Il volante del futuro? Capisce quando il conducente è stanco

I ricercatori hanno appurato in tal modo che i movimenti dello sterzo risultano i più fedeli da analizzare per determinare se un conducente è stanco o affaticato. Il sistema è inoltre più economico rispetto a piattaforme composte da telecamere.

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Alcuni ricercatori della statunitense Washington State University stanno lavorando ad un sistema utile per determinare quando un automobilista perde smalto e lucidità nel guidare una vettura. La tecnologia è di particolare interesse, dal momento che non si affida a telecamere o ad altri raffinati (e costosi) sistemi di rilevamento: il cervellone studia i movimenti del volante ed intuisce quando il conducente inizia a muoverlo senza costrutto.

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Il professor Hans Van Dongen, coinvolto nel progetto, spiega al sito dell’università che le piattaforme composte da telecamere si rivelano costose e poco efficienti in determinate condizioni di guida, ovvero sulle strade innevate, con tante curve e quando manca la segnaletica orizzontale. La squadra di lavoro ha analizzato il comportamento alla guida di 29 volontari. Ciascuno ha guidato per 30 minuti un raffinatissimo simulatore, che raccoglie dati su velocità, accelerazione, angolo di sterzo e posizione rispetto alla linea di mezzeria.

VOLVO LAVORA INVECE AD UNA PIATTAFORMA MUNITA DI SENSORI

I ricercatori hanno appurato in tal modo che i movimenti dello sterzo risultano i più fedeli da analizzare per determinare se un conducente è stanco o affaticato. Il sistema si rivela inoltre particolarmente economico, dal momento che utilizza componenti facili da trovare ed installare: è necessario un banale sensore che stabilisce la posizione del volante. L’introduzione sul mercato non è al momento prevista.

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