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Toyota, Nissan, Mitsubishi,Fuji Heavy Industries e Tokyo Electric Power Company (Tepco) si sono riunite nella CHAdeMO Association, che ha come scopo la realizzazione di infrastrutture per la diffusione in massa delle auto elettriche a livello mondiale. La nuova società si occuperà quindi della realizzazione ed installazione di colonne pubbliche di ricarica rapida e della standardizzazione di tutte le procedure.
Saranno inoltre offerti servizi di vario genere legati al settore delle auto ibride plug-in e di quelle totalmente elettriche. Il nome CHAdeMO indica un nuovo standard per le procedure di ricarica veloce e deriva dall’espressione “CHArge de MOve”, ricarica per il movimento, e dalla frase giapponese “O cha demo ikaga desuka”, traducibile in “prendiamo un tè durante la ricarica”. Oltre 150 aziende internazionali hanno mostrato interesse ad entrare nel progetto, sia dal settore produttivo che da quello dei servizi e dell’energia.
dumarest
15 mar 2010 - 20:42 - #1Accidenti, i giapponesi fanno sul serio!
Mancano alcune case, ma quelle che ci sono costituiscono un abella massa, considerando anche che dietro a Nissan c’è la Renault.
Vedremo se questa unione d’imprese sarà davvero in grado di cambiare il nostro modo di muoverci, ma le premesse sono buone.
duetto
15 mar 2010 - 20:44 - #2Sarebbero meglio se usassero i soldi per migliorare le auto attuali, soprattutto in tema di sicurezza!!
goryblister
15 mar 2010 - 20:55 - #3Hanno un know-how tecnologico molto avanti: sono jappo!!
Questo consorzio partorirà per questo idee veramente innovative, è questione di tempo.
rs6-avant
15 mar 2010 - 21:26 - #4speriamo gli diamo aspetti graziosi , quelle attuali e quelle in foto fanno caccare …
Giulio85
15 mar 2010 - 21:36 - #5E’ tipico delle imprese giapponesi riunirsi tra loro per aumentare il know-how… ed è proprio uno dei loro punti di forza.
marcopagni73
15 mar 2010 - 21:51 - #6La Nissan è della Renault e i loro prodotti ze non sono male
elanslh2
15 mar 2010 - 22:04 - #7Non mi stupisce, i giapponesi ci sono arrivati per primi. Ho sempre pensato che gli EV non potranno mai decollare se non si affrontano anche i problemi di sovrastrutture, cioè soprattutto i punti di ricarica pubblici e la loro standardizzazione. In occidente mi pare che finora ogni costruttore si è mosso per conto suo, senza pensare a sinergie. Speriamo che adesso traggano in utile insegnamento.
Carolus27
15 mar 2010 - 22:19 - #8la fuji è proprietaria di subaru che in giappone ha venduto una flotta di vetture elettriche alla compagnia che gestisce la rete elettrica nazionale
simtopia23
15 mar 2010 - 23:31 - #9#2
ti ricordo che l’auto più sicura secondo i testi euroncap è il nissan qashqai.
#6
si però le tecnologie sono made in Nissan, la gamma renault è stata fatta solo dopo che nissan ha elaborato la gamma zero emissions inaugurando vari stabilimenti in oriente(di recente anche un nuovo studio design) e solo dopo aver completato i test sulla Leaf e sulla Denki Cube, renault in cambio gli offre i motori adatti al mercato europeo(anche se la nuova micra monta i nuovi 1.2 Nissan che verranno montati anche sulla clio) e penso anche una rete di vendita in comune ma per il resto sono abbastanza indipendenti anche se io credo che Ghosn stia sfruttando troppo la Nissan per potenziare Renault però bisogna dire che il lavoro di risanamento è stato efficace e il salone di ginevra di quest’anno lo dimostra(con una gamma di ben 10 modelli nuovi).
daldino
16 mar 2010 - 00:31 - #10ma che imparino a fare vetture sicure e che frenino al posto di pensare alle auto elettriche…
max-dobber
16 mar 2010 - 00:56 - #11Casi di Prius impazzite: UNA BUFALA! Smascherato dall’NHTSA il tipo in California che ora non solo rischia un procedimento penale ma anche richieste di risarcimento danni da parte di ogni proprietario di Toyota negli USA (e sono moltissimi) per aver fatto correre il rischio di un deprezzamento al modello in questione. Tra l’altro si e’scoperto che Jim Sikes era in guai economici e aveva chiesto a Toyota una Lexus LS nuova zecca per mettere a tacere la vicenda! E ora come si puo’facilmente immaginare,anche quel caso in norvegia e’stato frutto di un mitomane, come tutti gli altri a seguire (spero non ce ne saranno). Cari poppantelli di autoblog, iniziate a chiedere umilmente scusa.
zanzara atomica
16 mar 2010 - 01:59 - #12#11 infatti siamo noi “poppantelli” che abbiamo messo 342 mila articoli sulla toyota p+ alcuni commenti assurdi che trasudavano sciovinismo francese da tutti i pori….
io,me
16 mar 2010 - 02:28 - #13“E’ tipico delle imprese giapponesi riunirsi tra loro per aumentare il know-how… ed è proprio uno dei loro punti di forza.”
ma è anche il loro punto debole, perchè si rischia un processo di standardizzazione troppo esteso tra le aziende con conseguente appiattimento sostanziale dell’offerta che presenta sempre le stesse caratteristiche anche se presentate in modo diverso.
Il concetto di cooperazione, credo sia giusto, ma può essere applicato solo in alcuni settori, esempio le cooperative agricole, la grande distribuzione, le energie rinnovabili, la gestione degli acquedotti,poi ci sono dei casi interessanti come questo http://vimeo.com/8072819
ma in generale nell’industria pesante e nella fattispecie nella industria dell’auto il discorso è diverso.
io,me
16 mar 2010 - 04:36 - #14in merito al discorso di questa associazione x La realizzazione ed installazione di colonne pubbliche di ricarica rapida e della standardizzazione di tutte le procedure.ecc. sembra una buona idea.
Japancars
16 mar 2010 - 15:11 - #15come da 20 anni a questa parte i jappi si dimostrano molto più avanti degli altri…