Giulietta Mi Manchi: catanese fonda sito di crowdfunding per acquistare un'auto

Nella notte fra il 5 ed il 6 giugno a Pietro Giglio viene rubata l'Alfa Romeo Giulietta, nuova di 4 mesi. L'auto non era assicurata con il furto. Una campagna di crowfunding lo aiuta a recuperare i fondi per acquistare un'altra auto.

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Pietro Giglio ha raccolto per il momento 360 euro. Gliene mancano ancora 20.840 per raggiungere la cifra prefissata ed acquistare una nuova automobile, in sostituzione dell’Alfa Romeo Giulietta rubatagli nella notte fra il 5 e 6 giugno scorso a Catania. Era una vettura comperata nuova solo quattro mesi prima, già in versione 2014 e con motore 2.0 Multijet da 150 CV, che Giglio non aveva ancora assicurato contro il furto: avrebbe stipulato la polizza qualche mese dopo (“Fu una leggerezza”, il suo mea culpa). La Giulietta è stata rubata in pochi secondi, lasciandolo con un finanziamento da pagare e con il rammarico di non essersela nemmeno goduta.

L’automobilista però non è rimasto a piangere sul latte versato. Ha fondato il sito giuliettamimanchi.it, che ospita una piattaforma per il crowdsourcing e disegna una sorta di salvadanaio digitale: ciascun utente può contribuire con una donazione ed aiutare quindi Giglio ad acquistare una nuova vettura. E’ possibile versare contribuiti di 1, 5, 100 o 21.200 euro. “Ho cercato di trasformare la disperazione per il furto in un progetto utile, che mi aiuta a non lasciare l’ultima parola ai delinquenti – ci racconta al telefono il programmatore siciliano –. Tante persone mi hanno già contattato per esprimere solidarietà. Rientrare nella spesa non sarà facile, però il sito mi aiuta anche a mettere a fuoco la semplicità nel rubare un’automobile”.

La Giulietta di Pietro è stata rubata in pochi secondi, come evidenzi il video registrato da alcune telecamere di sicurezza posizionate davanti al luogo in cui si è verificato il furto: tempo di forzare una serratura, provare a mettere l’auto in moto e spingerla via con un’altra vettura, con probabile destinazione l’interno di un’officina compiacente. “Secondo gli inquirenti si è trattato di un furto su commissione – prosegue il 36enne catanese –. In città sono frequenti furti a scopo di riscatto, ma questo non sembra essere l’esempio”. Pietro acquistò l’automobile sul finire del 2013, quand’era in promozione: per tal motivo riuscì a strappare un prezzo d’occasione, di 7.000 euro inferiore rispetto a quello di listino.

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