A Zurigo funziona l'esperimento dei drive-in del sesso

Il drive-in brothel di Zurigo compie un anno. Le autorità si dichiarano estremamente soddisfatte, mentre qualche rimostranza è espressa dalle prostitute.

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Le autorità svizzere hanno valutato in maniera estremamente positiva l’esperimento condotto a Zurigo, dove nel 2013 è stato fondato il primo drive-in del sesso. Questa iniziativa ha compiuto martedì il suo primo anno ed i politici della Confederazione hanno quindi potuto trarre bilanci e conclusioni.

L’esperimento è stato ritenuto un successo, perché a fronte di una spesa minima ha permesso di allontanare le squillo dagli appartamenti prima occupati – in Svizzera la prostituzione è legale –, di mantenere sotto controllo la prostituzione negli altri due quartieri della città in cui viene permessa e soprattutto di inserire le lavoratrici all’interno di un’area pulita, sicura e controllata. Qualche lamentela è giunta da chi risiede nei pressi della struttura, secondo cui è aumentato il traffico ed il via-vai di automobili.

L’operazione ha invece lasciato insoddisfatte le prostitute: a loro avviso sono aumentati i costi per l’affitto delle strutture e di conseguenza sono diminuiti i guadagni, nonostante una media di 15 clienti a giornata. Il drive-in brothel è stato inaugurato il 26 agosto 2013. Sorge all’interno di un’area protetta, resta aperto dalle 18 alle 5 e si compone di una lavanderia, di box doccia e di un’area ristoro, oltre ai gabbiotti (foto) nei quali le prostitute conducono i vari clienti. All’interno di ciascun box è installato un pulsante da schiacciare in caso di emergenze. L’attività ha richiesto una spesa iniziale pari a 2 milioni di euro, mentre le spese di gestione sono superiori rispetto a quanto previsto (nessun numero è stato però fornito).

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