Uber programma l'espansione in Germania. Nonostante i divieti...

Uber sta lavorando per introdurre i propri servizi in altre sette città tedesche, auspicando così di raddoppiare il giro di utenti.

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L’”incredibile richiesta” in termini di clientela ha spinto i vertici della società Uber a programmare una massiccia campagna d’espansione sul mercato tedesco, nonostante i veti imposti in alcune fra le principali città del paese (Berlino ed Amburgo su tutte). La Reuters anticipa che l’applicazione di taxi on demand verrà introdotta da qui alla fine del 2014 a Bonn, Colonia, Dortmund, Essen, Norimberga, Postdam e Stoccarda, alla luce degli ottimi risultati conseguiti ad Amburgo, Berlino, Dusseldorf, Francoforte e Monaco (dov'è già disponibile). I vertici della società auspicano in tal modo di raddoppiare i clienti nel paese, nonostante l’opposizione delle amministrazioni che governano Amburgo e la capitale. Pochi giorni fa Wired ha ricordato che

il servizio è stato in un primo momento bandito a Berlino per essere poi riammesso fino a nuovo ordine. Tutto, in realtà, è iniziato in aprile, quando un tribunale della Capitale ha sentenziato, in seguito alla richiesta di un singolo tassista, che l’app non deve operare. L’accusa al servizio di San Francisco è sempre la stessa: farebbe concorrenza sleale alle auto gialle. Il provvedimento di divieto vero e proprio è arrivato da parte del dipartimento competente alla vigilia di Ferragosto, con tanto di minaccia di multe fino a 25mila euro

Alla fine di luglio il tribunale di Amburgo vietò Uber perché i suoi autisti non dispongono della speciale patente che i taxisti devono necessariamente conseguire per trasportare passeggeri, oltre alla licenza professionale specifica. Gli avvocati della start up presentarono ricorso, ma in ogni caso – come ha scritto La Stampa – il divieto

non sarà esecutivo finché la corte d’appello non avrà confermato la sentenza dei giudici amministrativi. Nel caso, gli autisti che contravvenissero al divieto rischierebbero multe da 1000 euro

Tuttavia una sentenza emessa nei giorni scorsi del Tribunale amministrativo di Berlino ha decretato che il servizio potrà tornare ad essere erogato sia ad Amburgo che nella capitale. Questo balletto di sentenze ed ordinanze sembra aver spinto la concorrenza a lanciare il guanto della sfida.


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