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Hyundai ha annunciato nei giorni scorsi di avere un obiettivo molto ambizioso per quanto riguarda la Cina: nelle fabbriche che gestisce nel paese, il colosso coreano intende costruire 1.000.000 di auto l’anno a partire dal 2012.
Il traguardo, stando a quanto comunicato dalla casa, verrà raggiunto grazie al completamento e alla piena entrata in funzione del suo terzo stabilimento cinese. L’anno scorso Hyundai aveva annunciato che l’impianto sarebbe diventato operativo a partire dal 2011 e che avrebbe potuto sfornare 300.000 auto l’anno.
Adesso la casa ha corretto al rialzo le sue stime, annunciando che di unità nella nuova fabbrica se ne potranno produrre oltre 400.000 l’anno, permettendo di sfondare quota 1.000.000 l’anno stesso della sua entrata in funzione. Momento di cui è stata posticipata la data, al 2012 appunto. Hyundai non ha reso noto quali modelli produrrà nel suo nuovo stabilimento cinese.
Per la cronaca, la casa intende vendere 670.000 auto in Cina entro fine anno, 100.000 in più rispetto alle 570.000 del 2009. Finora ha registrato 437.000 immatricolazioni, laddove negli USA sono state “solamente” 363.000, sempre nel periodo gennaio-agosto di quest’anno.
Japancars
14 set 2010 - 08:59 - #1egemonizzare un mercato come quello cinese è un obiettivo tanto ambizioso quanto intelligente…diventare il primo o uno dei primi marchi più venduti in cina significa fare soldi a palate.
ligre
14 set 2010 - 10:10 - #2anno 2012: non la fine del mondo ma l’ inizio della sovranità coreana in fatto automobilistico
genga
14 set 2010 - 12:20 - #3http://www.autoblog.it/post/28159/gruppo-volkswagen-il-concorrente-numero-1-non-e-toyota-ma-hyundai
Ferdinand Piëch
14 set 2010 - 17:22 - #4Mi va benissimo questo progetto ambizioso..
Ma quello che spero io è che rimanga solo in Cina questo progetto, perchè se tra la Unione Europea e la Corea del Sud inizia il libero scambio di merci, possiamo dire che automaticamente fallisce FIAT, BMW, Renault, Psa Peugeot Citroen, Daimler e Vag; tra l’elettronica di consumo saremo impestati da LG e Samsung quindi addio Nokia e Philips..
Perchè dobbiamo prendere iniziative con altri visto che l’Unione Europea è stata fondata per unire l’Europa geografica e semplificarne il commercio con la moneta unica..?!?
Io spero che il buon grande Silvio gli sbatta un bel NOO! visto che ormai tutto dipende da lui..
Japancars
14 set 2010 - 17:59 - #5Guarda che in Unione Europea, così come in Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti, esistono già delle leggi “protezioniste” (praticamente già da 30 anni), che limitano il numero di auto che un marchio estero può importare in un anno.
Il problema è un altro, riguardo alla Cina (mi riferisco ai prodotti cinesi e non ai prodotti di fabbriche estere costruiti in cina, che merita un discorso a parte) abbiamo il problema che commerciano (ovviamente con prodotti come auto è più difficile, ma con prodotti come elettronica di consumo già succede) prodotti di qualità infima a prezzi irrisori marchiandoli magari con sigilli CEE contraffatti, perché altrimenti non supererebbero mai gli standard minimi di qualità e sicurezza europei; riguardo a costruttori automobilistici come Hyundai-Kia dobbiamo tenere conto che praticamente il 90% dei loro prodotti commercializzati in Europa sono prodotti in paesi dell’Unione Europea con materiali e manodopera locale, di Coreano ci sono solo gli alti dirigenti, i metodi di produzione e la rigidissima filosofia sui controlli qualità. Questi prodotti quindi agli occhi della legislazione europea sono legittimamente prodotti MADE IN EUROPE, anche se portano un marchio extraeuropeo, e non c’è nessun estremo di legge al quale aggrapparsi per limitarne la produzione/commercializzazione.
In ogni caso voler procedere con politiche iperprotezioniste volte a colpire il marchio, perché di questo si parlerebbe (praticamente una sorta di razzismo xenofobo applicato al settore auto), visto che dal momento che il prodotto è costruito sul suolo europeo con materiali e manodopera europei è legittimamente considerabile come europeo, in questo caso significherebbe semplicemente che i marchi europei NON VOGLIONO offrire ai propri clienti un prodotto di qualità ad un prezzo onesto, come fanno questi competitors asiatici, ed il proibizionismo diventerebbe così l’unica arma che avrebbero per fermare il loro crollo…paura eh?
