Prosegue il viaggio spazio temporale della Rubrica Amarcord. Nella puntata odierna non vi parleremo solamente di un modello estinto bensì di una vettura la cui stessa casa costruttrice non esiste più. Stiamo parlando della Simca 1000. Prima di raccontarvi la storia di quest’auto è doveroso, soprattutto per i più giovani (che magari sentono questo nome per la prima volta), spendere due parole sull’Azienda.
La Simca – acronimo di Societé Industrielle de Mecanique et Carrosserie Automobile- anche se ha il passaporto francese nasce dalle idee e dal coraggio di un imprenditore italiano, Enrico Teodoro Pigozzi, che negli anni trenta apre uno stabilimento a Nanterre. Qui, inizialmente vengono prodotti su licenza alcuni modelli Fiat riadattati per assecondare i gusti e le esigenze del mercato d’Oltralpe. Il primo modello “autonomo” è la Simca 9 Aronde del 1951.
Chrysler, nel 1958, invaghita dalla Casa francese ne compra una quota azionaria. Due anni dopo la Casa americana rileverà completamente la Simca, che da quel momento si chiamerà Chrysler France. Nello stesso decennio, in seguito alla crisi finanziaria e globale, verrà anche ceduta al Gruppo PSA nel 1978. Quest’ultimo deciderà poi di sopprimere il marchio, anche se continuerà ancora per qualche tempo a realizzare e produrre alcuni modelli.
La nascita del modello
Dopo questa parentesi torniamo, anzi, incominciamo a parlare della Simca 1000. Si tratta d’una piccola berlina -presentata per la prima volta al pubblico nel 1961- disegnata dal Centro Stile Fiat, diretto dal grande Felice Mario Boano, seguendo le linee squadrate ideate da Mario Ravelli. Inizialmente l’auto adotta un motore a quattro cilindri, in grado di sviluppare 45 CV-SAE e toccare i 120 km/h, montato al posteriore.
Tre gli allestimenti disponibili: L, GL e GLS. Ad esso si affiancherà poi una versione semplificata e più economica rappresentata dalla Simca 900. Nell 1968 avviene il primo restyling, che rinvigorisce le linee e rivede alcuni particolari. Esteticamente parlando spiccano i gruppi ottici dalle dimensioni maggiori (rispetto alla versione precedente), una griglia a listelli orizzontali cromati e inediti fari posteriori, oltre agli interni completamente rivisti.
La gamma dei propulsori comprende ora un 777 cc da 31 CV-DIN montato sulle versioni Sim’4 per il mercato interno, il classico 944 cc e un 1118 cc con 49 CV-DIN. Quest’ultimo equipaggerà solamente la versione Special.
Le Rallye
Nel 1970 nasce la prima, vera, sportiva: la 1000 Rallye, mossa da un 1118 cc con una potenza di 53 CV-DIN. Facilmente riconoscibile grazie al particolare look corsaiolo che le dona fari supplementari e un cofano nero opaco, indipendentemente dal colore scelto per la carrozzeria. Solamente due anni più tardi arriva l’evoluzione chiamata Rallye 1. L’abito non cambia, ma il cuore sì. Viene infatti adottato un 1294 da 60 CV-DIN che porta la vettura fino alla soglia dei 155 km/h.
Nel 1973 arriva poi la Rallye 2. Il motore 1.2 litri viene abbinato a due carburatori a doppio corpo e raggiunge gli 82 CV-DIN e una velocità massima di 170 km/h. Questo incremento di potenza porta all’adozione di quattro freni a disco e a un irrigidimento della scocca.
Nel 1975 un secondo, lieve, restyling porta degli aggiornamenti stilistici che riguardano prevalentemente l’abitacolo con l’introduzione di nuovi allestimenti. Le uniche variazioni esterne riguardano il frontale con ampi fari rettangolari, una grigliatura nera in plastica e un nuovo cofano con il profilo dritto. Nel ’76 invece viene presenta la Rallye 3, che con lo stesso motore del modello precedente riesce ad erogare ben 106 CV-DIN e toccare i 180 km/h.
Fine Carriera
A distanza di qualche mese però, in seguito alla presentazione della Horizon –primo modello della gestione PSA, subentrata a Chrysler France- inizia la parabola discendente della Simca 1000. La commercializzazione di questa vettura si conclude nel 1978, dopo 16 anni di onorata carriera e ben 1,6 milioni di esemplari prodotti.

22 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
toroilgrande
ce l'aveva mio zio aveva dei sedili di una plastica stranissima e quel motore montato al posteriore che sembrava così strano macchina simpaticissima
#1 - Scritto il
stever
a parità di estetica meglio la più piccola NSU :-DD
#2 - Scritto il
diecastlovers
E sempre per gli amanti del modellismo: <a href='http://www.diecastlovers.com/miniatures/norev-simca-1000-ls-21788/' rel='nofollow'>http://www.diecastlovers.com/miniatures/norev-simca-1000-ls-21788/</a>
#3 - Scritto il
La_Pulce_3
a me la Rallie 2 piaceva molto, con la sua strumenatzione sportiva ed i suoi sedili anatomici che facevano tanto "racing". La vedevo con gli occhi del bimbo che allora ero e mi pareva molto bella.
