Porsche 918 RSR: foto e dati tecnici ufficiali


Si chiama Porsche 918 RSR ed è la sintesi perfetta fra le tecnologie viste sulla 911 GT3 R Hybrid e la favolosa 918 Spyder, la barchetta a motore centrale che raccoglie l’eredità della Carrera GT. La 918 RSR rappresenta il futuro delle tecnologie che Porsche userà nei prossimi anni nel mondo delle competizioni. E' stata ufficialmente svelata al NAIAS 2011.

Per una volta, prima di snocciolare i numeri di questa fantastica creazione, vogliamo parlarvi delle due tecnologie che la rendono così avanzata: un volano che funge da accumulatore ad alta efficienza e un sistema di recupero dell’energia frenante. Dispositivi mutuati per intero dalla GT3 R Hybrid, che consentono di alimentare i due propulsori elettrici montati sulle ruota anteriori. Ognuno eroga ben 102 CV.

La 918 RSR, presentata in livrea “liquid metal chrome blue”, è costruita su un telaio a struttura unica in fibra di carbonio e materiali plastici; inutile dire che la rigidità torsionale è elevatissima e pesa come una piuma. L’unità endotermica, montata in posizione centrale, è quella già vista sulla RS Spyder: parliamo del V8 3.4 ad iniezione diretta che per l’occasione eroga ben 563 CV (+63) a ben 10.300 rpm. Per chi non si fosse ancora fatto due calcoli, l’auto eroga complessivamente 767 CV, con un valore di coppia massima che, pur se non ufficializzato, difficilmente rimarrà lontano dai 1000 nm. Il tutto è gestito da una trasmissione elettroattuata a 6 rapporti mutuata dalla RS Spyder: è montata longitudinalmente e si comanda attraverso i paddles posti dietro la corona del volante.








La sinergia dei due motori elettrici offre inoltre un avanzato sistema di distribuzione della coppia motrice all’assale anteriore, a tutto vantaggio dell’agilità e della risposta dello sterzo. Ovviamente, dato che questa è un’auto dedicata al mondo delle competizioni, non mancano cerchi in lega con dado di fissaggio unico, fascioni a sganciamento rapido, sistemi di comunicazione radio e telemetrici ed un aerodinamica decisamente più curata rispetto alla RS Spyder: oltre alla vistosa ala montata sul baule, si notano numerosi accorgimenti aerodinamici come gli splitters posizionati sulla carrozzeria immediatamente dinanzi alle ruote anteriori.

Molto potrebbe comunque essere mantenuto sulla coupè di serie: parliamo delle porta che si aprono verso l’alto e obliquamente e del sistema di aspirazione posizionato fra le due portiere. Gli interni della vettura sono ovviamente spogliati ai minimi termini ma forniscono numerosi dati tecnici sulla vettura e sul suo recupero energetico. Avete notato il grosso cilindro metallico al posto del sedile del passeggero? E’ il Volano accumulatore, un motore elettrico il cui rotore è capace di ruotare a 36.000 rpm per conservare energia. La ricarica avviene quando in fase frenante i due motori elettrici montati sulle ruote anteriori fungono da generatori.

Il guidatore può spendere quest’energia che si accumula nel volano schiacciando un pulsante: una filosofia simile a quella dell’amato/odiato Kers, utile in fase di accelerazione e sorpasso. Il volano è frenato elettromagneticamente e in questa fase restituisce energia ai due propulsori elettrici. Questa sorta di “overboost elettrico” è disponibile per circa 8 secondi quando il sistema è completamente carico. Questa potenza addizionale è usata anche per risparmiare carburante, diminuire la frequenza dei pit-stop e, conseguentemente, costruire serbatoi più piccoli con tutti i vantaggi che ne derivano in termini di peso. Last but not least la livrea: il numero 22 è dedicato alla gloriosa 917 coupè coda tronca che nel 1971 vinse la 24 ore di Le Mans e a cui la 918 RSR, che la casa definisce un laboratorio da competizione, rende omaggio 39 anni dopo.







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