Jaguar XKR Cabriolet: la nosta prova su strada

Jaguar XKR Cabriolet

Del cambiamento stilistico non si avverte la matrice. Nemmeno dopo cinquant’anni e decine di influenze, suggestioni, ispirazioni. Nemmeno dopo il progressivo andirivieni di sfidanti e concorrenti, tutte peculiari ma nessuna tipica come può esserlo una sportiva che mantiene vivi legami con il suo passato. Le coupè Jaguar a motore anteriore conservano infatti un’impronta estetica usuale e ben definita, difendono e reclamano eleganza, fascino ed una raffinatezza insensibile al passare del tempo. Era così per la E-Type, sarà così per la XK. Anche nella sua versione R da 510 CV, eccessiva senza mai risultare troppa e men che meno priva di eleganza rispetto alla XK priva di pacchetto aerodinamico. Chi vuole passare inosservato deve preoccuparsi unicamente del V8, cercando di prevenirne gli ululati che mostrano - loro e solo loro - il vero carattere della vettura.

Proprio con una Jaguar XKR (nella configurazione Cabriolet) abbiamo partecipato alla seconda giornata della Coppa Milano-Sanremo, con percorso fra Torino e Sanremo annodato fra le colline del cuneese. In realtà si è trattato di un viaggio nel tempo, di un prolungato flash back fra passato e presente, di un omaggio alla storia Jaguar attraverso la partecipazione di ben diciassette E-Type fra coupè e Roadster, V8 e V12, provenienti dall’Italia, Lussemburgo o addirittura da Russia e Lituania. Tutte accorse per festeggiarne il compleanno, mezzo secolo dopo il lancio durante il salone di Ginevra. La XK, va da se, è figlia di quel 1961. Ha catturato un’essenza che le permette di risultare piacevole ed attuale nonostante siano trascorsi ormai cinque anni dal lancio. Anche in allestimento R non perde un briciolo di eleganza: i cerchi in lega da 20 pollici, le prese d’aria anteriori con trama a nido d’ape ed effetto cromato, i tagli su cofano e su paraurti e lo spoiler posteriore bilanciano sportività ed eleganza, rendono aggressiva la vettura pur adeguandosi al deciso “understatement”.

Jaguar XKR Cabriolet
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ABITACOLO SONTUOSO. PECCATO MANCHI IL FRANGIVENTO


Nel disegnare l’abitacolo gli stilisti Jaguar hanno scelto di ricorrere alla tecnologia, utilizzando anche un’alternanza di rivestimenti in radica e metallo. Gli assemblaggi e la qualità dei materiali sono ovviamente di prim’ordine, così come l’insonorizzazione a velocità costante. Si avverte purtroppo la mancanza del frangivento, imprescindibile qualora si voglia guidare a capote abbassata senza affrontare la noia dei fruscii aerodinamici. Il posto guida beneficia delle più disparate regolazioni e permette di cucire la “triangolazione” più congeniale fra volante, sedile e pedaliera. Chiaro e ben leggibile il quadro strumenti, anche se il fondale nero con lancetta rossa non trasmette una sensazione di sportività. Ottimo infine l’impianto multifunzione con schermo tattile da 7 pollici, da cui è possibile controllare climatizzatore, riscaldamento dei sedili, impianto audio e sistema di navigazione satellitare.

Jaguar XKR Cabriolet
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MIRACOLI DEL COMPRESSORE


Dal gennaio 2009 la XKR utilizza il nuovo motore V8 cinque litri Supercharged da 510 CV a 6.000 giri/min e 625 Nm, abbinato ad una trasmissione automatica/sequenziale a sei rapporti. Il comando della trasmissione è sostituito da un joystick semovente, che rientra nel tunnel centrale quando si avvia il motore. Nella plancetta di comando sono inoltre presenti i pulsanti dell’accensione, per gestire la modalità Winter ed eliminare l’intervento del controllo di stabilità. In modalità automatica la XKR si dimostra confortevole e vellutata, il borbottio del V8 non invade l’abitacolo ed il cambio inserisce di default la marcia superiore per limitare i consumi e favorire la surplace di marcia. I grossi pneumatici faticano però ad assorbire le asperità più secche del fondo stradale. Tutt’alto andare quando il cursore del cambio è posizionato su S. Il V8 canta e pieni polmoni ed emette una sinfonia inebriante - nel passaggio 3°-2° si raggiunge l’apice -, i tempi di cambiata si accorciano ed i rapporti “durano” fino al limitatore. E’ poi possibile utilizzare i paddles al volante per rendere la XKR ancora più immediata e svelta, sferzando un motore eccezionale per rapidità di risposta e doti di allungo. L’otto cilindri ricorda un aspirato e ne incarna le virtù - specie all’aumentare dei giri -, ma dispone di Nm in abbondanza quando l’ago oscilla nella metà sinistra del contagiri. Il cambio resistuisce poi una sensazione di accelerazione quasi eterna perché innesta le marce con estrema delicatezza, rivelando solo un po’ di inerzia al momento di scalare con decisione. Questa indolenza circoscrive il vero atteggiamento della XKR. Lo sterzo preciso ma poco comunicativo e l’assetto tutt’altro che racing definiscono in misura maggiore il suo comportamento da granturismo, da sportiva “moderata” senza voler risultare estrema. Anche per via del peso superiore ai 1.800 chili.

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PREZZI E DOTAZIONI


La Jaguar XKR Cabriolet è in vendita a 116.300 euro. L’equipaggiamento di serie comprende il sistema di avviamento senza chiave "Keyless Start", l’impianto frenante con dischi da 355 mm, il display da 7 pollici a centro plancia con sistema di navigazione satellitare e connettività USB/Aux, i sedili sportivi in pelle regolabili e riscaldabili, il Pedestrian Deployable Bonnet che attutisce l’impatto fra pedoni e cofano motore ed il collegamento Bluetooth.

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