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Nissan: parte la produzione della Leaf

Pubblicato: 24 ott 2010 da Fabio Sciarra

Nissan Leaf EV

Nissan ha annunciato venerdì scorso, con una certa dose di entusiasmo, l’avvio della produzione della Leaf: la nuova Citroën C-Zero è già andata incontro alle prove su strada destinate alla stampa internazionale (a questo link trovate la nostra) e adesso un secondo modello a zero emissioni compie un passo importante verso la commercializzazione. La nuova era delle elettriche, pur con tutti i loro attuali limiti (prezzi stellari e autonomia molto ridotta, tanto per dirne un paio…) è ormai cominciata.

Se possibile, la Leaf rappresenta qualcosa di ancor più importante del trio di utilitarie Citroën-Peugeot-Mitsubishi, perché prelude a una serie di lanci ripetuti di novità 100% elettriche firmate dal costruttore giapponese e dal suo partner Renault. Tutti sappiamo quanto la corazzata franco-nipponica abbia scommesso sulle elettriche, e in un certo senso la Leaf farà da cartina di tornasole dell’accoglienza che i due costruttori si potranno aspettare per il loro ambizioso piano a zero emissioni.

Le esportazioni della Leaf, che sarà inizialmente prodotta nella fabbrica giapponese di Oppama, inizieranno a novembre, in vista dell’avvio delle vendite, in programma per il mese successivo in Giappone e USA e per l’inizio del 2011 sui maggiori mercati europei, verso i quali le esportazioni inizieranno invece a dicembre.

La fabbrica di Oppama produce oggi la Juke e la Cube, ma la sezione della catena di montaggio riservata alla Leaf è già pronta: grazie a piccoli adattamenti effettuati sulle strutture esistenti, le batterie verranno inserite nella fase in cui si installano generalmente i serbatoi, mentre motori elettrici e inverter saranno montati semplicemente in sostituzione dei tradizionali termici.

Le batterie agli ioni di litio sono prodotte al fianco di NEC a Zama, in Giappone. Ciascun modulo contiene quattro celle, e il pacco batterie di ogni Leaf è formato in totale da 48 moduli. In un secondo momento, le linee di montaggio del modello elettrico raggiungeranno anche la fabbrica di Smyrna (Tennessee) -fine 2012- e Sunderland nel Regno Unito -inizio 2013-.

La capacità produttiva annuale dello stabilimento di Oppama si attesta a 50.000 unità, e a pieno regime, le altre due fabbriche assembleranno rispettivamente 150.000 e 50.000 unità all’anno.

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Commenti dei lettori

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  • IlBecchino

    24 ott 2010 - 12:06 - #1
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    Farà, inutilmente, balzare il prezzo del Litio e dei componenti delle batterie, affinché pagheremmo più caro tutto il resto.
    Balla eco populista inutile e dannosa per l’ambiente.

  • Profilo di SiegHart

    SiegHart

    24 ott 2010 - 12:28 - #2
    -1 punto
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    Secondo me il futuro non puo essere questo….batterie ultra costose che sono anche impossibili da smaltire quindi non è che l’ambiente ci guadagna anzi…autonomia limitatissima e soprattutto il prezzo della corrente che continuerà a salire come ha fatto la benzina….boh io sono per l’ibrido non per l’elettrico puro..

  • Profilo di egoalesum

    egoalesum

    24 ott 2010 - 12:46 - #3
    2 punti
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    Per come la vedo io, comunque, l’autonomia è più che buona. Certamente, non è un auto per fare viaggi lunghi! Ma i 160km di autonomia dichiarati sono più che sufficienti per muoversi ogni giorno in città, tra andare al lavoro, fare la spesa ecc…
    Just my 2 cents

  • Profilo di prof

    prof

    24 ott 2010 - 12:50 - #4
    1 punto
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    l’estetica e’ quella di un pesce d’acqua dolce..possibile che non si poteva far meglio?ci sono ibride-elettriche assai piu’ aggraziate..il problema di questa tecnologia e’ che per produrre le sue componenti comunque si produce ancora troppa co2…scarsa autonomia..e poi le batterie esauste dove le smaltisco??pero’ per il futuro spero riescano ad eliminare tutti i problemi,perche’rumore,inquinamento ci accompagnano tutti i giorni sulle strade..le auto a propulsione elettrica tentano di farle dall’inizio del secolo scorso..vediamo,per il futuro..per i nostri figli..

