Logo Blogo

Mahindra acquista il 70% di Ssangyong

Pubblicato: 23 nov 2010 da Lorenzo Corsani

Ssangyong Korando

Mahindra & Mahindra acquisterà il 70% di Ssangyong con un investimento di 280 milioni di Euro per nuove azioni e 60 milioni di Euro in obbligazioni. La transazione avverà entro i primi mesi del 2011, una volta ottenuta l’approvazione da parte dei creditori di Ssangyong. La casa coreana viene quindi salvata dalla crisi, che durava ormai da 20 mesi, dopo anni di complessi passaggi di mano: nata nel 1954 per assemblare Jeep su licenza, Ssangyong fece parte della galassia Daimler dal 1990 al 1997 e passò poi a Daewoo, che dopo la crisi del 2004 fu costretta a cedere il 51% della proprietà ai cinesi di SAIC, prima di entrare in amministrazione controllata all’inizio del 2009.

Nelle intenzioni di Mahindra, che è stata preferita rispetto al gruppo Renault-Nissan nelle trattative, la possibilità di unire le proprie risorse di marketing con il know-how tecnologico dei coreani permetterà al nuovo gruppo di azzerare i debiti, progettare nuovi modelli e raggiungere nuovi traguardi a livello internazionale. L’attenzione è rivolta principalmente al settore dei SUV, sia per il mercato indiano che per quello internazionale e le attuali rispettive gamme di prodotti non sono assolutamente in concorrenza: in questo senso Mahindra può solo guadagnare dall’accordo, potendo contare su tecnologie decisamente più avanzate, modelli pronti per l’Euro5 e sistemi elettrici ben più avanzati, come dimostra il nuovo Korando appena presentato. Per aggirare i pesanti dazi doganali indiani e proporre i SUV coreano nell’interessante mercato indiano, è probabile che Mahindra decida di assemblare direttamente le vetture nel proprio paese, pur avendo fornito garanzie circa il mantenimento della forza lavoro in terra coreana.

Mahindra è infatti il primo costruttore indiano di “utility vehicles” e Ssangyong rappresenta il quarto costruttore coreano quanto a volumi di produzione, e l’occasione è ghiotta per creare un gruppo dal respiro globale. Mahindra punta anche a sfruttare le reti vendita esistenti del marchio coreano per migliorare la diffusione dei propri prodotti anche in mercati come Europa, Sud America, Russia e paesi Arabi. La presenza minoritaria di SAIC, che resta comunque nel gruppo, garantirà comunque sia a Mahindra che a Ssangyong una porta d’accesso all’altrettanto ricco e promettente mercato cinese.

Mahindra Goa: arriva il nuovo turbodiesel common-railMahindra Thar - immagini ufficialiSsangYong Super RextonSsangYong Super Rexton

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (4 Voti | Media: 3.25 su 5)
condividi condividi 11 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di Urlikarcano

    Urlikarcano

    23 nov 2010 - 19:06 - #1
    0 punti
    Up Down

    Una bella notizia, la Mahindra fa dei fuoristrada notevoli.
    Spero che vedremo dei Ssangyong più potenti e, soprattutto, PIU BELLI!

  • Profilo di SiegHart

    SiegHart

    23 nov 2010 - 19:10 - #2
    1 punto
    Up Down

    E pure gli indiani si iniziano a muovere…..cine e india è il futuro…..la vedo molto brutta per noi europei….

  • Alberto o Rei

    23 nov 2010 - 19:45 - #3
    0 punti
    Up Down

    bene, ora Mahindra per piacere fai sparire, nell’ordine:
    - Rodius;
    - Rexton;
    - Kyron e Aktyon, a pari merito.

  • Profilo di Amxinthemix

    Amxinthemix

    23 nov 2010 - 19:47 - #4
    0 punti
    Up Down

    @2 basta non comprarli….xo a noi (italiani in primis) ci piace prenderlo in quel posto dai cinesi koreani etc e disprezziamo i nostri prodotti. questa è l’italia

  • Profilo di Urlikarcano

    Urlikarcano

    23 nov 2010 - 20:27 - #5
    0 punti
    Up Down

    Motoristicamente le indiane non sono male, partono da low budget e creano veicoli sufficenti e ecconomici.
    L’ unico problema e che trascurano la sicurezza (la indica della tata è una tomba di metallo) e che forse nono sono bellissime (anche se ora stanno utilizzando fari a mandorla abbastanza interessanti).
    Ma, come pick up e off-road vanno benissimo.

  • Profilo di iamor

    iamor

    23 nov 2010 - 20:50 - #6
    0 punti
    Up Down

    Spero che la cura Mahindra con Ssangyong funzioni come per Land Rover e Tata.

  • Profilo di A4TDI

    A4TDI

    23 nov 2010 - 21:12 - #7
    0 punti
    Up Down

    Io non capisco sinceramente la differenza tra indiane e cinesi, sembrano entrambe auto economicissime e fatte male. io cosi sapevo. Se mi sbaglio vi prego di correggermi

  • Profilo di bad-moon

    bad-moon

    23 nov 2010 - 23:50 - #8
    0 punti
    Up Down

    @7 beh i fuoristrada Tata e Mahindra, per il lavoro hanno un loro perchè invece. Sono economici e abbastanza resistenti.

  • Profilo di iamor

    iamor

    23 nov 2010 - 23:50 - #9
    0 punti
    Up Down

    @A4
    Ma non credo proprio. In India ci sono i migliori ingegneri del mondo.. in cina invece copiano o comprano vecchi progetti di auto europee..ottenendo pessimi risultati.

  • eleuterio

    24 nov 2010 - 01:24 - #10
    0 punti
    Up Down

    si, si, gli indiani ingegneri, i cinesi sanno solo copiare, i giapponesi tecnologici, gli italiani mafiosi e gli inglesi non hanno il bidet….

  • Profilo di piervittorio

    piervittorio

    24 nov 2010 - 01:54 - #11
    0 punti
    Up Down

    Il punto vero è che tra india, cina e pakistan vivono quasi tre miliardi di persone, che aspirano ad un’auto, e che si stanno avvicinando a potersela permettere.
    Ed oggi sia i cinesi (con Volvo e le varie joint venture con i big dell’auto) che gli indiani (Tata che controlla Jaguar e Land Rover e siede nel CdA di Fiat, Mahindra che produce su licenza jeep ed ha comprato SSangyong, Maruti che produce su licenza Suzuki) sono in grado di produrre auto in linea con i migliori standard occidentali.
    Esattamente come ha fatto Hyundai-Kia, che solo dieci o vent’anni fa sembrava avere un gap tecnologico, qualitativo e stilistico incolmabile ed oggi entra di prepotenza tra i primissimi produttori mondiali, con un livello qualitativo ineccepibile.
    Porsi in grado di soddisfare la sola domanda interna di questi paesi, che si misurerà in svariate decine di milioni di veicoli annui, significa automaticamente diventare i primi produttori mondiali, facendo apparire gli attuali colossi nipponici ed occidentali poco più che player marginali sul mercato…

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per commentare e per entrare nella community di autoblog. Potrai inserire immagini, video, partecipare alle discussioni nei vari gruppi o crearli e inviare messaggi privati agli altri utenti registrati. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento