Nuova Ford Mondeo: primo contatto su strada

Tecnologia accessibile, design d'impatto ed ampia offerta motoristica: questi i cavalli di battaglia dell'ultima edizione della tradizionale segmento D by Ford

Le suggestive strade di Malaga sono state teatro del nostro primo contatto con la nuova generazione, la quarta dal ’93, della Ford Mondeo: la segmento D della casa americana, venduta sino ad oggi in 4 milioni di esemplari, si è completamente rinnovata per andare a marcare stretto la nuova Volkswagen Passat che, nemmeno a farlo apposta, stiamo provando in contemporanea sulle strade della Sardegna. Il main target della Mondeo MY2015 è quello di stupire la potenziale clientela con un’offerta tecnologica accessibile ma di alto livello, con uno stile distintivo, un livello di comfort di riferimento e prezzi competitivi: valori finemente bilanciati per vincere l’innato “blasone europeo” della berlina di Wolfsburg e strizzare l’occhio anche a chi fino a ieri sceglieva le premium di casa Audi e BMW; il tutto con prezzi a partire da 27.250 euro. Tre le carrozzerie (berlina a 4 o 5 porte e giardinetta), due gli allestimenti, Plus e Titanium, più un terzo dedicato alle flotte (leggi le slide in basso). Le aspettative di Ford sono quindi molto elevate: si tratta di una fiducia giustificata? Questo sarà solo il tempo a dirlo; ciò che è certo è che i ragazzi del marchio statunitense ci hanno messo del loro per rendere la Mondeo il più possibile appetibile al pubblico: non è un caso che questa sia la prima edizione del modello a proporre anche la tecnologia ibrida e la trazione integrale permanente.




La vettura sarà disponibile entro la fine dell’anno nelle versioni con motori turbo-benzina EcoBoost 1.5 da 160 cavalli e 2.0 da 203 o 240 cavalli, con il TDCi 2.0 da 150 o 180 cavalli, nonché con la propulsione ibrido-elettrica (emette 99 g/km di CO2, con consumi di 4,2 l/100 Km). Il 3 cilindri EcoBoost 1.0 da 125 cavalli, il TDCi 1.5 da 120 cavalli e il TDCi biturbo 2.0 da 210 cavalli e le soluzioni AWD, abbinata al TDCi 2.0 da 150 cavalli con cambio manuale e al TDCi 2.0 da 180 cavalli PowerShift, arriveranno nel 2° trimestre del 2015. Tutti i power-train sono Euro 6. Sempre il prossimo anno partirà il programma Vignale: si tratta di un pacchetto (che Ford prevede coprirà il 10% delle vendite totali di Mondeo) che comprenderà un allestimento di serie ancora più curato, a ridosso del segmento premium, ed un insieme di servizi dedicati al cliente; il target è quello di ridurre i “tempi morti” per l’utente finale, agevolando le pratiche di manutenzione ordinaria (ad esempio attraverso il recupero e la restituzione domiciliare del veicolo) e garantendo servizi di assistenza telefonica dedicati. Sarà inoltre possibile configurare nel dettaglio la propria Mondeo con personale specializzato, i “Vignale manager”, in uno dei 35 “Ford Store” previsti sul territorio nazionale: un approccio che potrebbe presto far scuola in tutto il segmento.




