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“Ci sono solo due parole che […] richiedono di essere pronunciate: una è sì, l’altra è no”. L’ultimatum posto dall’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne ai sindacati si esprime nella richiesta di “garanzie che gli stabilimenti possano funzionare”. Il “’sì’ vuol dire modernizzare la rete produttiva italiana, ‘no’ vuol dire lasciare le cose come stanno” ha spiegato Marchionne, “accettando che il sistema industriale continui a essere inefficiente e inadeguato a produrre utile e quindi a conservare o aumentare i posti di lavoro”. Durante il colloquio con i sindacati organizzato presso la Regione Piemonte in presenza di Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, il manager ha poi confermato il piano d’investimenti ‘Fabbrica Italia’ (“Siamo l’unica azienda ad investire 20 miliardi nel Paese”) e smentito le pessimistiche previsioni relative al futuro di Mirafiori, visto che “la gamma dei prodotti prevista nel piano quinquennale del gruppo è talmente ampia che ci sono altre possibilità a disposizione”. Per questo motivo “il trasferimento in Serbia (della monovolume L0, nda) non danneggia Mirafiori”.
Marchionne si è poi soffermato sul contratto di lavoro dei metalmeccanici, lasciando intendere come il suo annullamento - in concomitanza con l’abbandono di Confindustria - sia un’ipotesi tenuta in considerazione. “Si parla molto della possibilità che Fiat decida la disdetta dalla Confindustria e - ha puntualizzato il manager - quindi dal contratto dei metalmeccanici alla sua scadenza. Sono tutte strade praticabili, di cui si discuterà al nuovo tavolo convocato con il sindacato nazionale”.
Via | Corriere
frank peters
29 lug 2010 - 08:08 - #1Marchionne ha semplicemente ragione. Serve una riforma vera e propria, il sistema italiano viene modernizzato senza si e ma. No ai inciuci.
Quazar
29 lug 2010 - 08:17 - #2marchionne, hai rotto te e i tuoi giochetti da circo. Vai pure in serbia……….e vediamo cosa sarai capace di fare.
Per me quello che racconti si scioglierà come ghiaccio al sole.
PAGLIACCIO
Alligator
29 lug 2010 - 08:33 - #3Marchionne dice solo cose vere e che purtroppo fanno male a tutti coloro i quali si sentono protetti da un sindacato capace solo di proteggere i fannulloni!!!!
Ciston
29 lug 2010 - 08:36 - #4Ci sono due tipi di industriale: il primo, quando il prodotto non va cerca di migliorarlo, il secondo, quando il prodotto non va chiede ai dipendenti di dire si o no.
KKK54
29 lug 2010 - 08:37 - #5Marchionne, pensa solo a far fare auto decenti e competitive (cosa che finora non accade, anche se c’è stato un miglioramento rispetto al passato), cambiando il fornitore plastiche, migliorando gli assemblaggi, investendo su nuovi motori e cambiando il designer Alfa romeo e Lancia.
KKK54
29 lug 2010 - 08:45 - #6Provate ad andare in concessionario a toccare con mano ad esempio la maniglia esterna della portiera posteriore della Giulietta…..Dire che è plasticaccia è farle un complimento.
Per non parlare del pomello in plastica argento della Quadrifoglio verde o del volante……
Manca la qualità, l’attenzione al particolare, tutte cose che al giorno d’oggi fanno le sorti di un marchio.
Basti vedere Audi….grazie alla politica della massima qualità percepibile straccia in molti settori Bmw e Mercedes.
Questi ultimi due sono inferiori ad Audi spesso proprio nel comparto qualità plastiche, assemblaggi.
Anche se certe volte si rifanno nel comparto motoristico e tecnico (aggiungiamoci un design Mercedes che non abbraccia proprio tutti i gusti..).
Ma la gente il più delle volte si ferma al discorso “tattile” e visivo.
Ma la gente
mahhhhhh
29 lug 2010 - 08:52 - #7i ricatti ai sindacati (che sono la reale rovina d’Italia) li dovrebbero fare tutte le aziende, non solo fiat !!
bassplayer
29 lug 2010 - 09:02 - #8Voi che criticate fatevi un mese in fabbrica e poi ne riparliamo.
E’ la solita vecchia storia: stipendio dimezzato o vieni licenziato
Love your car
29 lug 2010 - 09:03 - #9http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201007articoli/57133girata.asp
Marchionne ha pienamente ragione, vi allego le sue motivazioni.
Robyro66
29 lug 2010 - 09:05 - #10il sig. Marchionne ha ragione. Lui deve produrre auto, chi vuole lavorare lavori; chi ha bisogno di ferie, permessi o mutua stia a casa……… (mah?)
Marchionne
29 lug 2010 - 09:09 - #11Prima o poi i sindacati dovranno farsi da parte, o tutto il Paese (non solo la Fiat) andrà a gambe all’aria. Oggi siamo in un mondo altamente competitivo, e le barricate sindacati-fannulloni tipiche degli anni 70 devono sparire. Imparate dai sindacati americani e canadesi, meditate e imparate…
Quazar
29 lug 2010 - 09:16 - #12marchionne cerca solo scuse e sta cercando un martire da sacrificare, per motivare le sue scelte senza rimanere colpito
corvettec6r
29 lug 2010 - 09:40 - #13bla bla bla bla, ancora parole, ancora tempo sprecato, mentre all’Audi nonostante le vendite che sono in lggera flessione rispetto l’anno scorso i dipendenti vengono premiati e lodati (non a caso svolgono un ottimo lavoro con l’assemblaggio), alla PSA hanno l’80% degli stabilimenti a pieno regime, solo la Fiat sta sempre a lamentarsi, dovremmo chiamarla il GIGANTE MALATO, o meglio il MALATO! è da 6-7 anni che vanno piangendo, predicando questi e che palle, intanto i Fiat, Alfa, Lancia hanno una gamma VECCHIA, solo il 10% deli prodotti è stato rinnovato, complimenti…
jinkokamen
29 lug 2010 - 09:41 - #14E’ uno schiavista !! Che se ne Vada con tutto il gruppo Fiat Tranquillamente a produrre in Serbia,Polonia,Burkina Faso Pagando gli operai 400€ al mese facendoli lavorare 12 ore al giorno ,Gli stabilimenti attuali rimangono in Italia di Proprietà dello stato !!! E’ In Italia Vetiamo la Vendita di Auto provenienti dall’ estero Del Gruppo Fiat
Perchè Infangano IL MADE IN ITALY
maleodorante
29 lug 2010 - 09:46 - #15io non capisco…gli operai tedeschi sono molto tutelati, hanno un sindacato fortissimo, guadagnano più di quelli italiani ed alla fine Audi paga un premio di 1400 euro ai lavoratori. Qui in Italia invece si cerca sempre di far pagare gli operai la crisi che c’è.
Marchionne
29 lug 2010 - 10:02 - #16@18:
forse perchè la serietà dei sindacati ed operai tedeschi non è la stessa di quella dei sindacati ed operai italiani. Noi dobbiamo imparare dal sistema produttivo tedesco, ed applicarne le lezioni.
mescal
29 lug 2010 - 10:06 - #17Ho visto un servizio al telegiornale dove hanno intervistato alcuni operai serbi.
Mi hanno fatto davvero pena, perchè i loro volti, i loro occhi, dicevano con sincerità che hanno VOGLIA, hanno BISOGNO, di lavorare.
A buon intenditor poche parole
jinkokamen
29 lug 2010 - 10:13 - #18Si Però per comprarsi il 35% del pacchetto azionario della Chrysler i Soldi li avevano….che strano!!
Marco Messina Denari
29 lug 2010 - 10:37 - #19io sono un dipendente Fiat, lavoro girando Calabria-Sicilia-Sardegna-Basilicata-Puglia andando in tutte le grandi aziende cercando di proporre le nostre auto, e mezzi commerciali! Posso dire che ci sono 2 categorie di colleghi:
1) Quelli che non solo vanno a lavorare quando ne hanno voglia e chiedono stipeni sempre più alti, ma addirittura comprano clio, focus, mini, e astra, certo, non che siano baracche, ma santo cielo, lavori per Fiat ma compra Fiat diavolo;
2) E quelli come me, che non hanno pretese, e fanno il loro lavoro a 1.400 euro al mese più rimborso spese e percentuale sulle vendite che variano da 1 a 5 % a seconda di quanto vendi! Ricordiamoci che l’indotto è in Italia per cui io sono d’accordo con Marchionne, deve andare dove conviene di più, tanto io che il nuovo ulysse lo facciano in Serbia o a Pomigliano non cambia nulla, piuttosto dovrebbero farsi un esame di coscienza molti lavoratori di Pomigliano e fare mea culpa per come si sono comportati negli ultimi anni!
cowabunga
29 lug 2010 - 10:44 - #20Ci sono solo due parole che […] richiedono di essere pronunciate: una è sì, l’altra è no”. L’ultimatum posto dall’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne ai sindacati e politici si esprime nella richiesta di “garanzie che gli stabilimenti possano funzionare semi-gratuitamente”. Il “’sì’ vuol dire far finta di modernizzare la rete produttiva italiana, in realtà far lavorarare gli italiani come i cinesi, ‘no’ vuol dire lasciare le cose come stanno e a me non sbatte nulla perchè comunque me ne vado in Serbia che produco praticamente gratis con dozzine di milioni di incentivi, potevo lasciarvi un paio di vetture prodotte in italia, in “no” ve le produco tutto in Serbia e Kazakistan.”