Se i marchi europei hanno intenzione di diventare competitivi in maniera onesta devono cominciare con un grande bagno di umiltà ed offrire dei prodotti davvero di qualità, dimostrandolo e non a parole, e ad un prezzo onesto che non sia legato al prestigio del blasone.
Ferdinand Piëch
14 set 2010 - 22:11 - #6#5 Che le Kia-Hyundai venissero prodotte nell’UE questo non lo sapevo, pensavo che fossero prodotte in corea e poi importate..
Ma quindi vale lo stesso per Toyota e Honda?
Io spero che il Land Cruiser sia made in JAPAN, è troppo bello quel suv per essere made in europe…
DAMN
15 set 2010 - 00:02 - #7….si, però la macchina in questione è decisamente scaina, anzi scrausa.
DAMN
15 set 2010 - 00:05 - #8@2
Ti vengo a portare i dolcetti se mi lasci l’indirizzo della clinica psichiatrica dove sei stato ricoverato…
Comunque anche no, cioè, c’è anche gente seria al mondo. Tu no, tu stai in clinica per accertamenti.
Japancars
15 set 2010 - 10:37 - #9#6: ormai gli unici marchi che producono interamente ed esclusivamente in Giappone e poi importano in italia sono Lexus, Daihatsu e Subaru, ma visto il fatto che sono dei prodotti molto di nicchia non arrivano mai a dei volumi di vendita tali da risentire delle restrizioni imposte dalla CE.
In Europa Toyota ha i propri stabilimenti in Inghilterra, Francia e Turchia, Honda in Inghilterra, Nissan in Inghilterra, Suzuki in Ungheria, Hyundai in Rep. Ceca e Turchia, Kia in Slovacchia.
Poi ovviamente ci sono i centri di produzione extraeuropei ma anche extranipponici ed extracoreani, e di solito queste case producono in Thailandia ed India.
Mazda è un caso a parte e molto particolare, visto che da quando ha ripreso le redini della propria direzione (relegando Ford ad una posizione di minoranza senza potere decisionale) è tornata a produrre quasi esclusivamente in Giappone (a parte alcuni modelli costruiti in Thailandia ed i modelli costruiti in Colombia, Stati Uniti e Cina ma solo per le esigenze di mercato interno di quei paesi), quindi in questo caso è soggetta ai limiti di importazione.
Ovviamente i “pezzi pregiati” di questi marchi, ovvero principalmente le auto di lusso e sportive (un esempio su tutti, la Nissan GT-R), che si rivolgono ovviamente ad un pubblico limitatissimo, sono prodotti originali Giapponesi (nel caso di Hyundai Coreani o Americani).
Poi però c’è anche da distinguere le diverse modalità di “produzione made in europe”.
Marchi come Toyota o Nissan che sono in tutto o in parte legati a marchi europei, producono alcuni modelli “in comune” con il proprio partner europeo (vedi Aygo con Peugeot 106 e Citroen C1, Nissan Micra e Renault Clio, Nissan Note e Renault Modus…), ed in questi casi possiamo trovarci in situazioni in cui il prodotto (es. Nissan-Renault) non ha del marchio giapponese nient’altro che lo stemmino applicato sulla carrozzeria, mentre il 90% del prodotto è fornito dal partner europeo, situazioni in cui il prodotto (es. Toyota-PSA e Suzuki-Fiat e Suzuki-Opel) ha una base comune come telaio e carrozzeria ma su alcuni modelli il produttore nipponico ha la “quota di maggioranza” (es. 106 e C1 montano un motore Toyota, anche se tutto il resto è PSA, la Fiat 16 e la Opel Agila nelle versioni a benzina sono al 100% Suzuki, il sistema 4×4 della 16 è sempre Suzuki, le Suzuki diesel montano motori, ma solo il motore, Fiat, Renault e PSA), ed infine ci sono situazioni di “aggiramento” delle restrizioni europee (es. Suzuki e Hyundai-Kia), in cui il produttore assembla i propri modelli negli stabilimenti europei, ma il “cuore” dell’auto (motore, elettronica di gestione, trasmissione) sono costruiti, assemblati e testati in Giappone/Corea secondo i loro standard interni e poi inviati in Europa dove vengono montati, praticamente in questo caso di produzione europea rimangono solo i lamierati della carrozzeria, gli interni e la manodopera.
Poi ovviamente ci sono accordi specifici di fornitura della componentistica, ad esempio per l’Europa Hyundai utilizza elettronica Bosch, per gli Stati Uniti Delphi, per la Corea sinceramente non saprei.