Al volante della nuova Ford Mondeo

Salendo a bordo della Mondeo si percepisce subito la spaziosità dell’abitacolo, da sempre un punto di forza per il modello: il posto guida ed il piantone di sterzo sono ampiamente regolabili. Un plauso particolare va ai sedili anteriori: sono fra i più comodi e ben fatti presenti sul mercato, assicurano un ottimo sostegno e sono anche piuttosto contenitivi, ideali per i lunghi viaggi ma anche per la guida più sportiva. Sugli esemplari della nostra prova erano inoltre dotati di un pregevole rivestimento in pelle e di seduta e schienali riscaldabili. Presto saranno inoltre disponibili anche le poltrone “Multi-Contour” con funzione di massaggio. La plancia, pulita e razionale, è dominata dal touch-screen da 8” del sistema infotelematico SYNC 2: permette di controllare a voce, oltre all’impianto audio ed ai dispositivi collegati tramite USB e Bluetooth, anche il navigatore satellitare ed il climatizzatore; basta infatti dire “ho fame” per avviare la ricerca dei punti di ristoro più vicini, “chiama Mario Rossi” per telefonare ad un vostro amico o “climatizzazione temperatura 20 gradi” per rinfrescare rapidamente l’abitacolo. Il sistema può essere affiancato da un impianto audio da 390 watt di potenza che assicura un’elevata fedeltà di riproduzione. Il tutto è architettato da Microsoft e Sony e funziona quasi in maniera perfetta: raggiungerebbe il massimo dei voti se il touch-screen fosse più sensibili ai comandi (spesso bisogna insistere sullo schermo) e più veloce nel caricamento delle rotte sul navigatore. I pulsanti presenti sulla plancia e sul tunnel centrale sono facilmente raggiungibili. Sotto il profilo della qualità percepita, la Mondeo appaga il tatto e la vista con plastiche morbide ed una costruzione solida; tuttavia si poteva fare qualcosa in più per i rivestimenti della porzione inferiore della plancia e dei pannelli porta, che stonano in un abitacolo complessivamente ben curato.




La strumentazione tachimetrica, un mix analogico-digitale, è completa ma non sempre ben leggibile: può essere dotata della tecnologia per il riconoscimento dei segnali stradali (Traffic Sign Recognition), che visualizza nel pannello strumenti i limiti di velocità ed i divieti di sorpasso rilevati dai cartelli a bordo strada; un sistema utile, anche se avrei preferito che le icone ed i caratteri delle informazioni visualizzate sul display fossero più grandi ed evidenti. Al capitolo sicurezza nulla è stato lasciato al caso: sono infatti disponibili dispositivi come il Pre-Collision Assist, il sistema di frenata automatica con assistenza pre-collisione, e la tecnologia di riconoscimento dei pedoni, che avverte il guidatore del pericolo ed arresta l’auto se quest’ultimo non interviene sul freno. La tecnica radar è invece utilizzata dal nuovo sistema di indicazione visiva della distanza di sicurezza (Distance Indication) e dal controllo adattivo della velocità di crociera (Adaptive Cruise Control): quest’ultimo permette di mantenere automaticamente la distanza di sicurezza impostata col veicolo che precede. Un plauso particolare va al sistema di mantenimento della corsia di marcia (Lane Keeping Aid) che, intervenendo sullo sterzo, aiuta il guidatore a riportare l’auto nella propria corsia in caso di deviazione non intenzionale dalla traiettoria corretta; lo abbiamo testato a fondo, lasciando il volante libero in prossimità delle linee di mezzeria e di quelle di delimitazione delle carreggiate: il sistema è stato nel 75% dei casi capace di riconoscere il pericolo, agendo automaticamente sullo sterzo per reindirizzare l’auto nella giusta direzione. A bordo della Mondeo debuttano in Europa le cinture di sicurezza posteriori con air-bag integrato (Inflatable Rear Seatbelts): disperdono l’energia dell’urto su una superficie 5 volte superiore rispetto alle cinture tradizionali, prevenendo i classici traumi a sterno e costole che la stessa cintura può provocare in caso di incidente. Presenti anche il sistema semiautomatico di parcheggio (Active Park Assist), in grado di eseguire le manovre sia in parallelo che in perpendicolare, ed il dispositivo di monitoraggio dello spazio di parcheggio (Side Parking Aid) che individua gli spazi lunghi a sufficienza per completare la manovra.



