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Il suo ultimo commento in materia aiutò a stemperare gli animi e contenere le polemiche, nonostante la minaccia del periodo ipotetico. “Il cuore dell’azienda resterà in Italia”, ma solo “se si realizzeranno le condizioni” legate all’attuazione del progetto Fabbrica Italia. Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, starebbe invece proseguendo nel suo progetto di trasferire la direzione del gruppo Fiat-Chrysler a Detroit, come anticipato durante lo scorso mese di febbraio prima della frettolosa (e posticcia) marcia indietro. Questa mattina l’agenzia di stampa Reuters scrive infatti che “l’ad Fiat Sergio Marchionne sta gettando le basi per una eventuale fusione tra il Lingotto e Chrysler, la cui alleanza si sta saldando di settimana in settimana. Il quartier generale della società fusa dovrebbe probabilmente spostarsi negli Stati Uniti, ha detto una fonte a conoscenza delle strategie dell’ad”.
La strategia del manager abruzzese prevede infatti il rifinanziamento del debito contratto da Chrysler con il Governo statunitense, l’acquisizione della maggioranza (51%) Chrysler e la successiva quotazione del marchio a Wall Street. Quest’ultimo passaggio, come ha sottolineato il direttore finanziario di Chrysler Richard Palmer, non può essere attuato fino alla chiusura di un paio di trimestri in utile. Una volta completata la fusione (non prima dei prossimi 2-3 anni), Marchionne potrà eventualmente trasferire la sede del neonato gruppo da Torino a Detroit compiendo un’operazione del tutto lecita e addirittura auspicabile se il gruppo ha l’ambizione di trasformarsi in player mondiale.
Giuseppe Berta, professore di Storia contemporanea alla Bocconi ed ex responsabile dell’archivio storico Fiat, ritiene infatti che “l’obiettivo finale non possa che essere la fusione. E’ il traguardo reale”. Le due aziende - prosegue Berta - “non possono comportarsi come Renault e Nissan, che hanno un coordinamento a fronte di uno scambio azionario” ma devono altresì formare “un gruppo globale, con sede a Detroit”. Questo “non esclude che il gruppo debba avere più teste: deve avere una testa americana, una europea e, con il tempo, una testa asiatica”, perché - chiarisce il docente -, “pensare a un centro unico e a diversi bracci operativi nel mondo sarebbe un errore”.
ottobarzotto
25 mar 2011 - 17:37 - #1le foti ufficiali bisogna considerare, non la miriade di cacchiate che scrivono i giornali ogni giorno e la cosa ufficiale è questa:
LA SEDE DEL GRUPPO ANCHE DOPO LA FUSIONE RIMARRA’ IN ITALIA, SIA LEGALE CHE AMMINISTRATIVA CHE OPERATIVA.
basta, smettiamola ogni 15 giorni con novità finte basate su cavolate dei giornali che a turno se ne escono con provocazioni per far discutetere discutetere discutere…
che cacchio
murodepiera
25 mar 2011 - 17:39 - #2Marchionne si sta facendo parecchi nemici in Italia, anche presso la stessa dirigenza Fiat.
ovvio
25 mar 2011 - 17:39 - #3Francamente mi stupirebbe il contrario, vista la sproporzione dei mercati e dei regimi fiscali…
Ma d’altra parte un pilota non cambia nazionalità anche se sposta la residenza a Montecarlo per non pagare tasse, no? ;-)
manzanarre
25 mar 2011 - 17:40 - #4Non posso biasimare Marchionne.
Se deve andarsene dall’Italia a causa della pressione fiscale la colpa non è certo sua, ma dei governanti che non hanno saputo impostare una politica industriale ed economica seria ed efficace.
Se la progettazione, il design e la produzione elitaria rimangono in Italia per me il resto se lo può portare dove fa più comodo.
