BMW-Volkswagen: guerra aperta per il controllo di SGL Group

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Ormai da qualche tempo BMW e Volkswagen si stanno fronteggiando per portare a sé SGL e tutto il suo know-how in fatto di fibra di carbonio, materiale che sarà cruciale sulle auto del prossimo futuro. Monaco aveva segnato un punto a suo favore siglando inizialmente un accordo di collaborazione con l'azienda, ma poi entrò in scena Volkswagen salendo al 9,9% del pacchetto azionario. Ora, Susanne Klatten, azionista di riferimento di BMW, ha incrementato la propria quota salendo dal 22 al 27,3%.

La manovra non è ancora esaurita: la Klatten (che molti ricorderanno per lo scandalo sessuale in cui venne ricattata da un gigolò) punta a salire fino al 29% di SGL, allo scopo di frenare un eventuale piano di scalata da parte di Volkswagen, che potrebbe avere effetti negativi sui piani industriali dei bavaresi: BMW sta investendo molto sulla fibra di carbonio, e avere un rivale diretto con un forte peso nel cda del proprio fornitore di riferimento non è certo cosa gradita.

Immune da questo confronto pare il terzo grande player tedesco: anche Daimler AG sta spingendo forte sulla ricerca relativa alla fibra di carbonio, alle sue applicazioni automotive e all'abbattimento dei costi e dei tempi di produzione di questo materiale. Il suo partner però è la nipponica Toray Industries, leader mondiale del settore. Per ora Volkswagen assicura che non intende crescere oltre il 9,9%, e la Klatten parla del 29% come dell'obiettivo finale. Ma sarà davvero così?

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