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General Motors: negli USA esce un libro sulle settimane precedenti la bancarotta

Pubblicato: 03 set 2010 da Fabio Sciarra

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La rivelazione più clamorosa del libro di Steven Rattner sulle settimane precedenti la bancarotta controllata di General Motors, è la conferma che venne contattato Carlos Ghosn, presidentissimo di Renault-Nissan, per proporgli di mettersi a capo della disastrata azienda. Se il nome Steven Rattner non dice niente a qualcuno, basterà ricordarlo come il famoso “zar dell’auto”, il plenipotenziario cui Barack Obama affidò l’anno scorso le scelte cruciali per il risanamento del settore.

Il libro, che sarà lanciato il 14 ottobre negli Stati Uniti, si intitola “Overhaul: An Insider’s Account of the Obama Administration’s Emergency Rescue of the Auto Industry”, e come detto in apertura, offre uno spaccato davvero interessante sui giorni più neri di Detroit, sul percorso che ha portato ai fallimenti pilotati di General Motors e Chrysler e sulle misure prese per risollevarle.

Il volume promette nuove rivelazioni, alcune delle quali sono state rivelate da una bozza. Nessuno di noi ha saputo fino a oggi (almeno non per certo) ad esempio, che GM ha seriamente preso in considerazione in quel periodo l’eventualità di abbandonare la sua storica sede di Detroit, il Reinassance Center. E che la decisione definitiva è arrivata solo dopo un “passaggio” in Casa Bianca.

GM, per la precisione, presentò in gran segreto un piano per trasferire il quartier general da Detroit al suo Tech Center di Warren, altra località del Michigan, allo scopo di contribuire a tagliare i costi. Fautori più convinti del “trasloco” erano l’allora numero uno del gruppo, Fritz Henderson, e lo stesso Rattner.

Ad opporsi furono numerosi esponenti governativi. Uno dei quali fece cambiare idea a Rattner: “Sei fuori di testa? Pensa a cosa succederebbe a Detroit”, frase pronunciata in seguito ad un accurato studio condotto proprio dalla Casa Bianca. Un’indagine che ebbe come esito proiezioni catastrofiche per la Motown.

Secondo Washington, nel caso di fuga da parte di GM, i prezzi degli immobili a Detroit sarebbero crollati improvvisamente di varie decine di punti percentuali. Uno shock impossibile da sostenere per un mercato immobiliare già a dir poco provato. Altrettanto interessanti i retroscena del corteggiamento a Carlos Ghosn.

Il numero uno del colosso franco-nipponico venne approcciato direttamente dal governo di Washington, ma rifiutò citando le sue responsabilità al vertice di Renault-Nissan. Il vulcanico manager non perse però l’occasione di fare una controproposta al governo USA: una mega-alleanza tra Renault-Nissan e GM, piano che del resto ha ronzato per lungo tempo nella sua mente prima del fallimento del gruppo americano.

Via | LeftLane

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