Citroen DS4: la nostra prova su strada

Citroen DS4

Pur non essendo una coupè viene accostata più volte alla Scirocco. “E’ sportiva, sfuggente, con i fianchi torniti ed un lunotto rastremato. Trasmette dinamismo”. Ma è anche spaziosa e versatile, adatta per ospitare quattro passeggeri ed i rispettivi bagagli. Una berlina, dunque? Però l’altezza da terra rimane elevata anche con i cerchi da 19 pollici, per via dell’assetto rialzato in stile crossover. Gli stessi uomini Citroen non sanno come definirla, perché la DS4 coniuga tre anime in percentuali identiche e sposa differenti personalità senza perdere equilibrio né oltrepassare l’eccessivo. Del resto è una DS, vettura meno “solenne” e formale rispetto alla C4 da cui trae origine. Gli stilisti hanno quindi potuto sbizzarrire la fantasia, realizzando un corpo vettura piacevole e molto ben proporzionato, con le giuste curve ed i giusti tagli, con minori slanci di audacia rispetto alla DS3.

Molto piacevole l’andamento della vetratura laterale, con il montante posteriore a clessidra (reso meno impattante dal parafango cicciotto) e la maniglia posizionata a lato del finestrino, mimetizzata rispetto alla carrozzeria . Questo elemento stilistico porta in dote un compromesso non facile da sminuire: i finestrini posteriori sono fissi, privi anche dell’apertura a compasso. Gran parte delle colpe vanno attribuite alla portiera posteriore, il cui taglio non facilità l’accesso a bordo e impedisce al vetro di scorrere. Alla luce di questa mancanza risulta piuttosto grave l’assenza di bocchette per l’areazione, che avrebbero facilitato il ricambio dell’aria. Si paga dunque lo scotto dell’impostazione da filo-coupè, che risulta meno evidente aprendo il portellone posteriore: i 370 litri del bagagliaio sono ampiamente sfruttabili vista la regolarità del vano, il cui unico limite è rappresentato dalla soglia d’accesso elevata.

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LO SPAZIO NON MANCA. MATERIALI DA SEGMENTO SUPERIORE


I passeggeri anteriori dispongono di numerosi centimetri per le spalle ed i piedi. Più sacrificato invece lo spazio fra testa e padiglione, a causa del parabrezza in cristallo che prosegue fin sul tetto e sottrae qualche centimetro utile. Questa soluzione contribuisce ad aumentare la luminosità dell’abitacolo, ma al contempo rende più marcato l’irraggiamento solare obbligando così a “spremere” il condizionatore. Vista l’originale conformazione della portiera gli occupanti posteriori accusano qualche difficoltà nel salire a bordo, ma una volta seduti possono definirsi comodi e coccolati, per nulla infastiditi dal padiglione. Gli esemplari oggetto del test erano tutti equipaggiati con l’opzione pelle integrale, che riveste la plancia e restituisce una sensazione piacevole e appagante, da segmento superiore. La DS4 raggiunge l’eccellenza nella cura dei particolari, tutti ricercati ed esclusivi, mentre la plancia si rivela altrettanto gradevole ma ospita troppi pulsanti e bottoni.

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PIU’ EQUILIBRATA LA 2.0 HDi, MENO COMUNICATIVA LA 1.6 THP


La posizione di guida è facilmente regolabile, grazie ai comandi elettrici per il sedile ed alla leva per muovere su due assi (altezza e profondità) il volante. Più complicato gestire la visibilità: sono presenti i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, ma di tre/quarti ed al posteriore si valutano gli ingombri con estrema difficoltà. Il comando della trasmissione è posizionato alla giusta distanza e si rivela facile da manovrare anche se piuttosto spugnoso. Ottima invece la frizione, sempre morbida e precisa, mentre il pedale del freno si rivela incisivo e comunicativo. Durante la nostra prova su strada abbiamo provato le versioni top di gamma in allestimento So Chic e con motore 1.6 THP 200 CV o 2.0 HDi da 160 CV. La DS4 a benzina viene fornita di serie con i cerchi in lega da 19 pollici e pneumatici Michelin Pilotsport nella misura 225/45. Questa scelta, insieme alle specifiche tarature per assetto e freni, contribuisce a rendere la vettura fin troppo nervosa e poco intuitiva. Il volante copia le imperfezioni stradali e richiede correzioni delicate, mentre quando si affonda il piede emerge un beccheggio piuttosto marcato. Nessun appunto al motore 1.6 THP da 200 CV, sempre pastoso e regolare, che offre il meglio di se fra i 3.000 ed i 6.000 giri. La versione con motore 2.0 HDi da 160 CV è invece proposta con cerchi da 18 pollici e gomme meno performanti (Michelin Pilot Sport 3) nella misura 225/45. Così equipaggiata le vettura si dimostra più neutra e rassicurante, anche per via del maggior peso all’anteriore che rende più filtrate le reazioni ed aumenta il sottosterzo. Entrambi i quattro cilindri sono abbinati ad un cambio manuale a sei rapporti.

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PREZZI E DOTAZIONI


Le due Citroen DS4 oggetto della prova sono in vendita a 28.300 euro (1.6 THP) e 28.700 euro (2.0 HDi). Il listino ha come origine i 20.100 euro della 1.6 VTi (120 CV) Chic, mentre la più economia versione a gasolio (1.6 e-HDi 110 CV Chic) parte da 22.300 euro. La dotazione di serie comprende sei airbag ESP, cerchi in lega da 18 pollici, climatizzatore automatico bi-zona, pedaliera in alluminio, cruise control, impianto audio con lettore CD ed MP3 a 6 altoparlanti, sedile del guidatore regolabile elettricamente, sedili anteriori con funzione massaggio, tergicristallo automatico, sensori di parcheggio anteriori e sistema di sorveglianza dell'angolo morto (SAM).

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