Il 2014 secondo Autoblog: le promesse tradite e quelle rispettate

I modelli che ci saranno e che faranno la differenza nel 2015. E quelli che dovevano arrivare e non arriveranno. Elon Musk? Lo Steve Jobs dell'automotive.

Omar 3

Finito il 2014 è tempo di tirare le somme su un anno che è passato. Dodici mesi di cambiamenti per le automobili e per gli automobilisti, con l'arrivo di nuove tecnologie, nuovi modelli ma anche di nuove leggi e regolamentazioni che hanno cambiato, nel bene o nel male, il modo di viaggiare. Come anticipato da Claudio Nobis nella prima puntata del "2014 secondo Autoblog" continuiamo a lanciarvi i nostri spunti personali sull'anno passato, lasciando poi a voi la parola per capire i vari punti di vista degli automobilisti.

3 - Le promesse tradite e quelle rispettate

promesse

Pensando all’ormai archiviato 2014, la prima auto che mi viene in mente è l’Alfa Romeo Spider-Duetto, "uccisa in culla" dalla nascita di FCA e delle ambizioni di "italianità" del biscione. L’anno si era infatti aperto con l’incertezza sul futuro della nuova Duetto, bramata a lungo fin dal 2012. Già a gennaio avevo messo in luce la piega che stava prendendo la “questione Spider” dopo la nascita di FCA e le dichiarazione di Marchionne. Il tempo ed il piano industriale del 6 maggio hanno concretizzato le mie perplessità: niente spiderina Alfa per il momento, ora tramutatasi in uno dei progetti di Fiat (e Abarth). E’ stata una vera delusione perché, specie dopo la 4C, avevo sinceramente sperato nell’arrivo di un’altra sportiva da poco più di 1000 kg, decappottabile, a trazione posteriore e col fascinoso logo Alfa sul cofano: un vero sogno... che è rimasto tale. Certo, oggi si vocifera che fra le nuove Alfa Romeo ci sarà anche una Spider; ma credo che per vederla su strada dovremo aspettare, nella migliore delle ipotesi, perlomeno 3 o 4 anni, quando avranno debuttato auto commercialmente più importanti per la casa del biscione, come la Giulia, l’erede della 169, la nuova segmento C e gli immancabili SUV. Parentesi: la nuova Mazda MX-5 è un vero gioiellino, in Fiat dovranno fare davvero un ottimo lavoro per tenere il passo.

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Fiat 500X: tutte le foto ufficiali

Fiat 500X: credo che, dopo la 500, sia l’auto a marchio Fiat più riuscita degli ultimi 20 anni. La vettura giusta al momento giusto: rispetto ampiamente tutte le aspettative. Studiandola al Salone di Parigi, mi ha piacevolmente impressionato per la qualità costruttiva e, dal primo assaggio su strada, sono emerse doti dinamiche di ottimo livello. E’ la prima auto costruita sotto l’egida di FCA e si vede: oltre ad aver ereditato un sistema di trazione integrale di tutto rispetto (made in Jeep) è la prima a proporre in questo segmento una trasmissione automatica a 9 marce, vanta sospensioni MacPherson anche al retrotreno, un' offerta di motorizzazioni competitiva ed un' elevata possibilità di personalizzazione. Credo quindi che possieda tutte le carte in regola per diventare una vera e propria best-seller, una sub-premium che “scipperà” molti clienti a brand più blasonati. Se la 500X rappresenta un primo assaggio delle potenzialità di FCA, allora c’è di che ben sperare.

Vedi anche: 1 - Fiat-Chrysler: la grande fuga

Volvo XC90 T8

Volvo XC90: al di là dello stile, che a me piace molto, trovo che la SUV svedese sia una delle rivelazioni di questo 2014. Vanta una qualità costruttiva sorprendente, da prima della classe; ma a lasciare davvero a bocca aperta è il bagaglio tecnologico che si porta appresso: in termini motoristici, multimediali, di sicurezza attiva e passiva, questa svedese mette al palo la totalità della rinomata concorrenza tedesca. Negli ultimi anni Volvo aveva annunciato che la lunga attesa per vedere la XC90 MKII su strada sarebbe stata ripagata: promessa mantenuta. Ho apprezzato anche che quest’auto sia arrivata da un costruttore, Volvo, finito nell’orbita di una multinazionale cinese: nonostante un periodo in ombra, senza particolari novità da un punto di vista commerciale, la casa di Goteborg ha avuto la fortuna di essere investita da una pioggia di milioni di “euro cinesi”. Ciò ha permesso agli scandinavi di sopravvivere (al contrario di Saab), di dimostrare il loro valore a livello ingegneristico e di confermare come, con le giuste risorse per lo sviluppo e la sperimentazione, si possano costruire auto eccellenti anche a nord di Berlino. Complimenti anche ai cinesi di Geely che hanno avuto l’umiltà di astenersi dall’influenzare la progettazione dell’auto, consci della loro mancanza di know-how per quanto concerne il segmento premium. Volvo e Geely sono l’esempio più concreto di come “non tutta la Cina venga per nuocere”.

elon-musk-tesla

Plauso particolare anche ad Elon Musk: la sua idea di rendere open-source la tecnologia elettrica di Tesla è davvero rivoluzionaria e, in un mondo ideale, dovrebbe essere di esempio per tutte quelle aziende che hanno un’ aliquota di responsabilità per quanto concerne l’inquinamento ambientale. La ricerca di soluzioni uniche e condivise accelererebbe il processo di sviluppo delle tecnologie a basso impatto ambientale con chiari benefici per tutta l’umanità. Al momento quello di Elon Musk è il passo più concreto e lungimirante in questa direzione e per “un rapido sviluppo della mobilità elettrica”.

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