Italia, land of Panda: il giurì dà ragione ad Audi ed ordina la cessazione dello spot

La pubblicità viola gli articoli 13 e 14 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, in materia di sfruttamento dell'immagine altrui e denigrazione.

La pubblicità Land of Panda è stata ritenuta offensiva e denigratoria nei confronti di Audi. Lo ha stabilito il giurì dell’Istituto per l’Autodisciplina pubblicitaria, interpellato dai Quattro Anelli in relazione al messaggio veicolato dallo spot televisivo. Nella pubblicità – lo ricorderete – si sente la voce fuori campo di Piero Chiambretti, che legge un messaggio sì provocatorio ma a nostro avviso non certo offensivo. Ed invece il giurì ha stabilito che

esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che le comunicazioni commerciali esaminate sono in contrasto con gli artt. 13 e 14 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e ne ordina la cessazione

L’articolo 13 vieta l’imitazione, la confusione e lo sfruttamento dell’immagine altrui. Per tal ragione deve essere evitata qualsiasi imitazione servile della comunicazione commerciale altrui anche se relativa a prodotti non concorrenti, specie se idonea a creare confusione con l’altrui comunicazione commerciale.

Deve essere inoltre evitato qualsiasi sfruttamento del nome, del marchio, della notorietà e dell'immagine aziendale altrui, se inteso a trarre per sé un ingiustificato profitto. L’articolo 14, invece, traccia i contorni in materia denigrazione. È vietata ogni denigrazione delle attività, imprese o prodotti altrui, anche se non nominati. Il pronunciamento risale allo scorso 16 dicembre, ma è diventato pubblico solo negli scorsi giorni.

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