Mercato Auto Europa: uno sprint smorzato

Europa in segno positivo, ma con tante incognite.

Bandiera Europea

Sono state quasi 300.000 le automobili nuove immatricolate ad aprile nell’Europa dei 28 Paesi con un totale complessivo di 1.129.829 unità pari al +4,2% rispetto allo stesso mese del 2013. Ma questa non è del tutto una buona notizia dal momento che dall’inizio dell’anno è stata la percentuale di crescita più bassa rispetto al +5,2% di gennaio, al +7,6% di febbraio e al più promettente +10,4% di marzo. Segno evidente che lo sprint iniziale si è smorzato (per ora) e che gli andamenti nei diversi Paesi è ancora poco omogeneo per poter intravedere un trend di ripresa stabile.

Per quanto di questi tempi ogni segnale positivo debba essere accolto con ottimismo, dunque, il mese di Aprile ha confermato quanto l’Europa rimanga l’area più critica a livello mondiale pur registrando in parallelo i recenti scivoloni degli “emergenti” come Brasile e India.

Nel bilancio dei primi 4 mesi dell’anno, in sostanza, la Grande Europa ha perso soltanto un punto del vantaggio acquisito nel trimestre, scendendo ad un +7,1% con un totale di 4.483.000 immatricolazioni pari a una media mensile di 1.120.000 nuove auto, che riportate in modo molto sommario e teorico su base annua dovrebbero prefigurare per fine anno un mercato di circa 13 milioni (considerando i bassi livelli di Agosto). Cifre ben lontane dai sogni dei costruttori globali che ormai cercano con fatica e tagli di spesa, fino all’estrema soluzione di Chevrolet in definitivo ritiro (-73% in Aprile) di trovare ogni possibile soluzione per ridurre le perdite finanziarie derivate dalla debolezza strutturale del mercato continentale. E questo, malgrado quasi tutti i costruttori abbiano fin qui beneficiato della crescita della domanda come rivelano alcune cifre significative come il +21,1% di Nissan (record in Aprile), il +15,7% di Renault, il +8% di Ford, il +5,2 di PSA e il +4,2% di VW in perfetta linea con il mercato generale.

Ma la vera notizia nello specifico del mese di Aprile, non riguarda singole marche quanto i mercati che si sono rivelati più deboli a causa delle congiunture economiche, provvisorie o stabili che siano. Nel primo caso la maggiore frenata è stata registrata proprio nella maggiore aerea europea, la Germania, che ha perso il 3,6% dopo 5 mesi di crescita mentre l’Italia, com’è noto ha guadagnato solo uno sparuto 1,9% di un mercato ai minimi storici. E’ bastato questo a vanificare parte degli ottimi risultati inglesi, in crescita da 26 mesi consecutivi, con una previsione di 2,4 milioni di auto nell’anno, il buon recupero della Francia a +5,8% dopo un marzo tornato al segno più e perfino della Spagna a +28,7% con il sostegno di una costante campagna di incentivi.

Tuttavia tre buoni mercati sui cinque leader europei non sono bastati. Proprio a causa dello stato complessivo dei mercati europei di cui ancora oggi è difficile capire quando e a quali livelli dovrà stabilizzarsi. Esattamente quel che avviene per l’Italia.

(continua con le tabelle ACEA)

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