Salone di Pechino 2014: Martin Winterkorn studia la nuova Lexus NX

Il professore tedesco è abituato a mettere sotto la lente di ingrandimento i veicoli della concorrenza durante i saloni dell'auto...

Martin Winterkorn Lexus NX

Al Salone di Pechino non ci è sfuggita la “visitina” che Martin Winterkorn, numero uno di Volkswagen AG, ha voluto riservare allo stand Lexus. Il CEO del colosso automobilistico tedesco ha riservato particolare attenzione alla nuova NX, ultima arrivata nella gamma del brand di lusso di Toyota. Non è la prima volta che Winterkorn fa gli “onori di casa” ad un nuovo prodotto di una casa concorrente: era successo anche al Salone di Francoforte del 2011, con la Hyundai i30, avversaria della VW Golfin quell’occasione il CEO di Volkswagen ed il suo staff analizzarono, con tanto di centimetro alla mano, la nuova hatchback della casa coreana, soffermandosi a lungo nella valutazione di spazi, tolleranze negli assemblaggi e qualità costruttiva.

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Stavolta la visita di Winterkorn, con tanto di codazzo al seguito che di fatto si è impadronito dello stand Lexus, non è stata come le altre, anche perché è difficile fare le pulci alla qualità costruttiva di una Lexus.

Abbiamo quindi provato ad immaginare quali potessero essere le riflessioni che frullavano nella testa del professore sessantaseienne a capo della multinazionale teutonica dell’auto. Certamente il pensiero sarà andato all’Audi Q5, rivale diretta della NX, ed ormai avviata verso la fine del suo ciclo produttivo. Per la Q5 di seconda generazione di parla di un peso complessivo ridotto di almeno 100 kg mediante l’uso esteso di alluminio ed acciai altoresistenziali. Tuttavia è molto difficile che la nuova Q5 possa replicare al coraggio stilistico della proposta Lexus, visto il "conservatorismo" Audi per quanto concerne il design. Il secondo pensiero di Winterkorn potrebbe essere invece andato alla tecnica ibrida della Lexus: attualmente Toyota è la casa col maggior know-how su questo tipo di propulsione; non è un caso che gli stessi tedeschi di BMW abbiano siglato un’alleanza col costruttore giapponese per condividere i suddetti progressi tecnologici. Ed il gruppo VW ha ancora molta strada da fare in questo senso.

Nella mente di Winterkorn c’è probabilmente stata anche una riflessione rivolta alla sfida più importante, quella delle vendite su scala planetaria. Negli Stati Uniti d’America Lexus recupera su Audi tutto quello che non riesce a totalizzare in Europa: nel 2013 ne sono state vendute 273.847 (più della metà dell’intera produzione), contro le 158.061 vetture col badge dei quattro anelli; sintomo che negli USA Audi è un marchio che ancora non ha raggiunto la medesima affermazioni dei suoi diretti competitors; per completezza di cronaca, va aggiunto che Mercedes ha totalizzato vendite per ben 334.350 unità, mentre BMW si è fermata a quota 309.280.

Ma in Cina è tutta un’altra storia: in una piazza da quasi 22 milioni di auto vendute nel 2013 (con una crescita vicina al 14%), Audi è il premium brand di maggior successo. Non è infatti casuale la presentazione della TT Offroad Concept al Salone di Pechino: la Cina è il secondo miglior mercato per quelli di Ingolstadt, basti sapere che nel 2013 le vendite Audi nella Repubblica Popolare hanno toccato quota 491.989 unità (+21.2%) e che nei primi mesi di questo 2014 il marchio tedesco ha già venduto su questa piazza ben 124.520 auto (+21.1%). Nel 2013 in Cina BMW non è andata oltre le 390.713 unità (includendo le auto di Mini), mentre Mercedes ha venduto meno della metà di Audi. La partita è quindi più aperta che mai.

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