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Secondo quanto riportato oggi da AutoWeek.nl, anche Mitsubishi è entrata a far parte del (finora) ristretto club dei costruttori automobilistici al lavoro su sistemi di ricarica a induzione elettromagnetica per le batterie delle auto elettriche, che già annovera BMW e Mercedes.
La casa nipponica sta lavorando al fianco di WiTricity e IHI Corporation su questo sistema, che è attualmente pronto e funzionante, per quanto ancora allo stadio prototipale. La piastra affogata nell’asfalto è in grado di erogare fino a una potenza di 3,3 kW e di trasmettere a una distanza di 20 cm il 90% dell’energia erogata, un valore che indica perdite per dissipazione molto inferiori rispetto a dispositivi analoghi sviluppati negli anni passati.
In grado di garantire tempi di ricarica analoghi a quelli di un tradizionale sistema a cavo, il dispositivo a induzione deve superare un solo problema, quello legato ai suoi costi industriali.
IngDavide
29 set 2011 - 07:19 - #1finalmente era ora… speriamo che sti giapponesi ci investano su nella ricerca perchè se aspettiamo zia Fiat etc stiamo qui a morire…
IngegnerePazzo
29 set 2011 - 08:11 - #2I dispositivi che si trovano in commercio per cellulari (es. PowerMat) non hanno la stessa efficienza di un semplice, banale cavetto pur essendo fisicamente a contatto. In questo caso, fra piastra radiante e fondo della vettura ci sarebbero addiritttura diversi centimentri di aria.
In un’epoca in cui si stanno a contare i grammi di CO2 emessa, trovo strano che si investa in un dispositivo con un’efficienza di trasporto dell’energia non ottimale.
Certo, la comodità è innegabile ma se prendesse piede, la quantità di energia persa sarebbe cumulativamente enorme.
Anche assumendo per buono il valore (ottimistico) del 90%, stiamo parlando del 10% di 3.3KW persi per ogni automobile, ovver 330W a testa; moltiplicatelo per le centinaia di migliaia di auto che circolano ogni giorno e otterrete abbastanza energia per muovere tutti i treni di una rete ferroviaria nazionale.
pablo
29 set 2011 - 08:42 - #3Ma si… per non far piantare la spina buttiamo via un altro 10%…
Per carità se brucio petrolio in una centrale ho un rendimento molto più alto che in un motore… però poi la corrente la trasformo, la trasporto, la ritrasformo, le batterie dissipano, il motore non ha certo un rendimento del 100%…
Sono quasi sicuro che se si facessero questi conti alla fine l’elettrico non è poi così risparmioso…
Un passo indietro
29 set 2011 - 08:44 - #4Gia nel 1995 ! …ma dov’è la novità ?
http://www.autoconcept-reviews.com/cars_reviews/peugeot/peugeot-tulip-electric-car-concept-1995/cars_reviews-peugeot-tulip-electric-car-concept-1995.html
sistema
oooooooooooooo
29 set 2011 - 09:12 - #5quando fate rifornimento di gasolio in auto buttereste via il 10% del gasolio per evitare di prendere l’erogatore in mano?
ben venga la ricerca ma oggi bisogna risparmiare e un cavo non è un problema per nessuno
Takumi_Fujiwara
29 set 2011 - 09:38 - #6Secondo me fanno prima a mettere tante piazzole di ricarica veloce ai semafori.L’auto arriva e si ferma sulla piazzola agganciandosi con 2 piedini alla presa nell’asfalto (un pò come le auto polistil ai tempi) e si ricarica per il tempo che attende il verde.Ovviamente ci vogliono guidatori scafati che si fermino esattamente quando i led sul cruscotto indicano che sono nella posizione giusta….
Un’utopia forse vedendo il livello generale in giro,ma dopotutto i sistemi di guida automatica sono lì a due passi visto hce già abbiamo il parcheggio automatico :)
Dumah Brazorf
29 set 2011 - 09:52 - #7Mi domando quanti tumori si becca il gatto che passa lì in mezzo…
gdr86registr
29 set 2011 - 10:47 - #8ragazzi ragazzi…state calmi……questi studi sono importanti, non tanto per il fine che cercano di raggiungere, ovvero la ricarica in se della batteria dell’auto senza utilizzare il cavo, ma il fornire/ trasferire energia ad una batteria o ad un qualunque altro sistema senza cavi…ovvero tramite delle onde…….ora, se questa tecnologia negli anni venisse affinata e la distanza gradualmente aumentasse, si potrebbe trasferire l’energia senza utilizzare cavi per anche lunghe distanze….questo si che sarebbe un’enorme vantaggio, anche a scapito di un 2% 1% di perdite di un sistema affinato, perchè si risparmierebbe sui metalli per i cavi, sui costi per montare il tutto, sui costi di manutenzione delle linee, tra cui quelli per le linee ad alta tensione, si potrebbe alimentare apparecchi in posti sperduti e cosi via….i vantaggi non sarebberò limitati alla semplice ricarica dell’auto….se fosse cosi allora sarebbe si sconveniente come pensate voi……ma non è cosi per fortuna!!!
