A Torino un autista di Uber ha investito 4 taxisti

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Aspetta l'auto di Uber: il tassista chiama i Vigili


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Un autista di Uber è stato multato per esercizio abusivo della professione. Scritta così la notizia desta interesse solo relativo, perché le autorità hanno da tempo intensificato i controlli sul territorio per arginare in qualche modo la popolarità dell’applicazione: tempo fa, a Milano, un driver venne fermato e multato per due volte in cinque ore.

D’ogni modo la vicenda accaduta ieri presso l’aeroporto Pertini di Caselle Torinese assume tutt’altro significativo quando scopriamo il reale svolgimento dei fatti. La Polizia Municipale di Caselle ed il nucleo taxi della Municipale di Torino sono intervenuti su richiesta della Polizia di Frontiera in servizio allo scalo, a sua volta informata da un taxista.

Questo aveva domandato poco prima a tre donne se avessero bisogno di un passaggio, ma si è sentito rispondere che avevano già contattato un’auto di Uber. Il taxista non ha tollerato l’affronto ed ha interpellato le autorità. Il driver – scrive ANSA – si è visto sequestrare l’automobile e potrebbe saldare una multa da 747 euro.

Uber: boom di iscritti durante lo sciopero di Genova, la Cgil s'infuria


Uber App

Uber – Dopo la guerra ormai infinita con i tassisti, arrivano nuove polemiche su Uber. La società ha messo a disposizione dei nuovi utenti una corsa gratis, se mostravano di essere in possesso di un abbonamento o di un biglietto per i mezzi pubblici, nella giornata di sciopero dei trasporti a Genova, prevista per martedì. I genovesi hanno gradito, registrando il 200% di iscritti in più, rispetto allo stesso giorno di una settimana fa.

Inoltre, sono aumentate anche le corse (+57%) e c’è stato un +5% di prime corse di nuovi utenti, rispetto ad altre giornate. Questa iniziativa, però, non è andata giù alla Cgil e ai lavoratori di Amt (l’azienda di trasporti genovese): “E’ lesiva nei loro confronti e del diritto costituzionale di sciopero – si legge nella nota – E’ un’operazione puramente propagandistica, di concorrenza sleale nei confronti di lavoratori e tassisti”.

Nel frattempo, Uber ha lanciato una partnership con le Nazioni Unite per creare milioni di posti di lavoro per le donne entro il 2020. Attualmente, come riportato dal Corriere della Sera, l’app conta 160mila iscritti negli Stati Uniti, di cui solamente il 14% sono donne. L’obiettivo è incrementare questo numero, nel contempo con la possibilità di sfatare il mito, secondo cui le rappresentanti del gentil sesso non sono brave al volante.

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