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Cambio di direzione epocale in vista per Lotus: giorni fa la casa inglese ha lanciato un’enigmatica immagine accompagnandola al claim “The Dawn of a New Era”, in riferimento ad una novità in programma per il Salone di Parigi di ottobre. E oggi iniziano a spuntare le prime indiscrezioni su ciò che si nasconde dietro all’annuncio.
Il costruttore si starebbe preparando ad un allontanamento dalle sportivissime Elise ed Exige, auto senza compromessi, per avvicinarsi al settore delle granturismo, modelli del calibro delle supercar prodotte da Ferrari, Aston Martin o Porsche.
Le Lotus del futuro saranno dunque meno essenziali e radicali delle attuali: la casa di Hethel attraverserà un vero e proprio processo di upmarketing, che la porterà a realizzare sportive più costose, tecnologiche e meglio rifinite. Questo però non vorrà dire che Elise ed Exige spariranno, almeno non nei prossimi anni.
A rivelare la nuova strategia è stata la casa malese Proton, che possiede Lotus dall’ormai lontano 1996: gli asiatici sono stufi dei magri risultati della controllata, che non ha mai ottenuto un profitto nel corso di questi 14 anni, e si sono dati l’obiettivo di raggiungere i ricavi entro il 2015.
Proton ha anche rivelato il nuovo motto della casa: “Tomorrow’s luxury sports car, today”. Il cuore della futura gamma ispirata a questo nuovo imperativo, si troverà nella fascia di prezzo tra i 100.000 ed i 130.000 euro, e i modelli che verranno faranno sfoggio di tutta una serie di innovazioni tecnologiche.
Arriveranno un cambio sette marce a doppia frizione, appendici aerodinamiche attive, assetti regolabili elettronicamente, nonché carburanti alternativi, motorizzazioni ibride ed EREV. Dal punto di vista commerciale, l’obiettivo è quello di portare entro il 2015 gli attuali volumi da 2000-2500 auto l’anno fino a 6000-8000, ampliando contestualmente il raggio d’azione da 30 a 55 paesi.
Tutto qui? Ma quando mai: questi ambiziosi obiettivi di crescita dovranno essere supportati da qualcosa in grado di fare grandi volumi: ecco allora che la casa produrrà anche una piccola, che condividerà motori e piattaforma con la derivata di serie della Proton Emas, concept disegnata da Giugiaro e presentata al Salone di Ginevra lo scorso marzo.
Se state pensando all’Aston Martin Cygnet avete colto nel segno: come è in quel caso, anche la variante Lotus della Proton si farà notare per finiture di un livello decisamente superiore dal modello da cui deriva. Per riuscire in una simile rivoluzione, la casa, come spiegato oggi dalla Proton in Malesia, si affiderà alle capacità dei tanti manager internazionali “reclutati” nei mesi scorsi, in una campagna di shopping che sembrava non avere fine. E che deve essere costata un sacco di soldi agli asiatici…
Via | Autocar
filippo88
23 giu 2010 - 17:27 - #1O mio Dio! Ma cos’hanno in mente? Non era questa la filosofia Lotus.. =(
ste1234
23 giu 2010 - 17:28 - #2Potrebbero rifare la Esprit V8.
kire
23 giu 2010 - 17:31 - #3Basta che non facciano SUV e menate varie…
Per il resto ben venga fare concorrenza a Lamborghini, Ferrari, Porsche e AstonMartin.
iogfhgfhdgfhdf
23 giu 2010 - 17:33 - #4meglio, via libera alla piccola Abarth!!
jag-green
23 giu 2010 - 17:38 - #5Non hanno avuto profitti con le sportive dure e pure, invece è facile con le Gran Turismo alto di gamma… poverini.
TheItalianStyle
23 giu 2010 - 17:39 - #6Ecco come morirà la Lotus. Che peccato, le Lotus avevano il loro fascino proprio per la loro filosofia di costruzione
masamune
23 giu 2010 - 17:44 - #7era da un anno che si sapeva del riposizionamento verso l’alto
fede231
23 giu 2010 - 17:45 - #8Ben venga l’erede della Esprit..ma per il resto
purtroppo hanno in mente come tutte le case automobilistiche, di vendere il più possibile facendo ancora sull’illustre nome per rifilarci auto soltanto lontanamente sportive. Non dobbiamo scandalizzarci, il passato è stato anche per Lotus più romantico e leggendario, ma oggi sopravvivere solo con Elise ed Exige ed Evora è impossibile, quanti se le possono permettere e quanti sono disposti ad averle come unica auto?
Vedremo, ormai non c’è limite alle trovate del marketing (vedi Aston Martin Cygnet!)
John Galt
23 giu 2010 - 17:49 - #9Fanno bene, sono un marchio “maturo” ormai e stanno investendo molto su tecnologia e qualità.
Prevedo un futuro roseo.
turinos
23 giu 2010 - 18:03 - #10Possono anche cambiare target, ma i modelli più estremi devono rimanere a listino. Non mi sembra sensato abbandonare la vecchia filosofia visto che sta alla base del marchio stesso. Non vedo dove sia il problema di avere una gamma in cui convivono i soliti modelli essenziali con altri meno specialistici..
a_lex
23 giu 2010 - 18:04 - #11è un pò difficile cominciare ora ad attaccare posizioni alte. Tutte le case automobilistiche moderne, quelle di altissima fascia, sono tali per la loro storia, per le ricerche che hanno fatto, per il bran appeal che hanno. Per una nuova casa, sfondare in questa fascia di mercato è estremamente difficile, ma sopratutto ci vogliono moltissimi soldi, non so quanti la proton ne possa mettere a disposizione, ma sicuramente ci vorra un sacco di tempo prima che vi sia un ritorno economico
sandroevoluzione
23 giu 2010 - 18:05 - #12e anche la lotus è finita, l’unica che era riuscita a mantenere la proprio filosofia aldilà del puro markenting!
Nonhovogliadiautenticarmi
23 giu 2010 - 18:07 - #13@4
Ah perchè le abarth fanno concorrenza a lotus… si nei tuoi sogni..
bellizzironico
23 giu 2010 - 18:24 - #14E daje. Ancora sempre di più verso il lusso. L’automobile solamente sportiva non sembra avere più mercato. Quello che conta e vince e l’esibizione del quattrino.
paoloz
23 giu 2010 - 18:26 - #15LOTUS: Lots Of Troubles Usually Serius
kire
23 giu 2010 - 18:26 - #16@ 11
” Tutte le case automobilistiche moderne, quelle di altissima fascia, sono tali per la loro storia, per le ricerche che hanno fatto, per il bran appeal che hanno.”
Ecco la conferma che il blog è infestato dai ragazzini.
Mi mancava solo sentire che LOTUS non ha storia e bla bla bla…
No ma davvero le persone prima di postare minkiate leggono quello che scrivono???
kire
23 giu 2010 - 18:29 - #17@ 15
Vai a giocare con le tue Fix It Again, Tony.
christian90
23 giu 2010 - 18:35 - #18attendiamoci roba di aston cygnet-_-
lordmarkus
23 giu 2010 - 18:44 - #19Dopotutto la Lotus non ha sempre e solo fatto sportive dure e pure: vedi le varie Excel, Elite 2a serie… perfino la Esprit era piuttosto borghesotta, quindi non ci vedo nulla di male…
L’importante è che non perdano i faro facendo porcate, e che continuino a produrre sportive pure simil-Elise…
corvettec6r
23 giu 2010 - 18:45 - #20difficile, troppi piani “costosi” secondo me alla base della gamma rimarranno le Elise e Exige magari più tecologiche e comode ma sempre leggere e dal peso basso, senza dimenticare che Lotus sta puntando molto sulla tecnologia elettica e quella COSTA, anche una Elise elettrica potrebbe superare la soglia dei 150 mila euro e se avrà successo l’elettrico sportivo di Lotus è nromale che il prezzo medio della gamma sarà più elevato… senza dimetnicare che a breve è prevista la nuova Esprit con motori Lexus quindi una GT molto costosa!
giaserg
23 giu 2010 - 19:00 - #2116 certo che c’è l’ha, ok la esprit, anzi magari, ma se si mettono a fare cygnet su base proton o gran turismo..per poi smettere di fare le dure e pure,
la sua storia va anche a put ta ne
giaserg
23 giu 2010 - 19:04 - #2220 l’elettrico Lotus, non avrà successo. Nessuno vuole una sportiva più pesante e senza rumore, soprattutto nel caso di una elise.
Ed il settore delle gran turismo da 100-130k è uno dei più aguerriti del mercato, significa che è il più produttivo, non è una brutta idea questa.
