Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4: la nostra prova su strada

Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4

Dopo un secolo di applicazioni non si è ancora risolta la dicotomia fra densità di energia e densità di potenza. Impossibile coniugarle o aggregarle, né tantomeno adattarle per soddisfare determinate esigenze. I tecnici Opel ammettono dunque che lo sviluppo di tecnologie destinate alla mobilità elettrica si è finora rivelato decisamente lineare e programmato, senza alcuna rivoluzione che abbia potuto accelerarne la diffusione. Emblematico il parallelismo fra la Ampera e la Impuls, prototipo elettrico su base Astra F e risalente al 1992: la prima eroga 111 kW, ha un pacco batterie da 16 kWh (180 kg) per una densità energetica di 90 wh/kg, mentre la Impuls dispone di 45 kW e utilizza batterie da 26 kWh (325 kg) per una densità di 80 wh/kg. Nello sviluppo di una vettura elettrica si è quindi costretti ad affrontare una scelta concettuale: meglio approfittare della tecnologia BEV (maggiore autonomia e tempi di ricarica contenuti) oppure affidarsi allo schema FCEV, più efficace nel garantire elevate prestazioni e notevole flessibilità d’utilizzo?

Entro i prossimi quattro anni Opel introdurrà in grande serie entrambe le “filosofie”, avviando già da fine 2011 il suo programma di mobilità alternativa: dapprincipio debutterà la Ampera, seguita nel 2013 da un’ancora misteriosa utilitaria elettrica e nel 2015 da un veicolo alimentato da celle a combustibile. In ogni caso il costruttore del fulmine sta già lavorando per ottimizzare le tecnologie di prossima generazione, cercando di ridurre i costi e aumentare tanto il riciclo dei materiali esausti quanto l’efficacia delle batterie nel range di funzionamento ideale. Questi progetti sono coordinati nel centro sviluppo vicino Francoforte, dove sono presenti una delle quattro Ampera finora prodotte, la Meriva MeRegio e la Hydrogen 4.

Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4
Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4
Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4
Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4

Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4
Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4
Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4
Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4

OPEL AMPERA


L’effettivo valore tecnico e tecnologico della Ampera matura analizzando i numeri relativi agli spostamenti quotidiani degli automobilisti tedeschi, che percorrono in misura maggiore (80%) circa 60 chilometri ogni giorno. Questa rilevazione varia di pochi decimali qualora si valuti il comportamento di altri automobilisti europei. La berlina tedesca garantisce da 40 a 80 chilometri di autonomia in modalità elettrica, che salgono a 500 in modalità combinata. Lo schema ibrido Voltec è infatti composto da un classico 1.4 a benzina, che ricarica le batterie - dalla forma a “T” e pesanti 180 chili, posizionate sotto il pianale - qualora il livello di carica scenda sotto il 25%; per “rifornirle” del tutto è invece necessario collegarsi all’impianto elettrico. L’Ampera può essere guidata scegliendo fra quattro modalità d’utilizzo, dalla più sportiva alla più ecologica. All’interno, vezzi tecnologici a parte (su tutti la strumentazione multi-colore), si rimane colpiti dalla vetratura striminzita in stile coupè e dal notevole spazio a disposizione, scarso solo nella zona bagagliaio. La guida invece è del tutto naturale e immediata, priva di stacchi o scossoni quando vi è il passaggio fra le due trazioni.

Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4
Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4
Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4
Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4

OPEL MERIVA MEREGIO


La monovolume elettrica veste ancora i panni del prototipo laboratorio, evidenziando più di una comprensibile sbavatura. Anche l’esperienza di guida è più grezza rispetto alle altre due protagoniste del test, specie nell’analizzare le reazioni dello sterzo che non fornisce risposte adeguate e si rivela piuttosto inerte alle minime variazioni. Ben più interessante il funzionamento della piattaforma elettrica. La presenza di un inverter permette infatti di restituire elettricità alla rete elettrica qualora se ne disponga in abbondanza, mentre il guidatore può impostare la ricarica affinché questa avvenga in determinate fasce orarie oppure quando la rete è alimentata da energia prodotta tramite fonti rinnovabili. La Meriva MeRegio è stata sviluppata utilizzando fondi governativi concessi nell’ambito del piano Minimum Emission Region.

Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4
Opel Ampera, Meriva MeRegio e Hydrogen 4

OPEL HYDROGEN 4


Questa vettura su base Chevrolet Equinox rappresenta una piacevole ed inaspettata sorpresa, perché il motore elettrico alimentato da celle a combustibile si rivela decisamente vivace ed anche vigoroso, ben più robusto se paragonato all’unità sotto il cofano della Meriva nonostante eroghi appena 99 CV. Decisamente negativo il comando del freno, dalla corsa limitata e decisamente artificiale: bisogna fidarsi e agire con fiducia, sapendo che frena pur senza affondare verso il pavimento. La Hydrogen 4 promette un’autonomia massima di 300 chilometri, mentre il gas viene compresso a 700 bar in bombole da 170 litri complessivi. Lo sviluppo di questa vettura ha coinvolto cento prototipi ed altrettanti automobilisti, promossi a tester ufficiali per valutare il comportamento su strada e correggere difetti emersi nell’utilizzo quotidiano. General Motors (titolare del progetto) entro il 2015 introdurrà la nuova generazione di motori fuel cell, più compatti, leggeri e affidabili, in grado di funzionare anche con temperature minime inferiori a 40° C.

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