ogamitto
29 set 2011 - 10:48 - #9Anche Nissan lo ha sviluppato un sistema simile che vorrebbero usarlo nelle autostrade, dove in alcuni casi ci sono degli alberi con le foglie a pannello solare. L’ho visto al salone della tecnologia di Tokyo credo 2 anni fa.
ogamitto
29 set 2011 - 10:52 - #10Ho trovato il link, un video spiegava il funzionamento e questo robottino girava insieme ad altri e comunicavano l’uno con l’altro per mantenere la distanza di sicurezza, con delle piazzole di emergenza uno di questi robottini rientrava e passando lento senza fermarsi si ricaricava proseguendo il viaggio http://pinktentacle.com/2010/10/nissan-solar-tree/
elanslh2
29 set 2011 - 11:02 - #11Ingdavide @1: non vorrei deluderti, ma a Torino gli autobus elettrici delle linee Star usano questo sistema per il “biberonaggio” ai capilinea da una quindicina di anni almeno. E visto chi è il costruttore di autobus urbani… mi sa proprio che il sistema è stato sviluppato al CRF a Torino
pablo
29 set 2011 - 11:35 - #12@gdr86registr
pensare che si trasferisca su lunghe distanze perdendo 1-2%… fantasia…
Axell
29 set 2011 - 13:20 - #13Il caro Nikola Tesla se la starà sghignazzando … Questa è una tecnologia vecchia di 100 anni , che dire , meglio tardi che mai … !
“Quando parlai di guerra futura, intendevo dire che si potranno utilizzare onde elettriche dirette senza l’uso di aerei o gli altri attrezzi di distruzione. Questo vuol dire, come ho già puntualizzato, che sarebbe ideale non solo utilizzare energia nei conflitti senza alcun sforzo per la manutenzione della sua potenzialità, ma sarebbe fondamentale farlo in tempi di pace. Questo non è un sogno. Anche adesso, potrebbero essere costruiti impianti di produzione di energia senza fili in ogni parte del mondo, senza sottoporre la popolazione ad alcun pericolo. ”
“Il passato e il presente sono vostri ma il futuro appartiene a me”
[Nikola Tesla (Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943) ]
yellowt1707
29 set 2011 - 14:14 - #14Evitare il cavo serve ad evitare problemi dato che le elettriche resteranno incustodite a caricarsi nei parcheggi mentre si è al lavoro. Queste tecnologie integrate nelle auto permetterebbero di pagare, misurare e far partire la carica direttamente dall’interno dell’auto o da un cellulare ( come i prototipi software di GM e altri).
90% di efficienza è ottimo se confrontato al 50 - 60 di solo un anno fa. Tra un altro paio d’anni saremo al 99…
gdr86registr
29 set 2011 - 14:18 - #15#pablo…al 99 percento ci arriveremo anche su lunghe distanze….non ricordo dove, ma per un villaggio in un posto difficilmente raggiungibile è stato messo a punto e realizzato un sistema che trasmette l’energia senza cavi per quasi un kilometro con una perdità intorno al 30%….questo diversi anni fa….quindi parlare di 30 centimetri 90%…vuol dire che la tecnologia avanza…e che si andrà verso quei risultati…
2strokeforce
29 set 2011 - 15:17 - #16Ma per favore, per favore non confondiamo le feci col cioccolato!
Quella di tesla non era corrente wireless tramite induzione!
Poi l’altra cosa, si risparmia 1 metro di cavo e se ne usano 10 per la bobina ad induzione sotterrata nel parcheggio, che colpo di genio eh!
ilbaronaccio
30 set 2011 - 03:16 - #17secondo me se vedremo stazioni di ricarica di questo tipo in futuro sarà solo nei nostri garage e in quantità di uno per famiglia con costi di realizzazione a carico dei privati; non certo in pubblico in quantità faraoniche a spese di comuni che già non hanno soldi per sistemare buche e guardrail (o potenziare i mezzi pubblici se parliamo di comuni grandi)