La esprit, di certo non era un giocattolo da pista, era più sfruttabile, ma gran turismo tipo maserati BMW mercedes, no
Skaramakaj
23 giu 2010 - 19:15 - #23si ma per fare questo avranno bisogno di appoggiarsi a qualche costruttore “generalista” per approviggionarsi di componenti per ammortizzare i prezzi,…. non penso che proton abbia chissà quale potenziale in merito……anche perchè quello che hanno preventivato non mi pare cosa da poco….anzi, già non sarebbe una “passeggiata” neanche per big…….vedremo…
alfa_33
23 giu 2010 - 19:39 - #24non ci resta che catheram
jef
23 giu 2010 - 19:44 - #25Non aver profitti vendendo 4 estrusi d’alluminio con un motore 1.8 a 40.000 euro vuol dire che finanziariamente non ci sanno propio fare.
Sanno anche i sassi che sta per essere annunciata la nuova Esprit, che vedo propio in diretta concorrenza alla nuova McLaren
Vessant
23 giu 2010 - 20:21 - #26Una nuova Lotus Esprit è necessaria e attesissima.Lotus non poteva rimanere a produrre solo delle ottime e divertenti auto da track day.
1910-2010 (onlyalfa)
23 giu 2010 - 20:45 - #27se fanno pure loro i suv…….addio mondo
Baronaccio
23 giu 2010 - 21:16 - #28Una casa che corre in f1 può fare tutto
ninuccio
23 giu 2010 - 21:49 - #29Che tristezza!!! In Lotus ci mancavano gli ex-geni della Ferrari per cercare di snaturare l’ennesimo marchio storico e portarlo fuori dal suo naturale bacino. Per fortuna i corsi e ricorsi storici porteranno alla crisi delle iper-auto, e allora si ricomincerà a giocare con le autopedale, molti marchi moriranno e ci sarà spazio per razionalizzare.
Miccare
23 giu 2010 - 22:24 - #30Un marchio grande, con la filosofia della vera sportiva, che se ne va, speriamo almeno che non rinuncino a certi tipi di vetture, la Elise e la Exige sono vere sportive, l’ essenziale a bordo, l’ agilità di un go-kart.
Gionny1701
23 giu 2010 - 22:58 - #31Beh, la Esprit è sempre stata intesa come una GT, quindi non ci vedo nulla di male nel fare ANCHE sportive di alta gamma.
Il pericolo piuttosto è che per i malesi la Lotus è lontana sia nei luoghi sia nella tradizione e non la capiscono, di conseguenza il rischio di snaturare il marchio è alto.
Ricordiamoci inoltre che in 15 anni di gestione non hanno sganciato un soldo per progettare auto nuove e solo quest’anno è uscita la Evora e adesso si lamentano che non ci sono utili!
Piuttosto dovrebbero ringraziare di ancora sul mercato con una macchina la cui progettazione è partita nel lontano ‘93, altri marchi che hanno fatto politiche simili (costretti o meno dalle condizioni finanziarie) sono falliti miseramente.
malkariss
24 giu 2010 - 00:54 - #32R.I.P. Lotus
Quando la gente inetta (e senza storia motoristica alle spalle) arriva a possedere case con una storia alle spalle succedono sempre delle schifezze che vanno a far benedire il marchio, svendendolo e prostituendolo alla moda del tempo (guardate gli Indiani cosa han fatto con Jaguar…)
MatG
24 giu 2010 - 11:10 - #33Cos’han fatto gli indiani con Jaguar???
In famiglia abbiamo l’ultima xkr conv ed è ancora molto Jaguar
Elise forever
24 giu 2010 - 12:13 - #34Nooo… vi prego non affossate la spirito che da sempre rappresenta Lotus sotto quintali di lamiera, pelle, poltrone imbottite, inutili gadget tecnologici, motori da 500 cv… non fatelo, non rendete questo glorioso e unico marchio uno dei tanti: il grande Colin Chapman si rivolterà nella tomba, ricordate :”To add speed, add lightness”.
Infradito
24 giu 2010 - 12:33 - #35Le auto dure e pure sono di grande fascino…
Peccato che piacciano a tutti ma che quasi nessuno le compri, sicchè quando un’azienda deve far contenti gli azionisti ecco che si cerca l’alternativa…
Che dire… la solita ciclicità: tra vent’anni forse ci troveremo qui a parlare di Lotus che torna alle auto dure e pure con la strategia di differenziarsi perchè il mercato delle GT è troppo competitivo..
Scommettiamo un birrino? Piccola s’intende…
andyf15
25 giu 2010 - 12:40 - #36Mi sta bene per le gran turismo, le hanno già fatte, non è una tragedia. Basta soltanto che non smettano di produrre Elise ed Exige e che non tradiscano mai la filosofia vincente di Chapman.
“Una macchina potente va veloce solo in rettilineo.
Una macchina leggera va veloce dappertutto.”
E bastona auto come Ferrari e Porsche…