La_pulce_2
25 mar 2011 - 17:44 - #5 (nascondi)la Fiat se ne va dall’Italia al 100%, non appena ne avrà la possibilità, ossia non appena si sarà fatta la fusione con Chrysler: chi non ci crede è un p.i.r.l.@
Qui rimangono solo i venditori di piadina al nord e di pizza al sud.
Auguri!
a_lex
25 mar 2011 - 17:44 - #6 (nascondi)penso più al progetto fabbrica italia più che a un progetto per l italia, come a una sottospecie di scambio equo, loro aumentano per un pò la produzione qui, e poi loro in cambio trasferiscono la sede in usa…e ora sto professore non capisco come sia professore, che cosa significa avere più teste…nessuna azienda ha più teste, si hanno centri di comando, ma la stanza dei bottoni è una.. la vw america, dice alla sede centrale cosa serve in quel momento, ma poi e li che decidono cosa fare in merito, e non capisco perchè solo in america si diventa global player, se li l azienda non va bene non c’è cassa integrazione è altro..secondo me se lo fa è veramente una botta da paura per il sistema paese intero, davvero una gran brutta faccenda
a_lex
25 mar 2011 - 17:46 - #7@4 scusa, ma come esempio non c entra, se un azienda cambia stato, cambia anche nazionalità subito…non è una persona che cambia ogni 2 giorni stato…
manzanarre
25 mar 2011 - 17:47 - #8Qui c’è troppa gente che confonde la sede legale con l’effettivo centro di comando dell’azienda.
E la Alfa Romeo alla VW????????????
25 mar 2011 - 17:52 - #9A quando il prossimo articolone???
- settimane pari, Alfa alla VW.
- settimane dispari, Fiat a Detroit.
Comunque il servizio della Reuters dedica anche TRE PAGINE alla sfida (healthy shock= shock salutare) che Marchionne sta portando al Sistema Industriale Italiano, definito letteralmente “stagnante”.
Ma di questo ovviamente non si parla. Si riportano solo i passaggi che creano polemiche e veleni. Poi non ci lamentiamo, se la gente in tutto il mondo ritiene che abbiamo una stampa terzomondista, che vive di pettegolezzi bunga-bunga e quantaltro.
GSP
25 mar 2011 - 18:03 - #10quindi la Lamborghini sarà più italiana della FIAT ahahahahah
smoth
25 mar 2011 - 18:03 - #11Progetto Italia …
se Fiat se ne va dall’Italia a quel punto può anche cambiare nome in Fusat visto che non avrebbe più niente di “italiana”.
nik31
25 mar 2011 - 18:04 - #12La Fiat se va via solo per colpa della FIOM che sono dei pagliacci…
benzOna
25 mar 2011 - 18:10 - #13Dite quello che volete ma se così fosse sarebbe una vergogna
a1
25 mar 2011 - 18:13 - #14Ma non aveva detto che la decisione la prendevano dopo il 2014??
.:Dudi:.
25 mar 2011 - 18:14 - #15 (nascondi)Ma date ancora retta a questo BALLISTA venditore di fumo ?
Certo che il quartier generale sarà in america, come è certo che l’Italia sarà poco meno di una succursale.
Bella soddisfazione, scippare un marchio che è stato prima di tutto finanziato con soldi italiani e vederselo portare via in America
tombolaso
25 mar 2011 - 18:17 - #16@ottobarzotto
lo spero con tutto il cuore ma marchionne ha detto ciò più volte
giaserg
25 mar 2011 - 18:19 - #17L’importante non è dove sarà il cuore, ma dove pagheranno le tasse, e fiat ha tutto l’interesse a scappare da questo stato ladro, che sfrutta le imprese con le tasse ed il costo dell’energia più alto del mondo, ed i sindacati più irragionevoli!
Il governo ha appena fatto una leggina salvaparmalat, farà qualcosa anche per evitare di perdere il maggior contribuente.
Poi la produzione, i centri progettazione è chiaro che resteranno sicuro, al di la dei soldi investiti col progetto fabbrica italia, il know how di torino dei fornitori piemontesi non si può esportare
Nuova Fabbrica USA Automobile
25 mar 2011 - 18:21 - #18 (nascondi)Cambierà anche l’acronimo, da F.I.A.T (Fabbrica Italiana Automobili Torino) a F.U.S.A. Automobile (Fabric United States America Automobile).
Che ne dite????
giaserg
25 mar 2011 - 18:24 - #19 (nascondi)24 lol, fusad, manca la D di detroit, o T di Toluca, messico!
sebalfista
25 mar 2011 - 18:29 - #20Giuseppe Berta, professore di Storia contemporanea alla Bocconi ed ex responsabile dell’archivio storico Fiat, ritiene infatti che “l’obiettivo finale non possa che essere la fusione. E’ il traguardo reale”. Le due aziende - prosegue Berta - “non possono comportarsi come Renault e Nissan, che hanno un coordinamento a fronte di uno scambio azionario” ma devono altresì formare “un gruppo globale, con sede a Detroit”. Questo “non esclude che il gruppo debba avere più teste: deve avere una testa americana, una europea e, con il tempo, una testa asiatica”, perché - chiarisce il docente -, “pensare a un centro unico e a diversi bracci operativi nel mondo sarebbe un errore”.
6DkIiLnDgO9
25 mar 2011 - 18:32 - #21certo, fiat resterà italiana in italia, sarà la chrisler che diventerà una azienda alle dipendenze di fiat… ne siamo più che convinti!
poi arriva la marmotta e confeziona tutta la cioccolata del mondo…
alex_alex_alex
25 mar 2011 - 18:32 - #22Che palle! Adesso inizia il carosello delle cretinate dei politici, dei sindacalisti, degli industriali…!
per caso
25 mar 2011 - 18:37 - #23Fiat DEVE andare dove le condizioni economiche e politiche , l’ambiente sociale, le infrastrutture sono migliori.
Se nessuno viene più a investire in Italia e tutti scappano, il problema è dell’Italia NON DELLA FIAT!
Ma come fanno alcuni cerebrolesi del blog a puntare il dito contro la FIAT e non contro questo paese disastroso?
filo63
25 mar 2011 - 18:38 - #24Ferrero International SA Lussemburgo è la proprietaria di tutto il gruppo Ferrero…
La storia e la famiglia è tutta nella piemontesissima Alba!!!
Non so se ha ragione chi dice che le tasse non centrano niente…
pixi_01
25 mar 2011 - 18:41 - #25Meglio che la sede sia negli stati uniti, lontano da tutti sti comunisti e sindacalisti parassiti
Nuova Fabbrica USA Automobile
25 mar 2011 - 18:43 - #26 (nascondi)#25, hai ragione, potrebbe essere anche FPTA (Fabbrica Polonia Automobili Tichy), oppure FSAZ (Fabbrica Serbia Automobili Zastava), oppure FTAT (Fabbrica Turchia Automobili Tofas)….e chissà quante altre….
“Fabbrica Italia” è il più nominato ultimamente ma quello che sembra essere meno azzeccato, ma che ha questa fabbrica di italiano???? Solo operai perennemente in cassa integrazione per far lavorare quelli di altri paesi seppur meritevoli anche loro di un posto di lavoro….
per caso
25 mar 2011 - 18:44 - #27Siamo nel 2011 dell’era della globalizzazione: l’unico modo per tenersi i clienti (le aziende e gli investitori sono i clienti di una nazione) è offrire condizioni e servizi competitivi, migliori degli altri.
E’ RIDICOLO PRENDERSELA CON LA FIAT.
PRENDETEVELA CON L’ITALIA!!
Se non capite questo concetto siete voi stessi complici dello scempio che i politici stanno facendo in questo paese.
pistone21
25 mar 2011 - 18:49 - #28Grazie commentatore #13. Riporto parte del tuo commento perchè deve essere chiaro a tutti quelli che hai scritto e perchè non vorrei ti cancellassero per qualche ragione.
“Comunque il servizio della Reuters dedica anche TRE PAGINE alla sfida (healthy shock= shock salutare) che Marchionne sta portando al Sistema Industriale Italiano, definito letteralmente “stagnante”.
Ma di questo ovviamente non si parla. Si riportano solo i passaggi che creano polemiche e veleni. Poi non ci lamentiamo, se la gente in tutto il mondo ritiene che abbiamo una stampa terzomondista, che vive di pettegolezzi bunga-bunga e quantaltro.”
per caso
25 mar 2011 - 18:50 - #29Marchionne è l’esempio di come dovrebbe reagire e svilupparsi l’Italia per sopravvivere nel mondo attuale. Soprattutto con il debito enorme che incombe sulle nostre teste.
Purtroppo i segnali e le reazioni fanno invece capire che non abbiamo le palle e che in questo paese in futuro ci si potrà stare solo in vacanza.
ice
25 mar 2011 - 18:54 - #30 (nascondi)@ #1
@ #3
vorrei farti notare che piu volte Marchionne si è smentito
per esmepio fino a qualche anno fa dichiarava che il costo della manodopera incide per il 7% sul costo dell’auto e che quindi l’Itlia e le fabbriche occidentali potevano esser ugualmente competitive con la Cina
.
poi si è messo a strillare che col costo della manodopera italiana, se non accettavano i suoi tagli ai diritti sindacali avrebbe chiuso
.
poi alla fine se ne andrà lo stesso
.
Voglio dire, viviamo in un paese dove i politici dichiarano tutto e il suo contrario
si smentiscono senza il minimo pudore
e credete che Marchionne sia un snato di coerenza
ILLUSI
e anche un po INGENUI
6DkIiLnDgO9
25 mar 2011 - 18:56 - #31 (nascondi)certo, felici di andare in “iu es ei” perchè li si lavora meglio e fiscalmente ci sono vantaggi.
ma se l’80-90% del mercato europeo fiat lo fa solo in casa e gli italiani comprano italiano per campanilismo non perchè i prodotti fiat siano migliori di altri (anzi…), una volta che diventa un marchio straniero chi comprerà le fiaz?
i dipendenti licenziati/cassintegrati?
quelli che vedranno che con gli stessi soldi ci si compra altro di migliore qualità oppure di uguale qualità a prezzo inferiore?
ice
25 mar 2011 - 18:56 - #32 (nascondi)che prodotti di successo ha portato la gestione Marchionne?
La Bravo era già fatta
la Delta, be con quella sua plancia dove per risparmiare hanno messo la luce di cortesia al posto dei pulsanti retroilluminati…
la Mito che sembra un tapiro e vende solo per la martellante pubblicità
stesso dicasi per la Giulietta che non ha un centesimo della girnata della 159
Claus2
25 mar 2011 - 18:59 - #33 (nascondi)Il punto che sfugge a molti è che non vi è NULLA di concreto che trattenga Marchionne da fare quello che vuole, ivi compreso trasferire la sede centrale a Detroit.
La questione è semplicissima: tutti grandi gruppi in giro per il mondo hanno presentato nero su bianco dei piani industriali precisi con i dove-come-quando; qui da noi no, vi è stata una solenne dichiarazione d’intenti di fronte ai giornalisti di spendere questi fantomatici 20 miliardi … non si sa come, in che tempi, con quali prospettive e, ribadisco, senza che queste affermazioni abbiano il benché minimo valore vincolante a livello legale.
C'era una volta
25 mar 2011 - 19:04 - #34A) chi da diritto a qualcuno di censurare i post, e questo sarebbe internet?
B) dare del criminale a qualcuno è un reato penale tanto per chi scrive il post tanto per il blog che lo accoglie.
6DkIiLnDgO9
25 mar 2011 - 19:06 - #35 (nascondi)@fatima
forse e ripeto FORSE avrà salvato bertone e VM dal fallimento (e già è da valutare come cosa) ma dalla cassaintegrazione…
mette alla porta tutti, la cassaintegrazione è pratica quotidiana in fiat e ci sono dei validi motivi per attuarla, cioè stipendi ridotti ma pagati dallo STATO (you me and everyone we know) spostando la produzione dove conviene di più (qualcuno ha detto polonia?) ma mantenendo i vantaggi della richiesta di “aiutini” che possono essere incentivi o prestiti dello stato ( prestiti che ricevono da 20-30 anni e che nessuno ha mai restituito, mentre in america è la prima cosa che stanno facendo)
ice
25 mar 2011 - 19:12 - #36 (nascondi)@ #44
la Bertone è in cassa integrazione
in attesa ceh parta il progetto della baby maserati
a Modena lo scorso anno ha lasciato a casa oltre 200 dipendenti
.
Non vi rendete conto che sta facendo il gioco delle 3 carte!?!?!?
licenzia da una parte e pormette dall’altra
poi quando arriva il momento…..Trac
e nel frattmepo taglia i diritti sindalcali per TUTTI i lavoratori italiani
ice
25 mar 2011 - 19:16 - #37 (nascondi)Marchionne ha bisogno di pompare le azioni Fiat, per ciucciarsi la sua quota di stock option
e allora invece di rilanciare il marchio con pordotti competitvi cosa fa?
progetta di quotare in borsa Ferrari
cosi ne ricaverà una mega plusvalenza che ingrasserà lui e lui solo
e tutti i bimiminch4 che affollano il blog continuano ad osannarlo come un messia
tordi
6DkIiLnDgO9
25 mar 2011 - 19:30 - #38ahahahah!
voci di corridoio, voci sentite… tu hai prove di quello che sostieni?
i dati sulla cass’integrazione si trovano per la rete se cerchi
1- la cass’integrazione a fiat conviene perchè paga circa il 30% però producendo all’estero riesce a guadagnare molto più di quel 30% che ci rimette quindi economicamente è sempre “in attivo”.
2- gli ecoincentivi (chiesti dalla stessa fiat) che marchionne disse di aver anticipato, sono stati ampiamente pagati dallo stato, altrimenti in 2 anni sai quante volte avrebbe chiesto e richiesto di restituirli.
3- può valere il fatto che fosse un’altra dirigenze, ma un’altra società no, è sempre il gruppo fiat spa.
e farti capire perchè deve pagare i debiti “di altri” è una cosa facile facile, se prendi la guida di un’azienda, prendi in mano anche la responsabilità dei bilanci, e i bilanci sono fatti di attivi e passivi, i passivi non vanno in prescrizione (come alcuni reati tipo i bilanci creativi), i debiti si cancellano solo in caso di fallimento (più o meno) quindi il grande marchionne non può dire che sono stati fatti da altri quindi se ne lava le mani.
giusto per esempio fai un mutuo e compra una casa. dopo un anno cedi la proprietà della casa ad un tuo parente e non paghi più il mutuo.
quando la banca verrà a riscuotere può fare 2 cose.
la prima è dire che non hai più la casa quindi non sei tenuto a pagare
la seconda vanno da chi hai ceduto la casa e tentando di pignorarla questi risponde “eh, ma il mutuo non l’ho mica fatto io”
vedi cosa succede.
PS. fiat deve ancora pagare allo stato italiano qualche migliaio di miliardi di lire della “gentile concessione” di alfa romeo, cosa avvenuta negli anni 80, quindi secondo il ragionamento del “tanto è passato” non s’ha da pagare…
e come sempre la marmotta confeziona la cioccolata
mitch
25 mar 2011 - 19:34 - #39 (nascondi)Marchionne tra poco in Italia lascerà solo il ricordo, e meglio così, è meglio che se ne vado quel buono a nulla.
per caso
25 mar 2011 - 19:44 - #40Bla bla bla.
Ciao ciao Italia!
Le aziende se ne vanno perchè questo è un paese da barzelletta!