  • ilmario84

    24 ott 2010 - 14:05 - #5
    0 punti
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    geniale….ma con quel design….

  • OOO

    24 ott 2010 - 15:17 - #6
    2 punti
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    “batterie impossibili da smaltire e ultracostose”? e chi l’ha detto? appunto perchè preziosissime saranno riciclate alla perfezione per via dei costi di approvvigionamento degli elementi rari all’interno.
    Costosissime ora ma mettiamo in conto il risparmio in mancati rifornimenti sostituiti dalla carica, il risparmio per il bollo e per l’assicurazione, la manutenzione pari a zero, niente meccanico

  • Profilo di frengoestop

    frengoestop

    24 ott 2010 - 16:30 - #7
    -2 punti
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    …beh evidentemente i loro analisti hanno dato il placet…finquando si conceptizza…i costi sono assorbibili…quando si arriva alla produzione se poi non si vende sono bagni di sangue….io la reputo una tecnologia costosa, dispendiosa in termini di tempo e materiali e inquinante perchè non risolve il problema ma lo sposta a monte ripeto l’es. già citato in altre discussioni…in italia l’energia elettrica la produciamo principalmente con il gas….allora importa il gas, mandalo in centrale, trasformalo in energia, mettilo su fili per tutta l’italia fino ad arrivare nelle case, carica batterie(inquinanti tanto) sull’auto….non sarebbe meglio caricare direttamente l’auto a gas….anche perchè…se c’è un ingegnere-fisico nel blog vorrei sapere i 30 litri di gpl che metto nel mio serbatoio e che mi permettono con 20 euro di fare 400km in una centrale elettrica quanta corrente creerebbero e di quella creata quanta ne giungerebbe nella mia casa….chi mi può chiarire il quesito, grazie

  • set..

    24 ott 2010 - 18:11 - #8
    4 punti
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    Quello delle batterie impossibili da smaltire è una balla bella e buona…………le batterie al litio sono riciclabili al 95% e lo saranno in centri appositi da ditte specializzate (Nissan e Renault lo hanno dichiarato più volte).
    Per l’ennesima volta, anche calcolando che la corrente sia prodotta da fonti fossili, le centrali sono nettamente più efficienti dei motori delle auto che sono letteralmente delle stufe su 4 ruote, col vantaggio di portare le emissioni all’esterno dei centri abitati dove ci sono già altre fonti di inquinamento (industrie, riscaldamenti), inoltre è possibile molto più facilmente applicare filtri e accorgimenti vari per limitare al minimo le emissioni, comunque se la politica lo vuole (vedi es. Germania!) è possibile sviluppare le fonti rinnovabili (solare, eolico, geotermico, idroelettrico e via dicendo, creando in più molti posti di lavoro) che possono produrre corrente in modo completamente 0 immissioni, in relativamente pochi anni è possibilissimo arrivare al 40-50% del fabbisogno.

  • Profilo di frengoestop

    frengoestop

    24 ott 2010 - 21:52 - #9
    -2 punti
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    …mmmhhhh….guarda,penso che non a caso le case che stanno spingendo di più sul progetto sono le francesi perchè hanno l’energia nucleare, le tedesche si stanno orientando maggiormente sull’ibrido…al di là delle capacità di riciclare o meno,il progetto elettrico lo vedo troppo farraginoso, poco pratico…io ti dico che il gas da autotrazione è poco inquinante, a parte il co2 che le piante trasformano in o2, il monossido è quasi del tutto abbattuto, polveri sottili ed ossidi quasi azzerati, hai a disposizione sempre la doppia alimentazione,quindi è praticissimo…tarzan diceva che la via più semplice è sempre la migliore….in questo caso secondo me aveva ragione!!!