Ora però basta chiacchiere, passiamo alla guida, capitolo dove la Mondeo ha tanto da dire: nonostante le dimensioni generose e la nomea di "auto per padri di famiglie" e flotte aziendali, la segmento D di casa Ford è molto piacevole da guidare; quando si è al volante, l’impressione è quello di trovarsi a bordo di un’auto più agile e leggera di quanto riportato sulla scheda tecnica, capace di “bersi” ogni curva a velocità più che sostenute. Non mi riferisco alla sensazione di sicurezza, pur ampiamente assicurata, quanto proprio al divertimento di guida: specie se dotata di sospensioni attive regolate nella modalità sportiva di funzionamento (sono disponibili anche le regolazioni “Comfort” e “Normal”), la vettura entra in curva piatta e veloce, senza cedere al sottosterzo e generando un grip inaspettato vista l’architettura meccanica e la vocazione da grande e confortevole viaggiatrice. Sarà anche merito della gommatura generosa delle auto della nostra prova (pneumatici Michelin Primacy 3 montati su cerchi da 18”), sta di fatto che la Mondeo affronta la strada con una disinvoltura pregevole: si può portare la frenata sin dentro la curva, mentre l’avantreno si aggrappa all’asfalto e punta il lungo muso nella direzione impostata. A tutto questo si aggiunge una coda più viva di quanto la configurazione “tutto-avanti” potrebbe suggerire: il retrotreno asseconda infatti l’anteriore e si muove quel tanto che basta per prevenire le “smusate”, generando sulle prime un sorriso di viva sorpresa; è un comportamento che far voglia di osare sempre di più per vedere fino a che punto può spingersi questa vettura da oltre 480 cm: forzando le andature e giocando di freni e sterzo (lo ammetto, talvolta anche in maniera scriteriata), la Mondeo mette in mostra un comportamento molto neutro, che non disdegna accenni di sovrasterzo, prontamente corretti da un’elettronica ben calibrata che lascia scivolare la coda quel tanto che basta per “chiudere la curva”. E’ in quel limbo, fra l’insorgenza della sbandata della coda e l’intervento dell’elettronica, che si capisce tutta la bontà dinamica di questa vettura, progettata per garantire un elevato comfort ma anche per assicurare un insospettabile piacere di guida, peraltro coadiuvato da un'innata abilità nell'assorbimento delle asperità stradali. L’efficacia della Mondeo è sostenuta anche da un impianto frenante potente e ben modulabile, completamente nuovo.




Sensazioni altrettanto positive sulla station-wagon che, con le sospensioni di serie, cede qualcosa in più al rollio ed al beccheggio. Merito di questo comportamento dinamico va alla rinnovata struttura dello chassis, che incrementa del 10% la rigidità torsionale rispetto al modello precedente (la nuova Mondeo pesa 25 kg in meno), ed alla presenza della sospensione posteriore Integral-link: si tratta di un multi-link evoluto, che si avvale di 4 braccetti di controllo (‘control arm’, ‘integral link’, ‘upper camber link’ e ‘toe link’) la cui geometria consente alle ruote posteriori di effettuare movimenti non solo in senso verticale ma, in caso di strade molto accidentate, anche in senso diagonale, assecondando l’asperità stradale al fine di ridurne gli effetti destabilizzanti sul telaio: in altre parole la vettura è più confortevole, silenziosa e più difficile da scomporre, specie in percorrenza di curva. La wagon è inoltre dotata di sospensioni posteriori autolivellanti, che mantengono invariata l’altezza da terra indipendentemente dal carico. A far compiere miracoli alla Mondeo sono anche gli ausili elettronici: comfort e precisione di guida sono migliorate dal controllo della coppia delle ruote all’interno-curva (Torque Vectoring Control), dalla compensazione dei movimenti indesiderati dello sterzo (Pull-Drift Compensation), dalla riduzione attiva delle vibrazioni del volante (Active Nibble Compensation), dal controllo elettronico degli ammortizzatori (Continuous Control Damping) e dalla compensazione della coppia di sterzo (Torque Steer Compensation). Sarebbe tutto perfetto se non fosse per 2 difetti che emergono su tutti: il primo è il feeling di sterzo (la vettura ha il servo elettrico), troppo vago nella parte centrale, che presenta un punto morto troppo marcato, e poco comunicativo anche al crescere degli angoli impostati; un comando tendenzialmente poco consistente fra le mani. In abbinamento con le sospensioni adattive è possibile comunque modificarne la taratura, irrigidendola.




