Marchionne al Meeting di Rimini: "Una Italia incapace di reagire e tutta da ricostruire"

Uomo col megafono: la rubrica di Autoblog che raccoglie il meglio ed il peggio delle affermazioni del mondo dell'automotive, oggi presenta Sergio Marchionne.

Chrysler CEO Marchionne Addresses Company's 2014 Investor Day

E’ un Marchionne senza peli sulla lingua quello intervenuto stamane al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini: il numero 1 del gruppo FCA non ha usato mezze misure per descrivere il suo punto di vista sulla critica situazione italiana. "Saranno almeno dieci anni che dico che abbiamo bisogno di riforme e trasformazioni strutturali per recuperare il livello competitivo del Paese". Ma l'Italia, avverte Sergio Marchionne, "non sembra capace di reagire". L’ad tuona che "guardare un Paese immobile e incapace di avviare un anche piccolo cambiamento è qualcosa di inconcepibile". Del resto, secondo il Manager italo-canadese, l’Italia versa in “una recessione prolungata in condizioni che non sono più in grado di garantire un paese competitivo". Dal 2010 (anno del precedente intervento di Marchionne a Rimini) ad oggi "quello che non è cambiato è la misura della crisi che ha colpito l'Italia e l'Europa. Con questi livelli di disoccupazione la situazione si aggraverà. L’Italia non può più aspettare”.

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Ribadito ancora una volta l’impegno di FCA per l’Italia: “Non intendiamo chiudere nessuno stabilimento in Italia, accollandoci tutti i costi di una realtà operativa in perdita”; impresa possibile grazie al ricollocamento nei segmenti premium e luxury di marchi come Alfa Romeo e Maserati. Sul trasloco della sede Fiat in Olanda afferma: "Stiamo usando la forza che abbiamo fuori dell'Italia per ricreare un ambiente tecnologico e competitivo". Marchionne ha invece specificato come, dal 2010, sia stato rivoluzionato il gruppo Fiat, che ha promosso il progetto di "integrazione industriale ma anche culturale" con Chrysler. "Quello che abbiamo fatto noi è uno dei tanti esempi" di come reagire "ma dobbiamo avere la consapevolezza che abbiamo di fronte una Italia tutta da ricostruire". Serve una “nuova fase di ricostruzione rilancio nazionale”. Le risorse per farlo, come “le qualità umane e culturali”, non mancano. L'esempio della nascita di FCA "non è per fare i presuntuosi, ma per dimostrare che anche in situazioni disperate, anche quando la concorrenza ti considera morto, ti puoi rialzare". Rivolgendosi agli imprenditori asserisce: “dobbiamo mettercela tutta da soli, una soluzione non arriverà dall'alto”. Anche se poi afferma di “riporre massima fiducia nel governo”.

In Italia “abbiamo passato vent’anni a far finta di fare riforme sociali. Non abbiamo neppure approfittato dell’adesione all’euro, con cui potevamo finanziare le riforme. Abbiamo solo alimentato una dialettica distruttiva che ha indebolito le istituzioni, così gli investitori non arrivano, i salari si erodono e il tenore di vita cala". Positivo il giudizio su Renzi: “Il presidente Renzi ha di fronte un ruolo arduo e ingrato. Appare coraggioso e determinato a fare le riforme e io l’ho incoraggiato a proseguire l’intento riformatore senza curarsi degli attacchi”. Tuttavia, sottolinea Marchionne, fino ad ora chi ha guidato il Paese "si è scontrato con un muro di gomma. Risultati concreti se ne sono visti molto pochi, compromessi tanti".


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