Auto a GPL BRC: a tutto gas nel motorsport

Una particolare giornata organizzata dalla BRC per dimostrare che anche le auto a GPL possono essere performanti e divertenti da guidare…

BRC Experience

La BRC Experience è una manifestazione realizzata per mettere in risalto che anche le auto a GPL possono essere performanti e divertenti da guidare. Il tutto in massima sicurezza. Il giorno dell’evento arrivo a Cherasco (CN), quartier generale della BRC, in perfetto orario sulla tabella di marcia. Purtroppo alcuni colleghi, in seguito a dei contrattempi, arriveranno leggermente dopo. Nell’attesa incontro Mariano Costamagna, il Presidente della BRC. Dalle sue parole traspare, chiaramente, un’intensa passione per la propria attività e il mondo dei motori. I temi da trattare sono molteplici ma in questa occasione non resisto al “richiamo” delle corse e per prima cosa mi faccio spiegare perché ha deciso, coraggiosamente, d’intraprendere la via dell’agonismo nel CIR.

Mariano mi spiega che le motivazioni che hanno spinto BRC a entrare nel Campionato Italiano Rally sono duplici. In primo luogo c’è una motivazione di carattere tecnico con l’obiettivo, oltre alla ricerca e alla sperimentazione sul campo di nuove tecnologie, di dimostrare che un’automobile alimentata a GPL (o metano) può competere con un’auto a benzina e che soprattutto, i componenti BRC utilizzati sono in grado di resistere alle più esasperate condizioni di stress e affaticamento che si registrano durante una competizione. Esiste poi un aspetto non meno importante legato alla “vetrina” offerta da tale manifestazione al brand, con l’intento di mettere in risalto le caratteristiche dei prodotti BRC in termini di sicurezza, prestazioni, affidabilità e qualità. La chiaccherata divaga poi su altri temi. Nel frattempo arrivano i colleghi.

E’ il momento di scoprire la storia dell’azienda (di cui vi parlerò nelle prossime righe), dagli albori ai giorni nostri. Successivamente con Massimiliano Fissore, Team Principal, si torna a parlare di Motorsport…

Quando BRC Gas Equipment ha deciso di partecipare al Campionato Italiano Rally con un’auto da assoluto alimentata a Gas, che potesse competere contro le squadre ufficiali che da anni calcano le scene del rallismo nazionale, l’incredulità è stata il fattore predominante per gli addetti ai lavori e i numerosi appassionati. Il risultato della prima gara ha però immediatamente sciolto ogni riserva; per la prima volta, un’auto alimentata a energie alternative si è imposta su tutti.

Un traguardo storico per la BRC e un fiore all’occhiello per la CSAI, unica federazione internazionale che ha saputo recepire e predisporre una regolamentazione specifica per le autovetture alimentate a gas. Il resto del campionato, sportivamente parlando, è una conferma che il Rally del Ciocco non è stato un caso isolato. Nuovi successi e piazzamenti da podio hanno contraddistinto tutta la stagione. Giandomenico Basso ha guidato magistralmente la vettura per tutta la stagione, conclusa in seconda posizione, dopo una lotta fino all’ultima prova speciale per il primato.

La mattina seguente si passa alla “pratica”: tutti in pista. Giusto il tempo di un veloce briefing, poi indosso tuta, guanti, casco e mi ritrovo fra i cordoli. La prima auto messa a disposizione dal team è la Suzuki Swift R1 GPL. Oltre al programma principale relativo alla Fiesta di Basso, quest’anno la BRC ha voluto infatti essere presente anche nel Rally Trohphy e nel Trofeo R1, la nuova competizione promozionale voluta da ACI CSAI per valorizzare giovani talenti. La Swift 1.6 alimentata con sistema di iniezione sequenziale in fase gassosa Sequent, preparata dai tecnici della BRC, è stata affidata al Junior Team composto da Michele Tassone e Daniele Michi. La stagione, alla luce dei risultati ottenuti, si può decisamente ritenere positiva: primo posto nel Suzuki Rally Trohpy e secondo nel Trofeo R1.

I giri iniziali sono da passeggero, per conoscere auto e tracciato. Al volante non ho molti giri a disposizione, ma riesco comunque a farmi un’idea generale del mezzo. L’auto risulta intuitiva e facile da usare. Il motore seppur non abbia una potenza eccessivamente esuberante (140 cavalli) è reattivo e può contare su un’erogazione della potenza estremamente lineare e progressiva. Lo sterzo offre un buon feedback mentre l’impianto frenante sfodera il giusto carattere. Alzando il ritmo la personalità rimane quasi sempre “genuina”, permettendo così al pilota di attuare le correzioni necessarie in tempo. Tutto ciò consente anche ai driver meno smaliziati di sfruttare a pieno le potenzialità della vettura. La Swift R1 BRC, per un ragazzo che vuole avvicinarsi a questo mondo, si può considerare come un buon punto di partenza.

Rientro ai box, scendo dalla vivace nipponica e subito salgo a bordo di una delle Kia Venga protagoniste della Green Hybrid Cup 2014, manifestazione che unisce la competitività dei campionati monomarca alle più avanzate tecnologie "verdi" come l'alimentazione a GPL e la propulsione ibrida. La preparazione delle Kia Venga, curata di tecnici del BRC Racing Team, non intacca la struttura originale della MPV compatta se non in quei particolari che richiedono uno specifico adattamento all'utilizzo in pista, come l'allestimento degli interni, l'integrazione del rollbar di sicurezza, il cambio sequenziale da corsa e l'utilizzo di pneumatici racing.

Significativa invece la trasformazione del sistema propulsivo nel quale il motore 1.6 litri con sistema di alimentazione BRC GPL Monofuel è sovralimentato e affiancato dal sistema ibrido formato da due motori elettrici in corrispondenza delle ruote posteriori. La potenza massima disponibile in gara raggiunge così i 160 CV, sommando quella del motore termico (di 135 CV) con quella combinata dei due motori elettrici, pari a 25 cavalli supplementari. Nei giri in sua compagnia la Venga riesce a sorprendermi positivamente, oltre a farmi ricordare che per divertirsi in pista non bisogna necessariamente avere fra le mani una coupé supervitaminizzata.

Dulcis in fundo, è il momento della Ford Fiesta R5 LDI. Il suo “cuore” è il Ford M-Sport 1.6 Turbo, in grado di sviluppare una potenza di 280 cavalli e una coppia massima di 390 Nm a 4250 giri/min, alimentato ad iniezione liquida di GPL con sistema LDI (sistema sviluppato per i motori a iniezione diretta di benzina che consente di iniettare il GPL, in fase liquida, direttamente in camera di combustione, utilizzando gli iniettori e la pompa alta pressione originali) by BRC. La trasmissione si affida a un sequenziale a cinque rapporti mentre la trazione è integrale permanente con differenziali (anteriore e posteriore) autobloccanti.

Il feeling con la regina di casa è positivo fin da subito, premesso che per gestirla bisogna avere una discreta dose di esperienza. Durante lo stint a disposizione assaporo cambiate fulminee e un motore con tanta grinta, abbinata a una progressione entusiasmante. In seguito alla mia breve esperienza posso definire la Fiesta R5 BRC come un mezzo molto reattivo, discretamente sincero e non difficilissimo da guidare. Riuscire ad interpretarla per ottimizzare le performance e ottenere risultati soddisfacenti, però, è tutt’altra cosa. Per questo motivo lascio il volante a Giandomenico… e via a tutto gas!

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