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Fiat in Russia: nuovo impianto da 1.6 miliardi di euro?

Pubblicato: 03 apr 2011 da Omar Abu Eideh

Sergio Marchionne

Secondo le ultime indiscrezioni Fiat avrebbe intenzione di investire 1.6 miliardi di euro in Russia per la costruzione di un nuovo impianto da 300.000 auto l’anno. Fonti interne avrebbero suggerito che la casa italiana sarebbe in contatto con la VEB (banca statale russa) e la EBRD (European Bank for Reconstruction and Development) per ottenere i finanziamenti necessari. Con la VEB ci sarebbe già stato un primo, positivo, incontro. Il fiorente mercato russo (+77% con 293.495 unità negli ultimi due mesi) sta attirando molti costruttori, desiderosi di accaparrarsi importanti quote di mercato e sfruttare gli incentivi statali per lo sviluppo del settore auto: essi saranno fruibili alle multinazionali straniere a condizione che esse assemblino almeno 300.000 auto/anno sul suolo russo a partire dal 2015.

Dopo il fallimento dell’alleanza con Sollers il Lingotto avrebbe addirittura proposto al Ministero dello Sviluppo Economico russo di costruire il nuovo impianto in solitaria. Ma non è comunque esclusa una nuova alleanza con un nuovo partner locale: nei giorni scorsi Fiat Group si sarebbe messa in contatto con TaGaz. L’indiscrezione è semi confermata dalle parole di Sergio Marchionne che ha dichiarato la volontà di Fiat Group di espandersi in quel paese, eventualmente con una nuova partnership. Il primo modello ad uscire dalle catene di assemblaggio russe di Fiat dovrebbe essere una compact-sedan: sarà derivata da una Dodge (ma commercializzata in Russia come Fiat) che verrà lanciata a gennaio 2012 negli Stati Uniti.

Via | AutomotiveNews (Grazie al nostro lettore “corvettec6r” per la segnalazione)

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Commenti dei lettori

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  • Mac Laifeartaigh

    03 apr 2011 - 07:31 - #1
    -1 punto
    Up Down

    Ma perkè il marchio fiat, che in Russia non vende un cavolo e comunque molto sotto le aspettative?

  • masmas

    03 apr 2011 - 07:59 - #2
    4 punti
    Up Down

    Tutte le aziende automobilistiche sono in una situazione di sovracapacità produttiva, ora la Fiat sta già costruendo una nuova fabbrica in Brasile (oltre quella già esistente), poi arriva questa bella notizia sull’intenzione di costruirne una in Russia. Non parliamo poi degli accordi in corso o in via di definizione per produrre sempre in paesi in via di sviluppo e quindi a basso costo (e non solo di mano d’opera). E l’Italia? Ma c’è ancora qualcuno che ancora crede alle balle che racconta Marchionne sugli investimenti che il gruppo farà in Italia se, se, gli operai di tutti gli insiedamenti produttivi adotteranno il modello Mirafiori? Ben inteso che lui fa l’interesse dell’azienda e di conseguenza anche il suo, che un’impresa non è un’opera di beneficenza e quindi deve produrre utili commisurati agli investimenti e al rischio, ma io mi domando come è possibile che molti credano a tutto quello che racconta. Chi si ricorda delle affermazioni, delle promesse che aveva fatto quando ha detto che era necessario chiudere Termini Imerese? E di quelle fatte nel corso delle vicenda di Pomigliano, qualcuno le rammenta? La strategia è solamente quella di abassare il più possibile i costi di produzione in Italia intervenedo sulla parte più debole e ricattabile, la forza lavoro, mentre si aspetta la realizzazione di nuovi impianti in paesi che comunque offrono un costo di produzione irragiungibile in Italia, il costo della mano d’opera è solamente una delle voci di costo, importante quanto si vuole, ma non la sola, e questi paesi non offrono solo un basso costo della mano d’opera, ma anche dell’energia, dei trasporti, offrono incentivi a non finire, OFFRONO UNA TASSAZIONE NETTAMENTE INFERIORE ALL’ITALIA. Nel nostro paese il problema non è il costo della mano d’opera, o meglio non è solamente quello il problema è il sistema paese che non funziona. Paghiamo costi esorbitanti per un sistema che funziona malissimo. C’è qualcuno che acquisterebbe una 500 scassata, buona sola per la rottamazione al costo di una Ferrari nuova? Questa è la situazione dell’Italia. Voglio ricordare che la tassa è il costo di un servizio che lo Stato da al suo cittadino. Secondo voi in Italia le tasse corrispondono al costo dei servizi che i cittadini ricevono? Per quelli che lavorano come dipendenti: sulla busta paga provate a guardare non solo l’importo netto ma anche il totale delle tesse che versate e quindi provate a fare un conto sul totale pagato in un’anno. Quando andate al suermercato a comprare da mangiare poi quando tornate a casa provate a fare il conto di quanto avete pagato come iva (sugli alimentari 4%). Quando andate a comprare le scarpe fate la stessa cosa (20%). Quando andate a fare il pieno alla macchina chiedete al gestore qual’è il costo di produzione della benzina è qual’è l’importo delle tasse su un litro e quindi calcolate le tasse che pagate ad ogni pieno. Quando vi arriva a casa qualche bolletta (acqua, luce, gas, telefono) provate a calcolare quanto è il costo netto e quanto sono le tasse. Avete mai provato a calcolare l’importo totale delle tasse che pagate in un anno? Provate a farlo. Se l’avete fatto non vi siete mai chiesti: l’importo corrisponde al valore dei servizi che lo Stato mi da in un anno? Vi siete mai chiesti: ma tutti questi soldi che io pago di tasse dove vanno a finire?

