Aston Martin: la Rapide torna in Gran Bretagna.... con la coda fra le gambe

Aston Martin Rapide

I risvolti dell’operazione emergono otto giorni dopo l’annuncio pubblico. Questo perché, come insegna l’esperienza, nel mondo dell'automobilismo una decisione all’apparenza controversa viene sempre giustificata da motivazioni di carattere economico. Lo scorso 8 giugno Aston Martin annunciò di voler trasferire la produzione della Rapide in Gran Bretagna, a Gaydon, rompendo così il vincolo stipulato tre anni orsono con l’austriaca Magna Steyr. “Nel 2008 il nostro impianto di Gaydon era inadatto ad accogliere la Rapide - spiegò l’amministratore delegato Ulrich Bez -. Oggi, a distanza di tre anni, lo stabilimento è finalmente adeguato”.

Quest’apparente serenità viene guastata da un articolo pubblicato su Autocar. Secondo Julian Rendell, autore del pezzo, Aston Martin avrebbe in realtà deciso di trasferire la produzione della sua ammiraglia per ovviare agli insufficienti volumi di vendita: dalle 2.000 auto/anno previste nel 2008 si è presto scesi alle attuali 25 auto a settimana, per un totale di 1.250 l’anno. Un ammanco considerevole, che spingerà il costruttore inglese a ridurre la produzione settimanale a 10 vetture.

Ancora secondo quanto scrive Rendell, l’azienda di Gaydon pagherà 10 milioni di sterline per risolvere l’accordo con Magna e trasferirsi in Gran Bretagna a metà 2012, evitando ulteriori sei anni e mezzo di permanenza in Austria.

  • shares
  • +1
  • Mail
43 commenti Aggiorna
Ordina: