
Sono giorni difficili per gli automobilisti italiani ed europei. L’aumento del costo delle benzine dovuto alle tensioni del Nord Africa ed all’aumento del costo del petrolio, arrivato alla soglia psicologica dei 120 dollari al barile (di Brent), ha gettato nello sconforto chi fa un uso quotidiano della macchina, e sta ponendo non pochi problemi in tutto il comparto del trasporto. Il petrolio, infatti, risulta ancora la principale fonte di energia per approvvigionamento e, poiché il sistema dipende strettamente dalle fonti, un problema nell’estrazione accende immediatamente la miccia della paura, che genera poi la speculazione.
Il fatto è, però, che gran parte del petrolio proviene dell’Arabia Saudita, che finora non è stata interessata dagli sconvolgimenti socio-politici dell’area mediorientale (fortunatamente..). E mentre l’America, più autosufficiente, è in grado di mettere in campo le riserve speciali per calmierare l’eventuale carenza di greggio, ed il sottosuolo della Russia è, come noto, ricolmo di giacimenti energetici di tutti i tipi, l’Europa, invece, non sta messa molto bene, perché, a differenza di tutti gli altri grandi “blocchi”, non ha sul proprio territorio fonti significative di petrolio, dirette o di riserva. L’Italia, infine, oltre ai problemi di natura strettamente geografica (presenza quasi nulla di petrolio nel sottosuolo, configurazione orografica difficile, ecc.), per colmo di sfortuna è la Nazione che ha più interessi economici (ed in particolari petroliferi) con la Libia, motivo per cui i primi ad accorgerci della scarsità di approvvigionamento dal paese in fiamme siamo proprio noi.
Tutto così negativo quindi, da non poter fare niente? Non esattamente. In realtà, infatti, l’aumento del prezzo alla pompa non dipende direttamente dalla guerra in corso in Libia. Nonostante la lunga premessa, di scarsità non c’è neanche l’ombra, perché l’Opec, come prima cosa, ha aumentato la produzione di petrolio regolando la “manopola” delle estrazioni e riportando subito il valore a prima della guerra. Che succede quindi nella corsa al rialzo dei prezzi?
L’aumento sta interessando non soltanto l’Italia, ma tutta l’Europa (ed in parte anche altri Stati). Per arrivare alla situazione italiana dobbiamo considerare almeno due ordini di motivi: uno europeo (internazionale) ed uno italiano (locale).
I motivi internazionali che spingono in alto la corsa dell’oro nero sono sostanzialmente tre:
1. Aumento del costo del barile
2. Deprezzamento del costo dell’Euro rispetto al Dollaro
3. Paura che i problemi in Libia si estenderanno anche ad altri Paesi
Mentre i motivi locali che spingono in alto il prezzo alla pompa sono altri tre:
1. Il 65% circa è composto dalle accise
2. Non c’è reale concorrenza tra grandi Marchi
3. Ci sono pochi distributori bianchi (senza logo) e troppi chioschi (piccoli e piccolissimi distributori locali).
Queste componenti di differente ordine vanno quindi affrontate a livelli diversi: i problemi economico-finanziari di natura internazionale vanno affrontati in ambito europeo, e devono essere tesi ad evitare la speculazione finanziaria. I problemi invece di ordine amministrativo-economico vanno discussi in sede locale e devono essere tesi a diminuire le anomalie italiane.
In più c’è un altro elemento da tenere presente nel considerare l’andamento italiano dei prezzi, ed è il famigerato problema della “doppia velocità”: tra il prezzo del petrolio e il prezzo alla pompa. Quando il primo aumenta, subito il secondo aumenta, mentre quando il primo scende il secondo….aspetta molto ad adeguarsi (quando lo fa..). Ma questa in realtà non è una motivazione, più che altro è un effetto della mancanza di concorrenza. Ed in effetti, curare il sintomo più che la causa non sembra una soluzione, ma il governo, anche su pressione delle associazioni di consumatori, ha comunque creato una Commissione per la valutazione delle dinamiche dei prezzi dei carburanti. Qualche giorno fa, Gianluca Pezzi ha pubblicato su Autoblog un grafico che mostra l’andamento dei due prezzi negli anni in esame: interessante per approfondire l’aspetto della doppia velocità.
Il dettaglio. A fine febbraio è cominciata la corsa al rialzo ed attualmente (dato del 7) la soglia di 1,57 euro al litro raggiunta dalla benzina verde nei distributori Esso rappresenta il nuovo record storico, dopo il massimo di 1,56 euro toccato il 15 luglio del 2008. Si tratta del record del prezzo consigliato sul territorio nazionale, che poi sale anche oltre 1,6 euro in alcune aree del Paese, come la Campania, a causa delle addizionali regionali. Per il diesel si passa dall’1,44 euro/litro delle stazioni di servizio Tamoil all’1,46 rilevato negli impianti Q8 (le no-logo a 1,39). Il Gpl, infine, si posiziona intorno allo 0,79 euro/litro registrato nei punti vendita Eni, Q8 e Tamoil (0,77 euro/litro le no-logo).
Sono dati che fanno riflettere, ma sui quali è meglio non appoggiarsi troppo. Le fluttuazioni del prezzo del petrolio sono ancora enormi, ed è difficile fare previsioni sia in un verso sia in un altro.
Qualche dato storico. Finisco con un piccolo grafico auto-prodotto. Da alcuni anni, per esigenze di lavoro prima, e per abitudine consolidata poi, faccio benzina sempre alla stessa pompa, un impianto completamente automatico Q8 Easy in zona Ovest di Roma. Le altre pompe dello stesso marchio hanno lo stesso prezzo (con piccole differenze nell’ordine del centesimo), ed in generale ho osservato che anche i grandi marchi con self service automatizzato hanno prezzi simili. Siccome tengo sempre lo scontrino ho riportato i dati su un grafico Excel. Il dato storico non avrà un valore statistico generale ma ritengo possa essere comunque utile per un raffronto e possa dare un risultato interessante, anche perché omogeneo. Ecco il grafico:

Come si può vedere, il picco massimo del 2008 è identico al livello che c’è oggi, quindi di fatto la situazione ci aspetta potrebbe sia presentare una discesa, come fu in quell’anno, oppure continuare a salire. Vedremo.
Un consiglio. Va poi detto che molti si ostinano a “voler pagare di più”, perché scelgono il cosiddetto “servito”, o peggio ancora il vecchio chiosco vicino casa. In entrambi i casi la benzina costa sempre dai 5 ai 10 centesimi in più al litro in queste modalità distributive. Attenzione quindi sempre a scegliere un moderno impianto automatizzato con Fai-da-te, dove si risparmia anche molto, e cercare di pianificare i propri rifornimenti, riempiendo il serbatoio almeno a due terzi ed allungando i tempi tra un rifornimento e l’altro. Sembrerà poco, ma è dimostrato che si può arrivare a sprecare più di 3 euro a pieno non facendo attenzione a questi particolari.
Foto | Flickr
C64
09 mar 2011 - 12:34 - #1sono giorni come questi in cui godo nell’avere il gpl :D
Aiosa
09 mar 2011 - 12:35 - #2E’ il prezzo per la democrazia, gli italiani sono ben contenti di pagare di piu’ alla pompa e di ospitare gli immigrati che arrivano qui
ah, fatto altrettanto importante……..la colpa e’ di Berlusconi!
Neutrale
09 mar 2011 - 12:38 - #3Perchè aumentano i prezzi del petrolio e dei carburanti?? Perchè sono dei ladri!
Possono darci 1000 spiegazioni economiche/sociali per cui aumentano i prezzi, ma tanto si sa che gira che ti rigira qualsiasi cosa succeda nel Mondo, da una guerra ac uno sciopero dei metalmeccanici o per colpa del bunga bunga, è presa come scusa per far aumentare il prezzo della benzina.
Ormai la gente ha capito che sono solo scuse, non ci crede più!
rowdyburns
09 mar 2011 - 12:43 - #4e io, per quanto più possibile, pedalo…
bestiacane
09 mar 2011 - 12:44 - #5PORCAVACCA!, ieri sera all’automatico appena entrato in riserva, con 40 euro non ho riempito nemmeno 34 di serbatoio di gasolio. IL VELENO MI FAN VENIRE! La ypsilon a gpl è una manosanta ma cari miei da quando ce l’ho (6 mesi) il prezzo del gpl è pure lui salito.
fabioo.
09 mar 2011 - 12:46 - #6Mi chiedo come sia possibile questo:
Es. le stazioni di servizio riempiono i serbatoi al lunedì con un costo pagato alla quotazione totale del lunedì, molti li riempiono di settimana in settimana e oltre.. ma malgrado questo li adeguano di giorno in giorno…ma loro quella benzina stivata l’hanno pagata con il costi correnti del lunedì mentre gli altri giorni continuano ad aumentarla…
PERCHE’?
Perchè non c’è abbastanza ricerca (in Italia) per far funzionare i motori solo con una parte di petrolio ed altri componenti studiati ad HOC (e pure meno inquinanti).
Viviamo tutti in una scatola chiusa e continuiamo a sporcarla solo per regole di mercato…si ma vecchie regole che fanno comodo a pochissimi e danneggiano TUTTI.
Usate solo GPL e METANO ora come ora..
alby_85
09 mar 2011 - 12:47 - #7Quattroruote, tempo fa, aveva aperto una sorta di blog dove si davano gli indirizzi delle più conveniente aree di servizio nella zona di chi scriveva.
Se non vi spiace, lo farei anche qui:
Torino:
- Repsol accanto centro commerciale Le Fornaci di Beinasco
- Agip di corso Brunelleschi (solo in orario di chiusura, al 24 ore)
- Non ricordo il nome, è uno di quelli con marchio sconosciuto, ma l’ho provato due volte e nessun problema; è sullo ’stradone’ di Ciriè, che funge da circonvallazione al paese (corso Dalla Chiesa, Strada Provinciale 2 per le Valli di Lanzo): direzione sud (Caselle), appena dopo il cavalcaferrovia sulla Torino-Ceres, dopo l’incrocio con via Lanzo.
Io faccio rifornimento sempre e solo in questi tre posti. Prezzi mediamente tra i 5 e i 10 centesimi più bassi che altrove. E facendo, ogni volta, un pieno da quasi 50 litri sono fino a 5€ a botta di risparmio. E dato che il pieno in media lo faccio tre volte al mese, sono almeo 150€ all’anno risparmiate.
Spero vi torni utile.
Dumah Brazorf
09 mar 2011 - 12:50 - #8Prevedo acquisti importanti per la stagione 2011-2012 dell’inter.
- Marko -
09 mar 2011 - 12:51 - #9“c’è un altro elemento da tenere presente nel considerare l’andamento italiano dei prezzi, ed è il famigerato problema della “doppia velocità”: tra il prezzo del petrolio e il prezzo alla pompa. Quando il primo aumenta, subito il secondo aumenta, mentre quando il primo scende il secondo….aspetta molto ad adeguarsi (quando lo fa..) ”
Quello che si può fare di certo , da utenti , per arginare minimamente questo ” ladrocinio ” , è adottare ove possibile una guida più parsimoniosa ed attenta !
camaross6.2v8
09 mar 2011 - 12:55 - #10maledetti speculatori e broker di borsa che fanno le contrattazioni, maledette accise, maledetta IVA sul prezzo al litro…altro che concorrenza tra distributori, eliminando la speculazione, la borsa le accise e l’iva, arriveremo a 0.20 euro al litro…evviva la democrazia, o ladrocrazia..
piech regna
09 mar 2011 - 12:55 - #11c64 godi ad avere il gpl?! in 8 mesi è aumentato del 23%…l’anno scorso era a 57 centesimi ora sta a 79…
c’è poco da godere!
John Galt
09 mar 2011 - 12:57 - #12La causa principale dell’aumento del costo del petrolio è la speculazione finanziaria che c’è sopra. E si evince chiaramente proprio dalle informazioni che snocciolate nell’articolo: la produzione mondiale e le scorte garantiscono, al momento, che il petrolio non scarseggi sul mercato reale.
Quello che più mi fa incavolare però (usiamo il termine edulcorato…) è che allo stato non gliene frega niente, lui ha i suoi conti e non si preoccupa se i cittadini (soprattutto quelli delle fasce meno abbienti) soffrono per questo aumento della benzina e la qualità della loro vita diminuisce (niente viaggi, costi più alti su tutto).
E TAGLIATE UN PO’ LE TASSE Invece di continuare a dirlo senza mai farlo.
Come detto nell’articolo: il 65% del prezzo sono accise!!!!! VERGOGNA!
LO STATO SIAMO NOI!
Dany!
09 mar 2011 - 12:58 - #13Purtroppo anche per noi il gpl è aumentato un po negli ultimi anni….certo, conviene sempre rispetto alla benzina, pero anche noi risentiamo della “crisi”
bm79
09 mar 2011 - 12:58 - #14E NOI,
poveri utenti finali, come possiamo difenderci dal caro petrolio?!?
Cosa possiamo fare?!?
Silvya1
09 mar 2011 - 12:59 - #15“Come si può vedere, il picco massimo del 2008 è identico al livello che c’è oggi, quindi di fatto la situazione ci aspetta potrebbe sia presentare una discesa, come fu in quell’anno, oppure continuare a salire. Vedremo.“
Ma che razza di frase è questa? Ovvio che può salire o può scendere, che altro può fare?!?
DarKilleR86
09 mar 2011 - 13:04 - #16il discorso è semplice e non è colpa solo delle ACCISE!!!
In Italia non c’è nessuna autorità seria che faccia controlli sulla concorrenza e 4/5 compagnie petrolifere ci mettono meno di 5 minuti a fare cartello! E fare il bello e cattivo tempo dei prezzi!
lu bar
09 mar 2011 - 13:05 - #17e si ricomincia ad andare in trasferta in slovenia!!!!
la mia fortuna è avere il confine a 30 km
benzina verde 1.275
gasolio 1.230
fate un po voi i conti di quanto risparmio a ogni pieno!
ah, la benzina è la stessa… stessa compagnia che si trova in italia
Pinguinocchio
09 mar 2011 - 13:08 - #18…stare fermo
mr_wolf
09 mar 2011 - 13:09 - #19Kitegen in ogni comune italiano e auto attuali convertite a idrogeno.
rtx
09 mar 2011 - 13:10 - #20basterebbe analizzare una cosa:la velocità di variazione al rialzo dei prezzi alle pompe a seguito di un incremento del prezzo al barile delle quotazioni e confrontarle con la velocità di variazione contraria(quando i p calano rapidamente nelle quotazioni)
già questo è chiarificatore di quanto si guadagni nell’aumentare quasi all’istante i prezzi di benzina e gasolio che hanno una domanda a breve per definizione anaelastica.
senza contare che molte delle quotazioni delle quali si discute sono futures a 3 o 6mesi…insomma si decide oggi quanto pagare una cosa che avrai fra 3 o 6 mesi!
purtroppo è così
bassplayer
09 mar 2011 - 13:12 - #21E’ una catena di sant’antonio, perche tutto quello che compriamo o mangiamo viene trasferito su gomma e se aumentano i costi dei trasporti aumentano anche i prezzi dei normali generi di consumo.
ilbis
09 mar 2011 - 13:13 - #22Molto facile! incitiamo i trasportatori a scioperare come fecero un po di tempo fa. Quando a tutti strizzerà il culo e l’italia si sarà fermata (perchè ormai tutta la nostra economia è gest-in-time a 2gg) allora vedrete che i prezzi si calmeranno…
volete che mandiamo avanti la baracca? allora mantieni un prezzo coerente togliendo qualche accisa…
dany_m
09 mar 2011 - 13:13 - #23Se non ricordo male nel 2008 il prezzo del greggio al barile arrivò a 150 dollari.
Oggi è a 120 dollari. Ci sono 30 dollari di differenza.
Qualcuno può gentilmente spiegarci come mai stiamo pagando le stesse cifre folli per il carburante?
E poi la finiamo di pagare cose assurde?
Riporto da Wikipeddia:
Molte delle accise italiane furono introdotte come temporanee per far fronte a vari eventi straordinari, ma nonostante il venir meno della causa a tutt’oggi non risultano ancora rimosse [4]:
1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935 (0,001 euro);
14 lire per la crisi di Suez del 1956 (0,007 euro);
10 lire per il disastro del Vajont del 1963 (0,005 euro);
10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966 (0,005 euro);
10 lire per il terremoto del Belice del 1968 (0,005 euro);
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976 (0,051 euro);
75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980 (0,039 euro);
205 lire per la missione in Libano del 1983 (0,106 euro);
22 lire per la missione in Bosnia del 1996 (0,011 euro);
0,020 euro (39 lire) per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004.
Il tutto per un totale di 0,25 euro (486 lire). Su queste accise viene applicata anche l’IVA, per un totale di 0,30 euro.
Paghiamo ste stronz… e quelli che hanno avuto dei disastri recenti(io sono di genova e solo per miracolo non ho avuto danni dall’alluvione di ottobre) non beccano niente.
Il caro Silvio ha dato subito 300 milioni di euro al veneto alluvionato, ma a Sestri Ponente(genova) dove l’anno prima è stato fischiato sonoramente non ha dato praticamente un fico secco.
L’importante è pagare per i disastri del 900
Silvya1
09 mar 2011 - 13:16 - #24@15, cosa possiamo fare? usare il meno possibile l’auto e se possibile bici e mezzi pubblici, comprare solo auto ibride quindi auto di case produttrici che innovano (chi più chi meno, ma che comunque ci provano). Il metano è poco diffuso come distributori, il gpl è legato al prezzo del petrolio e quindi siamo a punto a capo. il non plus ultra sarebbe l’ibrido serie di chevrolet volt, ma nel frattempo comprare una prius potrebbe dare un segnale importante alle case automobilistiche.
.:Dudi:.
09 mar 2011 - 13:17 - #25L’Italia potrebbe eliminare del tutto le accise e il faccendiere Berlusconi avrebbe dovuto evitare di dirottare gran parte degli investimenti (tra cui anche quelli privati) in Libia.
Ma si sa. Lui fa i propri interessi e il governo dovrà pur tirare fuori una balla per giustificare l’aumento dei prezi.
dany_m
09 mar 2011 - 13:20 - #26Aggiungo che le settimana scorsa in meno di 12 ore un distributore del mio quartiere ha portato la verde a:
ore 24 verde 1.496
ore 09 verde 1.509
ore 11 verde 1.519
E’ assurdo che non ci siano controlli su sti cambi selvaggi. Naturalmente il traffico alle 11 è maggiore che a mezzanotte e il prezzo casualmente è salito nelle ore di punta
piech regna
09 mar 2011 - 13:21 - #27ma non c’è una organizzazione che organizzi una protesta?
giusto da bloccare il paese…e poi vediamo
sahariano
09 mar 2011 - 13:23 - #28quello dei rialzi dei carburanti in italia è una vergogna senza fine. Per farvi capire quanto ci prendono per il c..o vi porto l’esempio della tunisia, paese in cui viaggio spesso e da cui sono rientrato la settimana scorsa. Il costo della benzina fino a poco prima di natale era di 1,32 dinari tunisini (circa 0,68 centesimi di euro) che considerato il potere d’acquisto locale è comunque un costo molto alto per la maggior parte dei tunisini. Poco prima di natale ha subito un aumento di 50 millesimi arrivando a 1,37 (rialzo molto consistente). Premesso che la tunisia ha una produzione molto limitata di greggio che copre si e no il 20% del fabbisogno (tra l’altro in mano alla solita eni in compartecipazione con lo stato tunisino), considerato che come tutti saprete nei mesi scorsi c’è stata la “rivoluzione” e che la sua prima fonte di entrate è costituita dal turismo che ha risentito pesantemente degli eventi, secondo voi che variazione di prezzo hanno subito i carburanti ad oggi? ZERO!! E non saliranno i prezzi altrimenti i tunisini ricominceranno a fare bordello, altro che noi italiani che sappiamo solo lamentarci
.:Dudi:.
09 mar 2011 - 13:27 - #29Allora come mai in Svizzera la benzina costa di gran lunga meno che in Italia. Loro non hanno i giacimenti e spesso la importano dall’Italia.
Il problema è tutto nelle tasse italiane
No way out
09 mar 2011 - 13:30 - #30non ci resta che togliere il tappo del serbatoio, e scòrrèggiarci dentro!! :(
giaserg
09 mar 2011 - 13:35 - #31meglio fare rifornimenti ai distributori “bianchi” carrefour, yes etc che si risparmia anche il 20% e sperare chi in italia si diffonda una cultura sconosciuta : la concorrenza!
sahariano
09 mar 2011 - 13:36 - #32errata corrige 68 centesimi e non 0,68
nemmeno in libia si trova(va) a quel prezzo. che bello che era fare il pieno in libia:-(
matteomori
09 mar 2011 - 13:37 - #33Di tutto quanto scritto, fermo restando la tassazione esagerata a livello nazionale, con l’aggravio delle addizionali locali, il risultato è solo 1:
SPECULAZIONE.
Come succede in tutti i beni di prima necessità, di cui non si può fare a meno: alimentari, carburanti, autostrade…
genoeffo
09 mar 2011 - 13:37 - #34la solita domanda “cretina” che qualche ingenuotto si pone ogni volta che ci sono aumenti…e perchè e per come, come mai etc etc
ma come, tutti a lodare il “libero mercato” , tutti a genuflettersi davanti al sistema che assicura “pace, bene, prosperità e democrazia” e poi a fare il pianto greco quando si toccano le tasche…
eh no, le cose si prendono completamente…non si può avere un braccio secco e uno verde;
e i governi?
poveri ingenui, i governi sono espressione di quei gruppi industriali;
che volete?
fanno gli interessi dei loro padroni, del tutto ovvio.
questo è il sistema…con i suoi vantaggi( per i soliti noti) e gli svantaggi…per il popolo bue…
comunque ci sarà sempre qualcuno appartenente al popolo bue sopradetto che sosterrà le ragioni dei potenti; come i tacchini che nel periodo natalizio sfilano compatti per manifestare sostegno al partito dei macellai;
bravi!
sahariano
09 mar 2011 - 13:45 - #35esatto genoeffo, il problema sta nella complicità dei governi che SE volessero potrebbero limitare questi fenomeni di speculazione, ma non vogliono, va contro i loro stessi interessi. In paesi (come la tunisia) dove lo stato fissa il prezzo (come tra l’altro per altri beni di consumo) queste speculazioni non avvengono
C64
09 mar 2011 - 13:45 - #36rispondo a tutti; Si, ad un anno di distanza in GPL sarà pure aumentato, ma sempre meno dell’aumento della benzina, e poi l’aumento del gpl è stato lineare; non teme (in parte) le scorregge politiche e speculazioni che vedono il diesel e la benzina. per chi ha i motori diesel non so se con una miscela di l’olio di colza si può risparmiare un po.
PS: il mio impianto l’ho preso con l’ecoincentivo 2008
bullo
09 mar 2011 - 13:47 - #37non dimentichiamoci che siamo in un paese di mafiosi e in parecchie aree c’è una cultura sbagliata dove la maggior parte delle persone non paga le tasse. Il governo avrà le sue colpe ma anche la gente ci mette del suo. Io incomincerei dalle scuole ad educare tutti alla responsabilità civica in modo che se tutti paghiamo le tasse (in teoria…) dovrebbero pure diminuire.
jorn
09 mar 2011 - 13:48 - #381) In Italia il prezzo del carburante è il più alto d’EUROPA
2) Appena ci sarà un aumento del parco auto a GPL o METANO state tranquilli che il prezzo al litro (o metro cubo) salirà spaventosamente , guardate l’andamento di questi ultimi due anni per rendervi conto.
3) Viviamo in ITALIA
4) Non c’è la seria volontà da parte delle case automobilistiche di eliminare totalmente i motori a carburante inquinante (se siamo andati sulla luna nel 69 , nel 2010 credo ci potrebbe essere un’alternativa totalmente e ecologica , ma gli interessi dietro sono troppo alti e tutti sono in ballo in questo mondo di “corruttibilità e convenienza”)
ERGO , in qualsiasi modo la mettete , lo prenderemo sempre in quel posto.
Per cominciare comprerò una bici elettrica , più passeggiate a piedi , più bus .
Quello che noi possiamo fare è usare il buon senso , incarognirsi è solo deleteri pewr la nostra salute e non porta da nessuna parte , fortunatamente abbiamo a nostro servizio in qualsiasi momento buone dosi di buon senso ed etica “civile” .
giaserg
09 mar 2011 - 13:52 - #3942 si è solo raddoppiato.. è un prezzo non solo legato al petrolio, ma anche al mercato, vendi più auto gpl= aumenta il prezzo, è ancora conveniente, quello non c’è dubbio, ma quello che intendevo, è che sei sulla stessa barca, c’hai poco da star contento!
anche perchè è ancora libero dalle accise, vuoi che uno stato avido e ladro e sprecone come il nostro si lasci sfuggire ancora a lungo un occasione cosi ghiotta per regalarci una nuova tassa?
29 comprare una prius? mi sembri come il marito che si taglia le balle per far dispetto alla moglie.
Poi la prius consuma sui 20 25/l medie da normale diesel moderna
Il-Becchino
09 mar 2011 - 14:01 - #40E’ così difficile ACCETTARE che UN’ERRA STA FINENDO?
E’ così difficile pensare SENZA PETROLIO?
Siamo VERAMENTE così DROGATI dal petrolio?
Io non vedo l’ora che INIZI LA NUOVA ERA della ragione e non del consumismo sfrenato.
A tutti quelli cui chiedo se erano meglio gli anni 60 o questi anni…TUTTIIIII mi dicono che erano migliori gli anni 60.
Eppure vivevamo con meno, con MENO RIFIUTI E SCOASSE, con più semplicità, con meno stress.
Ecco… siamo tutti più stressati.
Accettiamo che il petrolio finirà presto e dovremo TORNARE UN PASSO (anche due) Indietro.
Non muore mica nessuno!
pistu_foghecc
09 mar 2011 - 14:07 - #41Il problema è che questi aumenti diverranno strutturali, come ogni altra volta che per qualsiasi motivo si è gridato alla crisi.La benzina non cala da 3 anni……presto saremo a 2 euro al litro
a-lex
09 mar 2011 - 14:16 - #42qua oramai il petrolio non scenderà mai più sotto 1.4, scenderà fino a li, ma poi ricomincerà a salire ponendo un altra base dove non scenderà più, non so perchè, ma credo che in 2 anni sfonderemo i 2 euro a litro
Il-Becchino
09 mar 2011 - 14:30 - #43L’unico che non avrà problemi sarà ALDO con la sua 535D.
Quell’auto è talmente incredibile che PRODUCE PETROLIO All’aumentare delle prestazioni, cioè più sgasi, più ne esce dal serbatoio, tanto che deve distribuirlo in giro per non sprecarlo.
:)
Silvya1
09 mar 2011 - 14:43 - #44giaserg, @45:
Perchè sembrerei come il marito che si taglia le palle per far dispetto alla moglie? Motiva la frase. Per l’estetica? per cosa?
Guarda non credo proprio che un diesel moderno possa fare meglio della prius e soprattutto fare meglio in città. Per non parlare della manutenzione di un’auto diesel. Comunque io parlavo anche in un’ottica di mandare un segnale all’industria, comprando un naftone che segnale mandi? Che vuoi altri naftoni e solo quelli propongono infatti.
L’ibrido del tipo della prius, delle lexus, non è la manna dal cielo, ma un primo passo verso un ibrido serie.
Non vi interessa? Ok ma poi non piagnucolate che la benzina costa cara.
crashkid
09 mar 2011 - 14:57 - #45:) … ricordo che un pieno su un’elettrico oggi costa 7 euro per 400 km.
Serva
09 mar 2011 - 15:10 - #46Ho preso il prezzo al barile del Brent e il cambio EUR/USD rispettivamente del 4/7/08 e 9/3/11…
risultato, il 4/7/08 il barile costava 92.28EUR il 9/3/11 81.30EUR.
(2008: 143.95 eur/barile e 1,56 il cambio mentre 2011 113 il barile e 1.39 il cambio)
gioggio
09 mar 2011 - 15:15 - #47a Milano la benza la faccio a 1,451 fatta ieri notte
No way out
09 mar 2011 - 15:16 - #48compratevi una polo 1.6 tdi… 25-27 reali con 1 litro di gasolio…
mikness360
09 mar 2011 - 15:21 - #49L unica soluzione è non alimentare il commercio petrolifero delle grandi marche ma rifornirsi alle pompe bianche,sicuramente vedrete che le grandi aziende si adegueranno dopo il calo di clientela!!!PER CHI VIVE A ROMA SUGGERISCO DI ANDARE ALL INDIPENDENTE A VIA COLLATINA 113, dove la benza costa 1,44,davanti a prezzi simili non si riesce più a stare indifferenti!!!!!
smoth
09 mar 2011 - 15:26 - #50complimenti a Luciano per l’articolo e la spiegazione ma il dubbio rimane sempre, ovvero se nel 2008 al barile costava 150 $ e 1.52 € al litro, oggi che costa 120 $ perchè non costa 1.22 € litro (facciamo 1.32 € al litro per giustificare l’€) se il prezzo al barile è quello?
bisognerebbe proporre la trasparenza dei prezzi anche ai distributori dove indicare il costo del petrolio, il costo alla pompa che porta al prezzo finale e le imposte statali. lasciare sempre il classico cartellone dei prezzi ma anche mostrarne un’altro dove poter vedere, come in questo periodo, i magheggi.