Altra nota stonata arriva dal comparto propulsivo: abbiamo “assaggiato” il benzina 1.5 EcoBoost da 160 Cv ed il 2.0 TDCi a gasolio da 180: motori silenziosissimi (specie il diesel) e dotati di una generosa coppia motrice, ma che sembrano avere 20/30 Cv in meno rispetto a quanto dichiarato dal costruttore. Vuoi per i limiti imposti dalla normativa Euro6, vuoi per la rapportatura lunga (col diesel in terza marcia si toccano i 140 orari), vuoi per le masse in gioco, questi 4 cilindri turbo non impressionano per la spinta. Se non altro si difendono bene in termini di erogazione: come tutti i sovralimentati di ultima generazione, prediligono la regolarità di funzionamento, quasi “aspirata”. Il TDCi riesce comunque a fare una figura migliore del benzina per via della potenza e della coppia extra, mentre il piccolo 1.5 non disdegna di girare anche a regimi da diesel (la coppia massima è già a 1,500 rpm). Chiariamoci: sono entrambi più che validi in termini prestazionali, ma i dati numerici farebbero sperare in prestazioni velocistiche più brillanti. Per una valutazione dei consumi, complice la condotta di guida “da test”, ci riserviamo di esaminare l’auto in una prova su strada più approfondita. Sulle auto oggetto della nostra prova non erano presenti trasmissioni automatiche: il PowerShift a doppia frizione sarà disponibile su tutte le motorizzazioni diesel, mentre per le benzina è previsto l’automatico con convertitore di coppia. Il manuale si difende comunque bene, comportandosi in maniera più che buona in termini di precisione e piacevolezza degli innesti.




In conclusione due parole sulla variante ibrida: dotata di trasmissione automatica con cambio CVT, la “Hybrid” presenta un power-train che si compone di un motore a benzina 2.0 a ciclo Atkinson e di 2 motori elettrici con compiti diversi; uno è propulsivo e trasferisce potenza alle ruote, l’altro è utilizzato per la ricarica rigenerativa delle batterie da 1,4 kWh. La combinazione di motore elettrico ed a benzina consente alla Ford Mondeo Hybrid di raggiungere una potenza di 187 cavalli, con un consumo medio dichiarato di 4,2 l/km ed emissioni di CO2 di 99 g/km. In modalità esclusivamente elettrica, la nuova Mondeo Hybrid raggiunge una velocità massima di 135 km/h. Questa ibrida appaga per la prontezza di risposta ai comandi del gas e per le vigorose capacità di accelerazione e ripresa; ma va guidata con un “piede di fata”: a sollecitazioni, nemmeno troppo marcate, al comando del gas la trasmissione CVT tende a far schizzare al massimo dei giri l’unità endotermica, suscitando una rumorosità elevata, poco in linea con la aspettative di comfort acustico di una Mondeo; le stesse egregiamente assicurate dalle motorizzazioni convenzionali EcoBoost e TDCi. Vi ricordo che berlina e station-wagon per l’Europa saranno costruite nello stabilimento Ford di Valencia, adattato negli ultimi 18 mesi per la complessa costruzione della Mondeo che prevede saldature laser, elementi del telaio idroformati (come il montante centrale) e l’utilizzo di alluminio e magnesio (per il portellone posteriore e altri componenti). La sfida alla Passat è lanciata.

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I principali dettagli tecnici della nuova Ford Mondeo


Listino prezzi nuova Ford Mondeo


Scheda tecnica nuova Ford Mondeo

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