  • non ho voglia di autenticarmi

    03 apr 2011 - 09:02 - #3
    4 punti
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    quoto masmas

    i miei soldi - le mie tasse - vanno anche a ungere gli ingranaggi della corruzione, di cui l’attuale governo ne è un vasto utilizzatore.

  • capretto solitario

    03 apr 2011 - 09:24 - #4
    0 punti
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    tanti miliardi e marchionne mi gira sempre con quel maglioncino nero di m…da.

  • Profilo di murodepiera

    murodepiera

    03 apr 2011 - 09:44 - #5
    2 punti
    Up Down

    Alle mafie vanno i finire i nostri soldi, a rifornire di carburante l’imponente macchina della corruzione e dello spreco.
    Il gioco degli appalti, fatto di tangenti e di parcelle gonfiate, sottrae una quantità di risorse che c’è difficile immaginare. Soltanto una minuscola parte di queste macchinazioni viene scoperta, il resto sopravvive nell’omertà.

  • Profilo di murodepiera

    murodepiera

    03 apr 2011 - 09:45 - #6
    2 punti
    Up Down

    Per il resto d’accordo con Masmas, il sistema Italia non ha mai funzionato.

  • Profilo di giaserg

    giaserg

    03 apr 2011 - 10:20 - #7
    2 punti
    Up Down

    1 perchè se produci in loco e crei lavoro per i russi, hai gli incentivi statali, se esporti dall’italia, dal resto del mondo, hai superaccise e i tuoi prodotti e nn li compra nessuno

  • virtuale31

    03 apr 2011 - 11:33 - #8
    1 punto
    Up Down

    x 2
    non mi dici nulla di nuovo.il problema è che la maggior parte degli italiani (intendo i contribuenti ossia quelli che pagano realmente le tasse ) si lamentano in continuazione,ma alla fine gli va bene questo sistema,finche’ avranno un lavoro e una
    casa da mantenere. quando non avranno piu’ nulla da perdere, milioni di persone ,allora forse scattera’ la rivoluzione .questa è la triste realta’..

  • Profilo di nett1

    nett1

    03 apr 2011 - 12:06 - #9
    0 punti
    Up Down

    L”italia è una macchina con le 2 ruote posteriori bucate! non potrà mai andare forte!! 1 gomma è il sud la 2 è la classe politica! non ci son balle da raccontare.

  • fabioo.

