Agenzia delle Entrate: attestato ASI superfluo per le vetture ultraventennali

Mentre impazza la polemica sulla proposta contenuta nel DdL stabilità di escludere i veicoli di età compresa tra i 20 e i 29 dai benefici fiscali, l’Agenzia delle Entrate conferma le tesi del RIVS.

auto-epoca

Dopo le recenti novità prospettate dalla Legge di Stabilità 2015, attualmente in discussione in Parlamento, nel mondo del motorismo storico italiano regna un’atmosfera di attesa ed incertezza, soprattutto in relazione al futuro dei veicoli storici. Dall’Agenzia delle Entrate arriva intanto una notizia che ridimensione notevolmente l'importanza della celebre "iscrizione ASI" (fra i cavalli di battaglia di molti veicoli storici in vendita sul mercato dell'usato): il Registro Italiano Veicoli Storici (RIVS), riconosciuto in Umbria e Piemonte, è infatti riuscito a chiarire che per richiedere i benefici fiscali su auto ultraventennali è sufficiente una autocertificazione. Di seguito il comunicato rilasciato dal RIVS:

Dall’Agenzia delle Entrate arriva infatti una notizia che potrebbe ulteriormente sparigliare le carte in tavola: Il RIVS ha sempre avuto ragione. Questo ha infatti stabilito la Consulenza 954-46/2014 specificando chiaramente che è corretta l’interpretazione per cui:

"Per i veicoli ultraventennali di particolare interesse storico e collezionistico la sussistenza dei requisiti legittimanti l’esenzione possa essere documentata anche tramite dichiarazione sostitutiva resa ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445 del 2000"

Detto in parole semplici - con la legge attualmente in vigore – gli ormai celebri commi 2 e 3 art. 63 Legge 342/2000 - per richiedere i benefici fiscali è sufficiente una autocertificazione. Si chiude quindi, con questa determinazione, un dibattito durato quasi quindici anni, iniziato nel 2000, quando il legislatore chiese ad ASI ed FMI di determinare in generale quali fossero i veicoli di particolare interesse storico e collezionistico meritevoli di godere delle agevolazioni su bollo e IPT. Un compito che l’Automotoclub Storico Italiano ha frainteso, approfittando di quella che, grazie alla complicità della maggior parte delle amministrazioni regionali, è diventata sempre più una posizione monopolistica di fatto.

Il colpo di grazia definitivo a questa posizione dominante arriva proprio da quell’Agenzia delle Entrate che nel 2011 aveva dichiarato che, in assenza di una determinazione generale, ci si doveva necessariamente riferire agli attesati emessi dall’ASI. Ora, messa alle strette da un interpello predisposto dal RIVS, e presentato dall’affiliato Duomo Club di Palermo, la stessa Agenzia ha finalmente rivisto la propria posizione: poche righe per spiegare ciò che a molti appassionati era chiaro da tempo.

E ora che succede? Il parere dell’Agenzia è piuttosto chiaro: se la legge 342/2000 non verrà modificata in tutte le regioni a statuto speciale si potranno richiedere i benefici semplicemente presentando un’autocertificazione. Bene così? Non del tutto, la posizione del Registro infatti è un po’ più complessa.

Il RIVS si è sempre battuto contro la situazione di monopolio, ma al contempo ha sostenuto che andasse trovata una soluzione alternativa credibile. L’autocertificazione, difatti, consentirebbe l’accesso indiscriminato ai benefici fiscali, senza possibilità per le amministrazioni di controllare la veridicità di quanto ogni contribuente sarebbe teoricamente libero di autocertificare.

Quanto dichiarato dall’Agenzia delle Entrate dunque, ci pone di fronte alla necessità di operare una scelta definitiva con l’unica certezza che l’azzeramento punitivo dei benefici fiscali ai veicoli ultraventennali proposto dal Governo non è una soluzione in quanto rischierebbe di cancellare gran parte del parco circolante. Alternative? Dell’autocertificazione “selvaggia” abbiamo già detto, il rischio di abusi è molto, troppo elevato; La famosa “lista ACI” è una soluzione solo parziale, che scontenterebbe moltissimi appassionati possessori di modelli meno noti, ma senz’altro dignitosi e meritevoli di essere conservati, presentando allo stesso tempo la stessa problematica dell’autocertificazione relativamente alla verifica dello stato del veicolo (Ha pensato il Presidente Sticchi Damiani a questo?).

La nostra proposta è quella di una riforma radicale del sistema, che sappia valorizzare l’expertise degli operatori di settore, salvaguardando in ottica presente e futura il movimento delle storiche, comprese le auto ventennali limitando al minimo le spese per gli appassionati: un sistema certificatorio credibile e poco oneroso. Un progetto è ambizioso e sicuramente perfettibile, ma forse l’unica via per uscire dal labirinto in cui ci siamo infilati quindici anni fa.

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