E voi da ldioti ve la prendete con le aziende (che giustamente devono sopravvivere) e non con questa corruzione economica e morale, con l’ignoranza che pervade il paese e che è la causa della fuga dei migliori.
The Redentore
25 mar 2011 - 19:45 - #41cowabunga e paulla avete rotto il çazzo, avete rovinato questo blog andatevene.
alpha
25 mar 2011 - 19:55 - #42leggo tanta convinzione, ma anche molta confusione e ignoranza. già immagino quanto rimarrete pietrificati quando capirete che cosa voglia dire una fusione con sede in usa…ahinoi popolo esterofilo
arna-ti
25 mar 2011 - 19:58 - #43Non per dire ma voi andreste ad investire in un paese dove le tasse sul lavoro sono si e no al 20% o in uno dove sono a più del 50%? in uno dove c’è solo un sindacato interlocutore o in uno dove ce ne sono 10 se va bene e uno in particolare sembra fermo al 68?
Ponetevi una semplice domanda: perchè nessun grande gruppo straniero vuole investire in italia?
Marchionne vuole dare un avvertmento: o cambiate questa situazione stagnante o andiamo dove più conviene.
Purtroppo viste le reazioni n italia mi sa che ormai VOLEVA dare un avvertimento e comincia a maturare la decisione più logica per lui, la sua azienda e i suoi azionisti e gli investitori bancari che poi alla fine della fiera sono i soggetti principali a cui lui deve rispondere.
nirvene
25 mar 2011 - 20:03 - #44Mi pare assolutamente normale, se nessuna azienda straniera viene a produrre in Italia è facile aspettarsi che chi produce in Italia ad un certo punto capisca che è meglio andare a lavorare all’estero.
E il sistema paese che ormai imbarca acqua da tutte le parti.
genoeffo
25 mar 2011 - 20:04 - #45“cavolate reali” :
titoli di stato portoghesi al 7.7%;
bond fiat al 9.25%
SmoQ
25 mar 2011 - 20:16 - #46Certo, il cuore rimane a Torino
È il cervello che va a Detroit
pgdg71
25 mar 2011 - 20:50 - #47FIAT sposterà la testa a Detroit perchè in Europa e in Italia non fa business e perde denari (parole di Marchionne).
Quanti modelli nuovi sono usciti in Europa dopo la Panda? Contateli…. poi confrontate il numero ottenuto con i competitors.
Quello che resta sarà alle SUE condizioni.
Ormai il mercato è globale: chi non è competitivo (Aziende e Nazioni) è fuori.
crashkid
25 mar 2011 - 21:05 - #48L’italia è al declino.
Trattore Landini (ex Trattore Same).
25 mar 2011 - 21:07 - #49Mi chiedo se Marchionne ha soppesato i pro e i contro: da una parte gli U.S:A con la loro tassazione meno vampiresca ed una indubbia predisposizione al capitalismo senza l’italica burocrazia, e Marchionne è un ottimo conoscitore del modo di fare impresa di Usa e Canada.
Ma dall’altro lato ( e in questo caso penso che Marchionne non conosca o sottovaluti il legame Fiat-popolo italiano), lo spostare il “cervello” negli Usa, potrebbe significare una “disaffezione verso la Fiat non più sentita come qualcosa di “nostro”.
Se non sbaglio, dopo il Brasile, il mercato italiano è il secondo più importante per Fiat, un divorzio tra la Fiat ed il popolo italiano mi chiedo quali conseguenze potrebbe avere.
Una mia considerazione personale: chi urla adesso allo scandalo dov’era quando FiatAvio (il settore aeronautico di Fiat) passava per la gran parte in mani straniere?
gary
25 mar 2011 - 21:28 - #50Ma quanti di voi che vi strappate i capelli perchè Fiat se ne andrebbe a Detroit hanno mai comprato un’automobile del gruppo?
Se avete volkscess o renwater, state zitti, è meglio, profughi stranieri!