Piano FCA, Marchionne: "Resto altri 5 anni"; in Italia nessun operaio Fiat in cassaintegrazione

Completo utilizzo della struttura produttiva di Pomigliano, produzione Jeep a Melfi, investimenti per Mirafiori, Grugliasco e Cassino. Marchionne promette: "Finirà tutta la cassa integrazione".

Chrysler CEO Marchionne Addresses Company's 2014 Investor Day

Quella di ieri è stata una vera e propria maratona anche per il numero 1 di FCA, Sergio Marchionne; l’ad canadese si è lasciato andare a dichiarazioni di una certa rilevanza sul futuro del gruppo italo-americano in Italia, specie per quanto riguarda posti di lavoro ed impianti produttivi. "Siamo impegnati a non mandare a casa nessuno e ad utilizzare tutta la manodopera", così Marchionne si rivolge alla parte italiana del gruppo FCA. "Quando arriverà l'industrializzazione dei prodotti finirà tutta la cassa integrazione e rientreranno tutti quanti", mentre su Pomigliano promette: "Sarà completamente utilizzato".

Ma l’opera di rilancio passo anche per la produzione Jeep a Melfi (dove, piano alla mano, saranno assemblate 200.000 Renegade ogni anno), per gli investimenti per Mirafiori, Grugliasco e Cassino, poli indispensabili per la produzione Alfa Romeo e Maserati, nuovi cardini della strategia di rilancio FCA. Le parola di Marchionne hanno rasserenato anche il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha commentato: "Quando un' impresa decide e propone di fare investimenti e lavorare in Italia, dopo una discussione lunga sul fatto che questa impresa sarebbe o non sarebbe rimasta un protagonista industriale, di certo è un segnale positivo".

Vi ricordiamo che la strategia globale per Fiat-Chrysler prevede 55 miliardi di investimenti e dovrebbe portare il nuovo colosso globale a produrre 7 milioni di auto l'anno entro il 2018, arrivando alla fine del piano con l’utilizzo del 100% della capacità produttiva negli impianti in Italia e in Europa, oggi rispettivamente al 53% e al 66% della loro potenzialità. I motivi di quello che Marchionne prevede essere un sicuro successo industriale sono da ricercare nel valore della diversità: “Siamo fondamentalmente diversi da quello che eravamo in passato e siamo diversi dai nostri competitor; siamo diversi perché abbiamo capito come capitalizzare su due brand storici. Siamo diversi perché abbiamo raggiunto un' integrazione culturale”. Quanto al suo futuro, Marchionne specifica: "Resterò fino alla fine del piano, nel 2018; devo garantire l'attuazione del piano; dobbiamo completare questo programma. Abbiamo cominciato con Fiat nel 2004, proseguendo con Chrysler nel 2009 e ora dobbiamo finire".

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