Rubrica Amarcord: Ford Capri

Ford Capri

La frase d’apertura della nostra Rubrica Amarcord oramai la conoscete a memoria, ma noi non ci stancheremo mai di ripetervela perché ci teniamo molto: in questa piccola community potete condividere con altri appassionati la storia della vostra auto d’epoca del cuore inviandoci una mail a suggerimenti@autoblog.it allegando, se possibile, qualche immagine.

Oggi vi parleremo di una vettura apprezzata sia sul mercato europeo sia sul mercato americano, il cui punto di forza è rappresentato dall’ampia scelta di motori e allestimenti. Stiamo parlando della Ford Capri- lanciata verso la fine degli anni sessanta- ovvero una coupé a quattro posti, con un tranquillo motore da berlina e una slanciata carrozzeria, che riuscì a conquistare il cuore di molti padri di famiglia. Nelle prossime righe tratteremo le versioni più note nel nostro Paese, con la speranza di riuscire a farvi venire in mente qualche bel ricordo…

Come nella società odierna, già allora, il marketing decideva dove, come e quando introdurre un nuovo modello sul mercato. Questo però non accade per la Capri, in quanto nasce direttamente da delle scelte imposte dai designer. Quest’ultimi all’inizio degli anni sessanta erano convinti che la gente fosse stufa delle solite vetture e desiderasse vedere e avere un’automobile innovativa. Così, con questi presupposti, viene progettata una roadster con motore centrale conosciuta con il nome di Mustang 1 che nel corso degli anni riscuoterà un gran successo fino a diventare un’icona dell’automobilismo. Ma questa è un’altra, bellissima, storia che vi racconteremo prossimamente.

Ford Capri
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L'inizio del progetto

La divisione tedesca costruisce invece la Special, una due+due a motore centrale, mentre quella inglese produce la spider Saxon (prima) e la GBX (poi). Quest’ultima, una comoda quattro posti, suscita interesse da parte della Ford Usa. La filiale tedesca, per mettersi in luce, costruirà poi una coupé a trazione posteriore, la Taunus GT. La direzione americana alla fine però decide di puntare sulla GBX, chiama le due parti e le fa collaborare al progetto che si sviluppa in fretta cambiando nome in Colt ed entrando nei programmi generali della Casa.

Per prima cosa vengono stabilite le caratteristiche che la futura nascitura doveva possedere: carrozzeria sportiva, vistosa e accattivante; almeno quattro posti, un bagagliaio capace, ampia scelta di motori ed equipaggiamenti. Inoltre, il prezzo doveva essere competitivo.

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La vettura prende vita

Nel 1966 la vettura prende vita: è caratterizzata da un cofano molto lungo, che consente di ridurre il coefficiente di resistenza aerodinamica, oltre a dare l’illusione di guidare una sportiva con un motore immenso. Il suo nome cambia ancora e, finalmente, diventa Capri (siamo nel 1969); poco dopo ci saranno le prime modifiche. Verranno tolti i deflettori, per contenere i costi, e la feritoia sul cofano. Anche la coda subirà una profonda evoluzione. Originariamente aveva un grande lunotto che comprometteva la visibilità in caso di condizioni metereologiche avverse e d’estate faceva aumentare notevolmente la temperatura nell’abitacolo. Alla fine, il lunotto viene raddrizzato e di conseguenza la visibilità migliora.

Ford Capri
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Caratteristiche Tecniche

La Capri adotta sospensioni anteriori indipendenti tipo Mc Pherson con montanti verticali, molle a elica, bracci inferiori trasversali, ammortizzatori idraulici e barra stabilizzatrice. Al posteriore troviamo invece sospensione ad assale rigido, balestre semiellittiche. L’impianto frenante è di tipo misto, con dischi all’anteriore e tamburi al posteriore. A richiesta è disponibile inoltre il servofreno.

La gamma offre svariati allestimenti: Base, L, XL, GT, GTXL, GTXLR. Anche i propulsori disponibili sono parecchi. Si può scegliere fra i V4 1.3 - 50CV, 1.5 - 60 CV, 1.7 - 75 CV oppure i V6 2.0 – 85 CV e 2.3 – 108 CV. In Inghilterra invece le 1.3 e 1.6 (72CV) hanno i quattro cilindri in linea. Nel marzo 1970 debutta la 2600 RS con un V6 a iniezione in grado di sviluppare 150 cavalli a 5800 giri/minuto e raggiungere una velocità massima di oltre 200 Km/h. Nel 1970 arriva la 2600 GT con motore a carburatori da 125 CV e in contemporanea la potenza del 1.5 passa da 60 a 65 cavalli.

Fino al 1972 non ci sono altre modifiche di rilievo ma nel settembre di quell’anno i motori V4, fino a quel momento in commercio, vengono sostituiti con dei nuovi quattro cilindri in linea mentre i V6 rimangono invariati. A essi si affianca anche un 3.0 litri, con molte scelte tecniche simili a quelle utilizzate sulla 2600 GT. Nel 1973 cambiano i livelli di finitura, ora disponibili nelle varianti L, GL, S e Ghia. Tutti mostrano elementi decorativi più pesanti nella calandra, nella fanaleria, nei cerchi e negli interni.

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La Capri cambia faccia...

Nel 1974 è introdotta la Capri 2, completamente ristilizzata. Le principali modifiche estetiche riguardano i fari anteriori tondi, lo spoiler, i paraurti più grandi e avvolgenti e i gruppi ottici posteriori antisporco. Al Salone di Ginevra del 1981 debutta la 2.8 i da 160 cavalli, seguita in settembre dalla 2.8 turbo con 188 cavalli.

Infine, il modello speciale 280 Brooklands Cren con motori 2.8 i e 2.8 turbo celebra la fine della produzione. Esso è stato costruito in 1038 esemplari ed era verde metallizzato con sedili sportivi, cambio a cinque rapporti, differenziale autobloccante.

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