Auto elettriche in Italia: il Governo discuterà presto sugli incentivi

Venturi Volage

Il progresso tecnologico della mobilità elettrica sta facendo passi da gigante: la nostra visita a Berlino al Michelin Challenge Bibendum 2011 ci ha dato modo di scoprire con mano i progressi che i vari costruttori stanno raggiungendo in tema di efficienza e velocità di ricarica. E, come ogni tecnologia, la spinta del mercato sarà il propellente più importante per il raggiungimento di traguardi tecnologici sempre più ambiziosi. Il problema semmai è quello di invogliare gli acquirenti stessi a puntare sull’elettrico: vuoi per i prezzi, vuoi per la diffidenza, le auto elettriche o ibride sono ancora viste con scetticismo dalla maggior parte dell’utenza che continua a preferire piuttosto il diesel.

Sta quindi alle istituzioni promuovere un piano che aiuti il mercato dell' elettrico ad emergere, con tutti i benefici che ne conseguono per l’ambiente e l’abbattimento globale delle emissioni inquinanti. Sostenere questa nascente tipologia di vetture dipende fortemente da incentivi di tipo economico: tutti gli stati europei, ognuno secondo le proprie possibilità, si stanno muovendo o si sono già mossi per rendere più appetibili le ibride e le full-hybrid. L’Italia, sotto questo punto di vista, è rimasta un po’ indietro; ma qualcosa comincia a muoversi anche da noi.

Alla Camera le commissioni Trasporti e Attività Produttive hanno avviato il “comitato ristretto”, l'organo che dovrà sintetizzare una bozza che raccolga tutte le proposte dei partiti sul tema “incentivi per la mobilità elettrica”: questa fase corrisponde all’inizio dell’iter legislativo su cui sarà successivamente possibile discutere e presentare emendamenti. Questo testo unico potrebbe essere pronto già a giugno. Le proposte di legge presentate da maggioranza ed opposizione sembrano attualmente essere allineate sulla necessità di incentivare questo segmento di mercato e di realizzare con tempestività le infrastrutture indispensabili a sostenerlo, come punti e “colonnine” di ricarica installate in aree specifiche.

Audi A3 e-tron
Audi A3 e-tron
Mercedes SLS E-Cell
Mercedes SLS E-Cell

A smuovere la situazione è stato probabilmente anche l’UNRAE, l’associazione che rappresenta i costruttori di veicoli esteri che lavorano nel nostro Paese. Il suo presidente, Gianni Filipponi, ha infatti recentemente dichiarato: “Ora che anche la Germania ha approvato un piano di incentivazione all’acquisto di veicoli a emissioni zero (si riferisce alle recenti dichiarazioni di Angela Merkel che nei giorni scorsi ha annunciato che il suo paese vuole diventare il portabandiera per lo sviluppo, la produzione, la diffusione nazionale ed internazionale di auto elettriche entro il 2020.), manca solo il Bel Paese. Senza contare che fa sì che l’Italia sia il solito fanalino di coda in questo comparto”.

Proprio in Germania, che pur si era attardata a muoversi sulla questione della mobilità elettrica, è stato approvato un piano che prevede incentivi fiscali per chi acquista un’auto elettrica entro il 2015: il privato sarà esentato per dieci anni dal pagamento della tassa di circolazione mentre aziende e servizio pubblico avranno agevolazioni tributarie. Le auto elettriche potranno inoltre usufruire di una corsia apposita sulle strade (probabilmente condivisa con mezzi pubblici e taxi), di parcheggi gratuiti e garantiti anche nelle zone centrali. Tutto quanto detto sin’ora fa parte di un piano da 2 miliardi di euro. Al momento dell’acquisto saranno inoltre concessi prestiti agevolati a basso tasso d’interesse da banche e finanziarie. Un disegno che, entro il 2020, prevede di portare ad un milione le vetture elettriche circolanti in Germania e raggiungere 6 milioni nel 2030, con la contemporanea creazioni di 30mila nuovi posti di lavoro.

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