitura è piuttosto rigida ma non eccessivamente invadente.

Mettendo in moto si apprezza il possente suono dell'otto cilindri, ben presente anche ai bassi regmi con una tonalità civile ma non soffocata.

La prima impressione in movimento è di grande solidità complessiva, ci si sente in naturale posizione di controllo della vettura, l'erogazione è progressiva e non intimidisce al primo contatto.
La funzionalità del gruppo cambio/frizione è eccellente, superiore alle esperienze avute con le S4: il pedale frizione è relativamente leggero, l'attacco facile da dosare, il cambio docilissimo e preciso; molto buono quindi l'accoppiamento frizione/cambio/trasmissione che può rappresentare un punto critico soprattutto in vetture di elevata potenza con cambio manuale e trazione integrale. Si riesce a muoversi alle basse velocità con dolcezza e senza troppo impegno per coordinare i cambi di rapporto.

La caratteristica saliente di questo motore è quella di disporre di una elevata coppia spalmata su di un arco di giri molto ampio; a meno di 2000 giri/min in sesta marcia si riprende con decisione e senza strappi.

L'allungo è notevole, dai 6000 agli 8000 giri il motore esprime tutta la potenza con decisione ma non cattiveria (che caratterizza ad esempio il V8 Ferrari della F430): rimane sempre comunque docile e progressivo lungo tutto l'arco di erogazione, senza sbalzi improvvisi.

Non ho rilevato particolare differenza a livello di prontezza tra impostazione standard e tasto "S" premuto; si percepisce invece una tonalità di scarico più cupa ai bassi e più entusiasmante agli alti.

Le prestazioni assolute sono brillanti, comunque fattori come la trazione integrale ed il peso non indifferente la collocano (come sensazione) circa alla pari della precedente BMW M5 (V8 serie E39).

La trazione evidentemente è un plus della vettura, su asfalto asciutto non si nota effetto di coppia sulle ruote direzionali e la ripartizione asimmetrica della coppia tra avantreno e retrotreno non si ripercuote in maniera percepibile sul comportamento nella guida normale.

Lo sterzo, che oppurtunamente non è dotato di dispositivo Servotronic, rimane sempre lineare come sforzo a partire dalle basse velocità, non brilla però per trasmissione della sensazione di aderenza delle ruote anteriori, complici i pneumatici con impronta a terra molto larga.
I freni sembrano potenti e ben modulabili, il pedale è piacevolmente solido e con corsa a vuoto abbastanza ridotta.

Per quanto riguarda l'assetto si può dire che praticamente rollio e beccheggio sono inesistenti, l'assorbimento delle piccole asperità è molto "sportivo", la rigidezza della sospensione opzionale "Plus" forse eccessiva per le condizioni delle strade statali italiane. Di conseguenza il confort dinamico è limitato, ma la sensazione è di notevole controllo dei movimenti del corpo vettura, la stabiltà elevata ma non a forte scapito della maneggevolezza.

Concludendo si tratta di una vettura media di impostazione sportiva che conserva relative guidabilità e praticità quotidiana con un buon potenziale di generazione di soddisfazione al volante; viene difatti voglia di condurla e impegnarla su qualche bel percorso di montagna dova possa esprimere al meglio le qualità del telaio, del motore, dei freni, del cambio.

In sintesi l'elemento di maggior pregio è il cambio manuale, l'elemento di maggior difetto è il confort.

Restano da valutare il comportamento stradale nella guida più impegnata e su fondi a diversa aderenza, il consumo di carburante relativamente alle prestazioni offerte ed il rapporto risultato/prezzo di acquisto.

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