#4 - Scritto il
blugrigio
Allora non era così raro il motore posteriore, viste le FIAT 500 e 600, Renault Dauphine, VW Maggiolino, Porsche 911 ecc. Comunque nel lontano 1982, mio padre, appena il sottoscritto fece la patente, la ricevetti in regalo -era la sua, una 1000 LS turchese 1970- e andai a trovare i nonni al paese orgogliosamente da solo. Al ritorno mentre percorrevo una curva a dx, sui 60 km/h, presi una buca con la ruota post.dx, per cui la macchina divenne come impazzita e cominciò a zigzagare sbattendo contro i guard-rail alternativamente di dx e sx., finchè non s'impunto su un fianco e si ribaltò, strisciando sul tetto per 4/5 metri; i montanti fortunatamente non cedettero e"scoppiarono" solo i vetri laterali, così usci con le mie gambe. La Simca era praticamente intatta, ma purtroppo per lei la demolimmo. Ora sicuramente la mia totale inesperienza di guida di allora è il motivo principale, però devo dire che la tenuta di strada non era il suo forte, infatti dovevamo tenere un sacco di sabbia nel cofano anteriore per bilanciare la leggerezza dell'avantreno.
#5 - Scritto il
piervittorio
L'episodio forse più interessante (dal punto di vista della storia dell'automobile) e purtuttavia meno noto della storia Simca è che prima di cederla a PSA, la Chrysler aveva progettato un veicolo che avrebbe potuto risollevare le sorti del marchio, visto il successo che ebbe poi. Si trattava di un monovolume, categoria di auto al tempo inesistente sul mercato europeo, e che era rivoluzionario secondo gli standard del periodo (solo in USA iniziavano a vedersi i primi minivan, sempre per mano di Chrysler). Aveva la trazione anteriore e la carrozzeria in vetroresina, ed un peso piuma di 1.200 kg… ma era talmente rivoluzionaria che PSA reputò troppo rischioso produrla, e cedette il progetto alla Matra, che fino a quel momento collaborava con PSA, ma che da quel momento in poi iniziò a collaborare con Renault. La vettura in questione, che tutti ben conosciamo, arrivò poi sul mercato col nome di Renault Espace, e dopo un'accoglienza fredda divenne un bestseller, che molto contribuì a rilanciare l'immagine di Renault come produttore innovativo!
#6 - Scritto il
elanslh2
Erano gli anni in cui molti costruttori ritenevano che avere motore e trazione posteriore fosse la soluzione migliore per le vetture piccole ed economiche, perchè si evitava l'ingombro dell'albero di trasmissione e del tunnel e anche perchè la trazione anteriore sembrava più complicata (e i giunti omocinetici non duravano molto). I bagagliai anteriori erano però piccoli ed irregolari e la distribuzione di pesi critica, ma ai tempi nessuno pretendeva grandi prestazioni stradali da simili utilitarie. Il progetto nacque parzialmente in comune con FIAT, ma la versione FIAT fu rimaneggiata e arrivo più tardi come 850. A Torino si raccontava anche che qualcuno in FIAT avesse passato a Simca un po' troppi disegni tecnici e che quindi la versione FIAT non potè più uscire perchè troppo uguale. Ma forse erano leggende metropolitane.
#7 - Scritto il
Dumah Brazorf
Quando le auto si disegnavano fino a metà e poi si faceva copia/riflettiorizzontale/incolla… :)
#8 - Scritto il
mustacci
grande SIMCA ^^ … fà parte di quelle vetture LEGGENDARIE d iquando ero bambino. MiTTico il cambio che per mettere la 2° e la 4° andavia sfiorare il sedile posteriore ^^ !!!!
#9 - Scritto il
alequattro75
Da piccolo, in casa, avevamo la Simca 1100, quella col portellone. Aveva anche lei dei sedili in plastica di cui ricordo ancora, a più di 30 anni di distanza, il terrificante e nauseabondo odore, e ricordo anche anche il rumore (o meglio, il frastuono…) di distribuzione del motore ad aste e bilanceri!!! Era però spaziosa, ed aveva un che di americano negli interni, tipo la plancia piatta, il volante "a calice" a 3 razze, il finto legno sul cruscotto e gli strumenti incassati. Sembrava una piccola Mustang!!! Ciao
#10 - Scritto il
bradipoitaliano
@ piervittorio ecco il link dove si spiega la storia del monovolume Matra,società che era chrysler a quel tempo <a href='http://rootes-chrysler.co.uk/car-history/history-matra.html' rel='nofollow'>http://rootes-chrysler.co.uk/car-history/history-matra.html</a>
#11 - Scritto il
magno48
@blugrigio Anche a me riferirono che era abbastanza inguidabile. Mi si racconta che soffriva un enorme sottosterzo avvertibile soprattutto sulle corsie di immissione autostradali. Mi è stato raccontato un aneddoto secondo il quale un tizio ci colò una gettata di cemento dentro il baule anteriore per aumentare l'aderenza dell'anteriore.