  • Profilo di Japancars

    Japancars

    25 ott 2010 - 00:08 - #10
    1 punto
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    innanzitutto le batterie non inquinano ed i costi sono contenuti perché sono riciclate praticamente al 100%, spesso in industrie dell’indotto del colosso automobilistico (vedi Toyota), secondo, le case che staranno spingendo di più sul progetto potranno pure essere quelle francesi, ma quelle che lo stanno già mettendo in pratica sono quelle giapponesi, quindi l’insinuazione sul nucleare (che poi è più pulito di tutti i combustibili fossili ed è anche molto sicuro con le tecnologie attuali) già è campata in aria…ed alla fine un’auto full electric assolve alla perfezione come autonomia allo scopo per il quale è progettata, ovvero la mobilità all’interno dei centri urbani, dove di certo non è necessaria un’autonomia spropositata.
    E per finire un’auto elettrica ha un costo in termini di manutenzione che rasenta lo zero, sensibilmente inferiore anche ad alcuni propulsori benzina e turbodiesel di ultima generazione, ed infinitamente inferiore ai motori a doppia alimentazione a gas.

  • Profilo di frengoestop

    frengoestop

    25 ott 2010 - 01:44 - #11
    0 punti
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    @japan
    …non ho nulla contro il nucleare, il mio intento non era insinuare ma fare una semplice riflessione…volendo calcolare una sorta di indice sintetico di costo che racchiuda tutto,dall’acquisto alla manutenzione, secondo te quanto costerebbe una city car elettrica rispetto ad una a doppia alimentazione e ad una con alimentzaione tradizionale, prendendo come parametro 10000-20000 e 30000km annui???

  • Profilo di Japancars

    Japancars

    25 ott 2010 - 14:59 - #12
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    quando sarà uscito il tariffario della manutenzione della leaf (o di un’altra elettrica) ti risponderò, così su due piedi ti posso rispondere che il tagliando di una citycar a benzina può costare sui 100/130€ ai 15.000km (olio e filtro), mentre a gas sui 190/230€, un tagliando più dispendioso (anche candele e filtro aria) può salire sui 180€ per una a benzina e fino a 400€ o più per una a gas (ovviamente i miei listini di riferimento sono quelli dei marchi nippocoreani, per le europee non so).
    Ipoteticamente il “tagliando” (che a me sembra più un controllo che un vero e proprio intervento di manutenzione, ma finché non sarà in vendita mi riservo) di una elettrica non ha la necessità di sostituire olio, filtri e candele, quindi penso che possa costare circa una 50ina di euro, praticamente solo il tempo necessario a controllare che sia tutto ok.

  • Profilo di Japancars

    Japancars

    25 ott 2010 - 15:16 - #13
    0 punti
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    poi c’è da calcolare il costo del rifornimento di energia, cosa che non è ancora possibile sapere visto che non ci sono le colonnine della corrente, quindi possiamo solamente parlare dei costi di benzina e gas, e sappiamo che al momento il gas è il carburante più economico.
    Successivamente c’è il discorso consumi, una citycar a benzina è attualmente la scelta migliore, visto che oramai i propulsori di ultima generazione (esempio il K10B 3cil. 12v VVT della Suzuki Alto) raggiungono i 24-25 Km/l, mentre quelli a gas non superano nel migliore dei casi i 18-19, e l’autonomia maggiore data dal bi-fuel sta semplicemente nel fatto che ha un serbatoio supplementare, se anche le auto a benzina avessero un serbatoio extra al posto della ruota di scorta supererebbero ampiamente in autonomia il miglior risultato di quelle a gas, a pari litraggio.
    Ed anche qui attendiamo dati reali sull’autonomia delle elettriche, perché tutti questi conti non si possono fare correttamente finché non sappiamo quanta autonomia ha un’auto in condizioni di guida urbana pur standard, ma reale, e quanto costa il suo rifornimento.
    Di certo per renderla una scelta appetibile visti i costi di acquisto di questi modelli (vedi la Mitsubishi iMiEV che costa minimo 30.000€), costi dell’elettricità ed autonomie devono essere davvero concorrenziali, altrimenti non si ammortizza la spesa.
    E questa del prezzo di acquisto non è una colpa della propulsione elettrica in se, quanto delle politiche di Case e Governi.

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