Marchionne si era dimenticato di dire due cosette, o forse quei cattivoni dei giornali le hanno cancellate…
cowabunga
29 lug 2010 - 10:49 - #21@22
il 20%, comprato non è corretto perchè è stato regalato GRATIS, e con gli aiuti di Obama sulle fabbriche…
La Fiat senza aiuti statali non STA IN PIEDI, non l’avete capito? Prima erano aiuti del governo italiano, adesso che l’Italia è ridotta malissimo non possono più continuare a riempire le loro casse (ci stanno pensando le banche con prestiti che sono il doppio del valore della Fiat), e vanno in Serbia dove lo stato da finanziamenti e sgravi fiscali ENORMI… come è stato per Chrysler, un’azienda messa poco meglio come Opel, non l’avrebbero MAI potuta comprare se non venivano aiutati dallo stato americano - dall’amministrazione Obama.
giaserg
29 lug 2010 - 11:11 - #22La cosa che forse manca nella proposta di marchionne, almeno non l’ho vista, sono lauti premi di produzione per quando le cose vanno bene, come in germania, che nel 2004 da un giorno all’altro gli hanno imposto di lavorare molto di più, ma alla stessa paga, (qua chiede di lavorare solo 2 turni di più, aumentando la paga), ma con premi di produzione molto alti, in caso di successo, e cosi è stato.
Da noi di premi di produzione sembra che se ne diano pochi, quindi è anche capibile che poi gli operai montino i sedili di colore diverso, tanto se lavorano bene non sono premiati e se lavorano a caso, sono comunque intoccabili..
La proposta dei sindacati non c’ènemmeno stata, ma fondamentalmente è invece è lavorare meno, ci paghi di più e se le auto non le vendi, ci paga lo stato, insomma una cosa migliorabile contro una buffonata totale!
fabioo.
29 lug 2010 - 12:08 - #23Io credo a quello che dice Marchionne perchè poi lo mantiene (o almeno quasi sempre…aveva detto che non avrebbe chiuso stabilimenti e ne ha siluraro 1, devastando centinaia di famiglie siciliane). Però lì lo stato adesso potrebbe metterci una pezza, e un competitors furbo potrebbe in collaborazione con la regione Sicilia avvantaggiarsi e scalando le vendite italiane dal sud in sù. C’è un pregetto “Fabbrica Italia” perchè dubitare e dubitare ancora? Andare in Serbia gli conviene, spero solo che paghino più di 200 euro al mese (come adesso) gli operai altrimenti gli “ruberebbero la vita perchè una volta finito di lavorare non avrebbero soldi a sufficienza per viverla neanche serenamente). Là avrà uno stabilimento a conti fatti “quasi” Gratis, e un notevole risparmio per ogni singola auto (in teoria), i valori giusti si vedranno a regìme.
….(Il vero problema è che lo stato italiano non crèa i presupposti per far entrare nuove imprese in Italia…così abbiamo sempre i soliti noti come imprenditori e pochi pochi altri con un saldo negativo..). questo però non lo guada mai nessuno….
Forza Fiat
29 lug 2010 - 12:09 - #24La soluzione dell’enigma sta in questa intervista:
http://www.youtube.com/watch?v=DE09rDsktd4&feature=related
In queste settimane ho sentito parlare di Costituzione, di premi di produzione, e di tante altre cose edificanti assai. Ma non ho sentito la risposta a due domande:
- è vero che lo sciopero di termini era stato fatto in vista della partita della nazionale (link 3:35)…SI O NO??????????????????
- pensate che un comportamento del genere si sia mai visto in Germania in 60 anni….SI O NO??????????????????????
Fino a che non si risponde a queste due domande, ogni discorso è petofònia applicata.
Prima di confrontare i premi di produzione (che, come di ce giustamente Giaserg, quando è giusto, vanno dati - complimenti ad Audi, che è un esempio in questo senso) occorre confrontare l’etica del lavoro in Germania e in Italia.
efalsa
29 lug 2010 - 12:17 - #25per KKK54
nella tua implicita critica alle auto dle gruppo dici “bisogna migliorare gli assemblaggi”… chi assembla le auto in fabbrica? E perhe’ una Fiat 500 prodotta in Polonia e’ assembrata MOLTO meglio di una Grande Punto a Melfi o a Mirafiori? Taccio per carita’ di Patria degli assemblaggi di Pomigliano… per me il concetto e’ semplice: l’operaio che lavora nello stabilimento ACQUIESTEREBBE UNA VETTURA CHE ESCE DA QUELLO STESS STABILIMENTO? Se la risposta e’ no, vuol dire che qualcosa non torna…
Robyro66
29 lug 2010 - 12:49 - #26dell’ URANIO lasciato nei territori serbi durante la guerra …. non ne parliamo ???!?!? non si parla di qualche bomba inesplosa che si scopre ancora oggi in italia dalla guerra del ‘45 ….. qui si parla di terreni CONTAMINATI.