#12 - Scritto il
piccolorumeno
scusate l'ignoranza, ma questa macchina (che non avevo mai visto prima) ha qualche collegamento con la dacia 1100? le linee sembrano molto simili
#13 - Scritto il
2drifter
@alequattro Il frastuono della distribuzione! Cavoli, il nostro panettiere aveva una 1100 Fourgonnette (come il Fiorino). La distribuzione faceva un baccano impossibile, come mettere dei grossi chiodi nella pentola a pressione, chiudere il coperchio e sbatterla come un forsennato. UGUALE! (Non sto scherzando..)
#14 - Scritto il
2drifter
La Dacia 1100 é la Renault 8 prodotta su licenza.. poi sono passati alla 12
#15 - Scritto il
Gennaro Guerriero
Rally 1, Rally 2.......mostri anni 70...............
#16 - Scritto il
v8star
holy shit che ricordi! mio padre aveva sia la simca 1100 ma anche la talbot / horizon a marchio crysler. Al tempo pensavo fosse una derivazione americana della corrispettiva francese: ora invece mi è tutto più chiaro :D ricordo anche io dei sacchi di sabbia nel bagaliaio anteriore della simca!!! cmq era una macchina indistruttibile, ancor di più lo era la talbot con un motore sempre 1100, 4 marce: mio padre mi disse più volte che era veramente inarrestabile! chissà ora se vivono ancora reincarnate in una scatola di tonno rio mare o di olive saclà…
#17 - Scritto il
Alberto o Rei
Questa la ricordo molto bene, anche se non ne abbiamo mai avuta una in casa. Mia madre per un periodo ha avuto una Horizon, a marchio Talbot, 1.100 e 4 marce propio come quella di V8star: confermo il ticchettio inarrestabile delle valvole, oltre allo sterzo pesantissimo. Ma era un'auto onesta e, considerando gli anni in cui è vissuta, si presentava anche bene. Ricordo anche la versione americana: oltre agli immancabili paraurti ultrasporgenti, presentava dei gruppi ottici diversi, molto più larghi e bassi posteriormente, nel film Mamma ho perso l'aereo è quella con cui arriva il fattorino a consegnare le pizze :)
#18 - Scritto il
blugrigio
Oltre all'episodio finale con cui appunto posi "fine" alla vita della mia gloriosa Simca 1000, ricordo con piacere che uno dei suoi pochi pregi era sulla neve, anche alta, un fenomeno, proprio per il motivo del peso preponderante sul posteriore, era sempre in trazione anche se aveva le gomme estive, la ricordo su per le montagne del Trentino; e poi la robustezza, con gli amici di allora a fare stupidate per imitare Ari Vatanen nei viottoli di campagna, siamo finiti anche un paio di volte nei fossati, tirandola fuori senza neppure i paraurti piegati; Invece i consumi erano un pò altini, non duravano molto le 2000 lire del self… :D
#19 - Scritto il
realitykiller1986
C'erano una volta le macchine con motore e trazione posteriori. Erano simpatiche, economiche e davano tante occasioni. Adesso di auto così ce n'è solo una tutta di plastica a peso d'oro (Smart) e altre come loro (Mitsubishi I, Honda Beat, Mazda Autozam AZ1) ce ne sono (e ce ne erano state) in un arcipelago funestato in un sol botto dal terremoto, maremoto ed esplosione nucleare (Giappone). Laggiù vengono incentivate, da noi vengono trattate come inutili scatole di sardine e trappole su ruote.
#20 - Scritto il
realitykiller1986
Volevo dire soddisfazioni.
#21 - Scritto il
gc55
Ebbi sia la 1000, nella versione 1100 GLS, che la 1100 a trazione anteriore a 3 porte. In confronto con le vetture dell'epoca la 1000 (però con motore 1100) era nel misto un missile; per la leggerezza ed agilità non temeva avversari (mi permettevo di battere le prime Golf GTI, ovviamente non in rettilineo) e poi aveva 4 porte e costava assai meno della Fiat 850, che aveva mia moglie. La vettura pesava pochissimo ed aveva uno sterzo leggerissimo, ma la tenuta di strada era eccellente. I sacchetti di sabbia li mettevano ai lati del cofano anteriore perchè la leggerezza dello sterzo faceva pensare ad una cattiva tenuta di strada. La ricordo con piacere. Così come ricordo con piacere la 1100 LX, che costava il 30 % in meno della 127, ma aveva comfort, spazio e prestazioni superiori. In fuoristrada era poi eccezionale perchè aveva le sospensioni anteriori a quadrilateri e l'ammortizzazione con barre di torsione su tutte le ruote. Era così efficace che dal telaio, la Matra ricavò la Simca Ranch che, con la carrozzeria tutta in vetroresina faceva il verso alla Range Rover. Saluti
#22 - Scritto il