Mercato Auto Italia: vendite in crescita, a Luglio +5%

Mercato Auto Italia 2014: a luglio crescono del 5% le immatricolazioni con un +7.7% per quanto riguarda i privati.

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E' stato un luglio positivo, malgrado tutto, per il mercato dell'auto che ha fatto registrare un +5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno con 113.777 immatricolazioni. Niente di eccezionale, intendiamoci, perché 5.400 vetture in più non fanno storia, ma è pur sempre un segnale di "tenuta" o di minor recessione. A piccoli passi e con qualche scivolata, in sette mesi si sono cumulate 30.600 nuove auto pari a un indice percentuale del +3,65% che ha consentito alle associazioni delle aziende italiane ed estere di prefigurare una chiusura d'anno meno catastrofica del 2013 intorno a 1,4 milioni. Ne mancano ancora almeno 400.000 per raggiungere la quota fisiologica del mercato italiano aggiornata ai tempi attuali, ma i dati forniti oggi dal Ministero Trasporti restano comunque un segnale da cogliere soprattutto perché questa volta l'impulso è venuto dai privati, saliti a quota 65,6% del mercato totale contro il 58,7 % del primo semestre.

 

E' evidente ed è sotto gli occhi di tutti che le Case automobilistiche stanno tentando di tutto per migliorare ed ampliare l'offerta rendendo al tempo stesso più agevole e più conveniente l'acquisto. Hanno utilizzato perfino i ridicoli incentivi pubblici trasferiti e prolungati a proprio carico e proposto formule di ogni tipo particolarmente attraenti per chi possiede vetture un po' troppo datate degne di sostituzione e fin troppo avide di carburante. Emblematico il caso di Toyota che con il lancio della nuova piccola Aygo ai minimi dei consumi offre una soluzione con finanziamento totale molto agevolato, una "rata" da 100 euro al mese e il diritto di recesso senza penalità. Qualcosa di molto simile alle migliori offerte di noleggio che stanno crescendo a vista d'occhio mentre appare sempre più chiaro che la chiave di volta per rilanciare il mercato, o meglio l'uso dell'auto, sarà sempre più legata a una vera e propria rivoluzione in questa direzione.

E' anche per questo che le recenti promesse di Matteo Renzi, semmai fossero davvero realizzate, potrebbero portare una seria boccata d'ossigeno. Non resta che aspettare sperando anche che, nel frattempo, la voracità e il fanatismo dei sindaci (primo fra tutti quello di Roma) non distruggano definitivamente la possibilità d'uso dei mezzi privati in cambio di una insistente mobilità pubblica. Il "caso" automobile insomma rimane molto contraddittorio e decisamente mal gestito a danno del pubblico ma anche dello stesso Governo come è stato ampiamente dimostrato.  

 

Lo ribadisce mese dopo mese con costante monotonia l'associazione dei concessionari (Federauto) falcidiata da progressive chiusure di attività. Un vero dramma direttamente proporzionale al modesto andamento del mercato che perdura ormai troppi anni. Un problema che colpisce tutti gli operatori ma in particolare coloro che non hanno saputo riformare la propria attività senza rendersi conto che, giusto o meno che sia, l'auto non sembra essere considerata più un'area "strategica". E in questo le vicende Fiat hanno avuto, a mio parere, un peso non indifferente.   

 

Un'occhiata, infine, all'andamento delle singole marche illustrato nel dettaglio nelle tabelle che pubblichiamo. I dati rivelano le costanti difficoltà dei prodotti nazionali sempre sotto quota (-1,3% in luglio), salvo la marca Fiat, proprio nel giorno dell'ultima assemblea degli azionisti per la definitiva "trasformazione" dell'azienda. E poco conta che nella classifica delle Top Ten figurino Panda e dintorni.

Le Case estere intanto controllano saldamente il mercato e traggono vantaggio da ogni minima scossa positiva. Renault, ad esempio, ha piazzato un eccellente +40,8%, con Dacia ben oltre il raddoppio su luglio 2013, Ford è cresciuta dell'8,3%, Volkswagen è andata a +12,2%, meglio ancora Peugeot a +16% insieme ai coreani di Hyundai e Kia e così via. Frutto di un'offerta ampia e ben diversificata e di una buona capacità di reazione ai minimi segnali del mercato. Ora la pausa estiva poi con l'autunno e il salone di Parigi ai primi di ottobre la grande volata finale per una conclusione d'anno almeno accettabile.    

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