Motor_Style
29 lug 2010 - 13:00 - #27Non sono un operaio e non ho parenti operai, per cui non mi frega nulla…Preferisco auto fatte in paesi sudamericani o asiatici e che costino meno. Ringraziamo i sindacati se ci dobbiamo svenare pure per una panda.
ics75
29 lug 2010 - 13:30 - #28#34 adesso non te ne frega nulla ma quando nel prossimo futuro le condizioni di lavoro cinesi saranno importate in Italia anche tu vivrai peggio.
Motor_Style
29 lug 2010 - 14:43 - #29#35 Semmai le condizioni di lavoro italiane (operai strapagati e fanc.azzisti) saranno importate nei paesi sudamericani e asiatici, ed allora trasferiremo le fabbriche in Africa.
sbrango
29 lug 2010 - 15:09 - #30A me basta una “SI” ad Alfa/Vw.
Il resto non me ne puo’ fregare di meno.
per caso
29 lug 2010 - 17:48 - #31Cari Italiani imparate a ragionare secondo una corretta logica di causa - effetto, imparate a scegliere, a votare, a accettare le conseguenze delle vostre azioni.
1 i lavoratori , come gli esseri umani, sono tutti uguali; chissenefrega della nazionalità. Conta solo il merito. Sono contento per i serbi, che si vede hanno più bisogno e rompono meno i cojoni degli italiani
2 se tutte le aziende scappano dall’Italia, il problema è dell’Italia che è obsoleta, corrotta, perdente; la colpa è della politica, dei sindacati, non delle aziende che anzi devono perseguire i loro interessi e competere al meglio.
Marchionne primo e unico nel panorama Italiano sta cambiando la rotta dell’azienda: libero mercato e non aiuti, poca demagogia e molto realismo per competere con le proprie forze nel lungo periodo.
Veramente un grande uomo in grado di dare una scossa al sistema che la nostra classe politica non è in grado di dare; un esempio per tutti in Italia, di cui ne sentiremo i benefici per anni in futuro.
alex_alex_alex
29 lug 2010 - 18:34 - #32Ore 19.00 a casa Alex. Il telegiornale riprende la notizia dell’ultimatum di Marchionne. Mio padre, ex dipendente Fiat, boffonchia che è preoccupato per la fine che potrebbero fare i dipendenti; si domanda cosa faranno se la Fiat sposterà la produzione in Serbia, anche loro hanno diritto a lavorare. Io rispondo che il diritto al lavoro non lo garantisce la Fiat ma lo Stato, quindi tutti Noi. E lo facciamo dando un lavoro a chi lo merita. Noi e la Fiat dovremmo porci il problema di come sfruttare al massimo le nostre capacità per competere sul mercato, non per garantire un lavoro a chi non ha voglia di farlo.
E credo che sia proprio qui il punto chiave: molti dipendenti Fiat sono persone volenterose e capaci e non credo che Marchionne non le vorrebbe nelle sue fabbriche; il problema è che in mezzo a loro ci sono anche molti fannulloni. Il loro diritto a lavorare è a discapito dei lavoratori onesti?
tkmatt
29 lug 2010 - 18:44 - #33Io lavoro in ferrovia e il sindacato negli ultimi 20 anni ha fatto fondamentalmente 3 cose:
1) rendere tutti i dipendenti uguali, fannulloni e persone capaci
2) azzerare la professionalità
3) difendere le cose indifendibili perdendo di vista i veri problemi
il risultato? I fannulloni prosperano e chi si sbatte riceve solo frustrazione andando, alla lunga, a trasformarsi in una persona piena di malumore
Tutto ciò genere effetti nefasti
Quindi ben vengano questi manager che tirano il collo ai dipendenti
jinkokamenahoo.it
30 lug 2010 - 11:08 - #34Essere un Lavoratore non vuoldire essere skiavo !!!
IL Datore di lavoro non compra la vita del dipendente Chiaro !!!
L'Italiano
30 lug 2010 - 14:22 - #35Qui tutti avete scritto di diritti e nessuno di doveri.
Il dovere del Dott. Marchionne è di rendere competitiva un’azienda che non lo è ancora del tutto e permettere a chi ci lavora di fare progetti a lungo termine.
Il dovere di chi ci lavora è di far si che questo possa diventare non un dovere ma un diritto: la Fiat è un valore, ne crea e permette ad altri di crearne.