    03 apr 2011 - 13:38 - #10
    0 punti
    Up Down

    Non credo molto, nel mercato russo, è un mercato molto ostico, darà felicità ad uno al massimo 2 costruttori in modo stabile, e grossi grattacapi a tutti gli altri, con alti e bassi veramente continui…e fastidiosi per il recupero dell’investimento (rendendolo incerto, e rischioso). Comunque è bene provare.
    Fiat deve ricostruirsi una immagine, intendo solo Fiat, non Fiat auto group.
    Deve cambiare strategia completamente, probabilmente se si incentrasse sono nelle piccole e Suv potrebbe sfruttare una buona scia (le piccole per lei punto notoriamente forte…ma non è detto che sia sempre così..vista la concorrenza..pure allargata..) e i Suv che le daranno buone soddisfazioni.
    Mi aspetto cose molto buone da Lancia (ma serve enfatizzare il suo lato sportivo senza paura di oscurare altri..sotto l’ombrello..).
    Maserati urge sportive da piazzare contro competitors come 911… (dunque deve avere una linea che attinga dal passato..).
    Alfa, urge di piccoli lotti di GTA (fanno immagine e portano soldi freschi..da altri clienti…nuovi), e un reparto corse…in vista di F1…. (c’è la Ferrari…attingete da lei sarebbe vantaggioso per entrambi).
    Good luck.

  • Profilo di winerider

    winerider

    03 apr 2011 - 13:39 - #11
    0 punti
    Up Down

    Il piano Marchionne è molto chiaro: Mirafiori è destinata a chiudere. E’ stata solo negoziata la chiusura programmata: ovvero, non chiudo subito (creando immediatamente un contesto sociale poco gestibile dall’amministrazione cittadina e regionale) ,a chiudo tra una decina d’anni.
    Per chi non se lo ricordasse, Mirafiori è il più grande impianto industriale del mondo, obsoleto, ma il più grande. Gli operai erano 125.000 ora sono 5.600 inclusi i colletti bianchi.
    E’ sparita una città di medie dimensioni. Dove è finita questa gente? D’accordo è successo nell’arco di una trentina d’anni, ma è sempre un dato sconcertante.

    Quello che è allarmante è che l’amministrazione non abbia un piano industriale alternativo. Ho sentito che sull’area Mirafiori si vogliono costruire in futuro dei complessi residenziali… Ma chi ci andrà a vivere?
    Il governo tace, come sempre.

  • Profilo di caligola

    caligola

    03 apr 2011 - 13:53 - #12
    0 punti
    Up Down

    Forse ciò che sfugge ai detrattori di Marchionne è che persino la RUSSIA in questo momento ha delle politiche più competitive della nostra buffonata di paese!
    E stiamo parlando di un paese, ricordo, che ha un pil inferiore al nostro ed è (persino) prima di noi in quanto a corruzione dilagante!
    Fatevi due domande!

  • Profilo di crandon

    crandon

    03 apr 2011 - 14:19 - #13
    1 punto
    Up Down

    Ancora una volta Minchionne ci mostra che cosa sta facendo degli euri che il nostro governo gli ha mollato per salvaguardare l’italianità del marchio.
    Ancora una volta questo grande manager si preoccupa di crostruire a meno delle auto che stanno perdendo quote di mercato ogni giorno: bisogna produrre qualcosa che si vende e qui non è nemmeno questione di prezzo.

  • bifff

    03 apr 2011 - 14:28 - #14
    1 punto
    Up Down

    Brutta malattia dilagante in Italia. Tutti a lamentarsi, criticare, invidiare l’erba de vicino; ma miraccomando, sopratutto non proponiamo soluzioni eh? Altrimenti non c’è più gusto.

    Ma perchè non fate silenzio e vi mettete a lavorare per cambiare le cose?
    Prendete esempio da Sergio.

  • Profilo di TheMadPianist

    TheMadPianist

    03 apr 2011 - 14:38 - #15
    0 punti
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    Costruire fabbriche anche all’estero è indispensabile, sennò è davvero la volta che non si vende.

    Può non esser giusto, ma purtroppo o fai così o chiudi.

  • Profilo di stress

    stress

    03 apr 2011 - 15:49 - #16
    -1 punto
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    Se le costruisce là se le può pure vendere là… o forse è solo una mega operazione finanziaria?
    …e intanto qui gli operai sono a spasso!

  • markosss

    03 apr 2011 - 15:58 - #17
    -1 punto
    Up Down

    Miliardi all’estero ma qui neanche un milioncino per il museo Alfa Romeo di Arese che Marchionne ha tentato addirittura di smantellare…

  • Profilo di whitespider2

    whitespider2

    03 apr 2011 - 16:13 - #18
    0 punti
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    beh come imprenditore manager stimo tantissimo l’operato di marpio! grandissimo! vada dove hanno voglia di lavorare e dove c’è un mercato da conquistare, f0ttiti dei comunisti italiani..
    come italiano mi dispiace un casino se fiat non investe nel “bel(mica tanto) paese”

  • elioparty.it

    03 apr 2011 - 17:51 - #19
    0 punti
    Up Down

    x 18, winerider

    il tuo calcolo non tiene conto dell’automazione (non solo robotica industriale, ma anche elettronica ed informatica), che dal ‘70 ad oggi è riuscita far fare a una sola persona ciò che prima dovevano fare in cinque.
    Quindi il dato reale è 25.000. Il personale si è ridotto di 5 volte tanto.

  • MAX POWER

    03 apr 2011 - 18:37 - #20
    0 punti
    Up Down

    va bene presidiare i mercati in forte espansione…..magari con fabbriche locali. il problema è poi: come sono i prodotti?????io ho un’ alfa 147 e sono salito sulla giulietta: sicuramente più tecnologica, più affidabile, con maggiore qualità…..ma l’ anima?lo spirito del marchio?l’ innovatività?

    IO LA MIA 147 NON LA CAMBIEREI CON LA GIULIETTA.

    FIAT GROUP: cercasi responsabili di prodotto competenti. E’ inutile aprire fabbriche se le auto sono brutte e non si vendono….a meno di giocarsi tutto sul prezzo. Strategia controproducente.

  • lancet

    03 apr 2011 - 20:28 - #21
    0 punti
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    Bisogna mettersi in testa che Fiat non è una fabbrica di automobili ma è solo il cancro che ha definitivamente affossato Alfa Romeo e Lancia invece di rilanciarle.

  • lancet

    03 apr 2011 - 20:30 - #22
    0 punti
    Up Down

    Quoto MAX POWER. Meglio una 147 che una ratto-Giulietta.

  • Profilo di piervittorio

    piervittorio

    03 apr 2011 - 21:48 - #23
    0 punti
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    Mi pare si stia facendo della demagogia da “pensionati da bar dello sport”.
    In Russia o in Brasile (e in molti altri mercati mondiali) puoi sperare di vendere grandi volumi solo se costruisci in loco, diversamente i dazi che impongono sui prodotti di importazione sono talmente elevati da rendere il veicolo non competitivo per il mass-market.
    Mi pare che a molti minus habens questo semplice principio sfugga, così come sfugge il fatto che l’eccedenza della capacità produttiva delle fabbriche automobilistiche esista solo nel mondo occidentale, ove i mercati sono ormai saturi.
    I paesi in via di sviluppo o comunque quelli che andranno ad assorbire il grosso della produzione dei prossimi anni (circa 4 miliardi di persone aspirano ad avere un’auto… fino ad oggi la diffusione dell’auto come mezzo di trasporto individuale ha raggiunto meno del 20% della popolazione mondiale…), non hanno intenzione di importare i nostri prodotti garantendo ai nostri operai posti di lavoro ed ai nostri governi gettito fiscale e riserve valutarie.
    Ovvero, faranno di tutto per mettere in atto politiche protezionistiche atte a favorire la produzione locale, anche se in insediamenti industriali controllati da società straniere, nel rispetto della libera circolazione degli investimenti e dei capitali.
    E’ una scelta ragionevole e condivisibile, ed è meglio che iniziamo a conviverci serenamente.
    Se in italia la quota di mercato di fiat è la metà di quella di trenta anni fa, ed i moderni processi produttivi industriali automatizzati necessitano di un decimo della forza lavoro necessaria trenta anni fa, significa che il 95% degli operai è superfluo, e devono cercarsi altri lavori.
    Non si può pensare di obbligare il resto del pianeta a comprare prodotti “made in italy” per garantirci rendite di posizione.
    Semplice ed inevitabile, se si vuole giocare a questo gioco.

  • per caso

    03 apr 2011 - 22:22 - #24
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    Marchionne è uno dei pochi che sta salvando l’Italia dal declino, dalla stasi, dalle logiche clientelari e vi sta investendo ben oltre quello che chiunque al mondo farebbe per logiche economiche.
    Il problema è; perchè tutte le imprese scappano e nessuno investe più in Italia?
    perchè gli italiani beoti urlano contro chi liberamente fa le proprie scelte?
    Il problema è dell’Italia e non delle imprese, la colpa è dei nostri politici e sindacati, non degli imprenditori che trovano ovunque un ambito migliore.
    Mi sembra che dagli argomenti , e come dice qualcuno, il blog sia pieno di ldioti

  • D'io

    04 apr 2011 - 08:03 - #25
    0 punti
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    pesce d’aprile ritardato, per non dire nauseabondo

  • Profilo di bull

    bull

    04 apr 2011 - 08:43 - #26
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    Eh no, caro Piervittorio, non si può fare il capitalista a corrente alternata! Ti lanci in critiche feroci quando qualcuno chiede il protezionismo in Italia contro i prodotti stranieri a basso costo che magari arrivano dalla Cina, e dici che i nostri operai guadagnano troppo, devono svegliarsi, la competizione è globale eccetera eccetera. Poi dici che invece che per gli altri paesi è ragionevole e condivisibile applicare quelle politiche protezionistiche che dici non sono giuste da noi. O sei un pochino incoerente, o forse non ho capito bene quello che vuoi dire, ma sono sicuro che ti spiegherai meglio…

  • fab50

    04 apr 2011 - 10:06 - #27
    0 punti
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    sto qua invece di parlare di cendo che farà dovrebbe fare ed una volta fatte le cose….. può rimettersi a parlare

  • Profilo di a1

    a1

    04 apr 2011 - 10:06 - #28
    0 punti
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    Peccato che Fiat sia sempre in ritardo su tutto, il tempo sta scadendo e rischia di rimanere fuori dal mercato russo, Marchionne questa volta ha tentennato troppo, e con Sollers Fiat ha preso uno schiaffo di quelli che si ricorderanno, ora devono rimediare alla meglio a causa del tempo ridotto chee hanno a disposizione.

  • Profilo di hd

    hd

    04 apr 2011 - 10:13 - #29
    0 punti
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    Sempre bello sentir parlare di investimenti all’estero fusioni e bla bla bla… ma poi a vedere la loro linea prodotti e ti chiedi, ma questi che ca>oo vendono? e dove vendono?? chi compra ste robe??

  • sarà ora?...

    04 apr 2011 - 12:55 - #30
    0 punti
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    tra qualche tempo si leggerà “fiat su marte,nuovo investimento ecc ecc ecc” …in ogni dove meno che in italia…

  • Profilo di Aenaryon

    Aenaryon

    04 apr 2011 - 13:02 - #31
    0 punti
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    Quoto in pieno mas mas troppo alte le tasse in tutto. Paesi come l Inghilterra e la svizzera ci giocano molto sulle tasse attraendo investitori stranieri. Da noi scappano

  • genoeffo

    04 apr 2011 - 13:41 - #32
    0 punti
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    l’elegantone in pullover continua a farci ridere con le sue “spiritosaggini”;
    forse sarebbe opportuno pensare anche a come ripagare i 31 miliardi di debito( ultimo bilancio aziendale)….

  • Andre di Francia.

    04 apr 2011 - 16:53 - #33
    0 punti
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    Falso, falso.. gli 1,6 milliardi di euro investiti sono soldi di banche russe e la Berd ( Europa). Fiat non mette un euro. Punto 2, il projetto Dodge è derivato delle nuove Palio del Brasil, in configurazione tre volumi. Dunque il sviluppo è pagato da Chrysler e Fiat Belim (Brasile) Punto 3, la Russia è l’unico paese coll’Ucraina a diffendere la razza bianca. In Ucraina, puoi venire a casa mia e laciare la finestra del’auto aperto e non succede niente. Puoi bere vodka, vino e nessuno ti rubera. Gli composanti per la fabbrica russa, saranno importati di dove ? Italia, per la grande parte… senza tasse. Perchè in Russia, loro diffendono le lore industrie. Se vuoi fabbricare sugo di arancia, è semplice, loro mettono tasse sui prodotti importati e cosi l’industriale straniero se la puo cavare. Punto 4, i componenti automobile made in Italy, darrano lavoro anch’Italia. 4000 € per 300 000 unità fanno 1,2 milliardi di € come minimo. Il prezzo medio senza iva sarà di almeno 10000 € per unità venduta. Punto 5, ve lo dico, perchè ho la sposa ucraina… qua le ragazze sono tutte bellissime occhi verde, blu….. mamma mia, per andare in Russia, mi sa che non ci sarà problemi per trovare persone Fiat per lavorare, in Russia.

  • NoYankee

    05 apr 2011 - 14:27 - #34
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    BRAVOOOOO! BRAVOOOOO! Bravo Sergione!
    Insisti, dai, forza, che alla fine vedrai che ti faranno santo… San Marchionne da Detroit!

    Un solo dato, in Russia il marchi LADA ha venduto 517.147 vetture, Fiat 21.943.
    Al vertice delle vendite seguono poi Nissan, Renault, Chevrolet, Kia, ecc.
    Subito dietro a Fiat c’è BMW, Mercedes ed Audi in sequenza.

    Tanto per far capire quanto e cosa vende Fiat rispetto alla cocorrenza.

    Il maghetto canadese adesso tira fuori la carta della Russia e tutti i fans li a battere le mani, ma si continua a perdere di vista il punto base; l’Italia!

    La vera demagogia è di chi pensa che delocalizzare a bestia, ricattare i lavoratori italiani, sfilarsi da Confindustria e dalle norme industriali (seppur zoppe) ed avere piani industrili per l’Italia stile “menù del girono” si identifichi come rinnovamento!

    Il rinnovamento lo fai con i fatti non con le chiacchiere e le ideologie da finto mecenate.

    L’idea di Marchionne è ben chiara, l’Italia ha un ruolo secondario e di investire seriamente non se ne parla; Mr. maglioncino si vantava di non avere chiesto un centesimo al governo italiano (ne possiamo parlare) ma va ad elemosinare in lungo e largo sul pianeta ogni possibile luogo che gli consenta di avere fondi dai governi per i suoi progetti.
    Il grande uomo di prodotto ha le idee così chiare che è convinto che può sbarcare il lunario vendendo sempre la 500 in tutte le salse.

    A Marzo il mercato italiano segna un -39,81% per Fiat, ed è l’unico mercato in Europa dove attualmente Fiat vende, se frena anche il mercato taliano Fiat è finita.

    In molti probabilmente non si sono accorti che Fiat fa soldi vendendo prodotti e non ideologie.
    In un mercato volubile ed altamente competitivo quale è divenuto quello dell’automobile ed ancor più imbastardito dopo la crisi si riamne sui mercati se si ha qualcosa da proporre che segua l’interesse del mercato, l’offerta da robivecchi non porta a nulla.

    Marchionne continua a pretendere dall’Italia “favoritismi” per le sue linee guida ma di sostanza al momento non se n’è vista. Peccato che Marchionne non è il solo a scontrarsi con il sistema Italia c’è un intero tessuto industriale italiano che ci si scontra ogni giorno e non si capisce perchè lui debba essere privilegiato.
    Stranamente Marchionne civetta con gli altri governi ma di mettersi attorno ad un tavolo per la situazione italiana non se ne parla.
    E’ chiara quindi l’intenzione di non voler proprio affrontare il discorso, L’italia è un predellino da cui Marchionne scenderà quanto prima non appena avrà realizzato il suo disegno.

    Fiat può aprire anche 600 fabbriche nel mondo ma se sotto quel brand produci auto di M€rda continuerai a non vendere.
    L’ho già detto e lo ripeto, è più semplice giocare con la finanza dove non puoi essere contestato su qualsivoglia prodotto piuttosto che realizzarli sul serio i prodotti.

    Non ci sono giri di parole, chia ha qualcosa da proporre che piace al mercato ed interessa vende, chi propone brodini riscaldati ed avanzi vivacchia, fin quando può, ed alla fine probabilmente chiude.
    Non ci vuole un genio ne un luminare ma semplicemente persone che vogliono rilanciare il gruppo e non usarlo come traghetto per i propri interessi.
    Con soli 2 o 3 modelli all’anno fatti con il serio intento di rilanciare il gruppo Fiat potrebbe ritornare grande ma lo devi anzitutto volere e ci vuole i vero talento imprenditoriale non quello del ragioniere fantasista.

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