Al salone di Ginevra, l’università King Saud di Riyād, in Arabia Saudita, la filiale italiana del gruppo Magna Steyr ed il sabaudo Studiotorino hanno presentato il fuoristrada Gazal 1, SUV dal sangue meticcio realizzato sulla medesima base meccanica del Mercedes Classe G a passo lungo. La globalizzazione del design automobilistico, insomma, lega eterogenee realtà in curiosi ed interraziali ménage, soppesati secondo le rispettive capacità industriali.
L’università araba ha così fornito il sostegno principale attraverso i 55 studenti del corso laurea in Ingegneria dell’Autoveicolo, e svolto le opportune indagini di mercato nell’area mediorientale per saggiare i gusti dell’eventuale clientela. La fase di ingegnerizzazione e sviluppo dei modelli matematici è stata poi affidata a Magna Steyr che ha realizzato l’esemplare unico seguendo i modelli di stile realizzati da Studiotorino.
L’atelier ha potuto tratteggiare le linee definitive con estrema libertà, dovendo solo rispettare alcuni vincoli di natura tecnica: passo e carreggiata, posizione di radiatore, motore e serbatoio, sviluppo del montante A sono indicati come gli unici punti di raccordo con la Classe G. Studiotorino si è affidata al designer australiano Peter Arcadipane, mentre la grafica dell’ambientazione è stata realizzata da Pietro Mume e Davide Perrone, studenti dello IAAD di Torino. Un primo modello marciante della Gazal 1 verrà realizzato entro la fine dell’anno.
sacco
09 mar 2010 - 00:05 - #1Vista a Ginevra domenica. Definirla brutta è riduttivo.
Nico il Fico
09 mar 2010 - 00:06 - #2Che GAZOL’è??
carlo-ciao-
09 mar 2010 - 00:07 - #3sa propio di arabo,sembra un cammello!
erikdesmolover
09 mar 2010 - 00:18 - #4tutti a giudicare, ma loro fanno quello che deve vendere la. Nel loro paese può darsi che una linea del genere sia gradita.
davide192
09 mar 2010 - 01:02 - #5Tutta sta gente al lavoro ha prodotto questo aborto?
#4 il buon gusto, per quanto quello arabo sia un po’ barocco, esiste comunque anche là.
rs m abt
09 mar 2010 - 01:56 - #6Bella…bella me.da
rav
09 mar 2010 - 02:27 - #7Come abbiamo fatto a vivere senza fino adesso? Non so proprio spiegarmelo… per fortuna che adesso l’hanno fatta e mi sento già più realizzato! ahahahah che schifezza! Sembra un incrocio fra un Toyota FJ Cruiser (di dubbia bellezza) e una Mahindra Goa (di molto dubbia bellezza) Complimenti.. hanno preso gli spunti giusti!
fanatico
09 mar 2010 - 04:46 - #8tutti a parlarna male ma perchè non provate voi a farla???
e poi vediamo che porcata esce fuori!!
M.s.m.
09 mar 2010 - 08:21 - #9Ma nella vostra vita non avete niente di meglio da fare che sparare commenti deprimenti a raffica!?
Si tratta di uno studio che ha anche coinvolto una università dalla quale in futuro potrebbero nascere nuovi talenti che studiano e agiscono anzichè perdere il loro tempo nei blog.
Per quanto riguarda il modello in esame, i cerchioni sono di un diametro ridicolmente eccessivo per questo genere di vettura.
diamante-vrx
09 mar 2010 - 09:45 - #10@9 : ben detto !! questi ragazzini sono capaci solo di giudicare tutto in negativo se non altro perchè sono rosi dall’invidia nel vedere su questo blog tutte queste top car che non potranno mai permettersi e quindi non possono essere obiettivi (e neppure lo vogliono)
danyele-world
09 mar 2010 - 09:53 - #11x Diamante-vrx: se devo essere obiettivo… se proprio devo scelgo la Classe M, non l’auto di Ken! :-D
Onestamente, a livello stilistico siamo appena sopra il livello delle SsangYong, il che è tutto dire…
Superpunk
09 mar 2010 - 10:25 - #12C’era bisogno di coinvolgere università e designer per fare una copia (orrenda…) di un mercedes classe G?Se la G è in produzione dal 76 fino ad oggi significa che va bene così com’è.E’ uno studio assolutamente inutile. Invece di coinvolgere studenti su progetti attuali come auto ibride o a idrogeno propongo queste robe…..
È da vedere dal vivo
09 mar 2010 - 12:30 - #13TERRIFICANTE, dal vivo ancora più orrida.
Ma con tutti i soldi che hanno, sviluppare qualcosa di un po’ più innovativo? Anche volendo fare un suv, non pretendo un’ibrida, visto che a loro la benza costa zero.
È proprio la misura dell’arretratezza culturale di questa università, capace solo di far correre studiotorino e Magna a preparare il prototipo che, putacaso, sarà servito a far giocare qualche facoltoso discendente della famiglia reale…
Pensate solo a che cosa gli sarà costato lo stand a Ginevra!
dede85
09 mar 2010 - 16:35 - #14Il punto non è tanto sulla bellezza estetica o meno. Il mondo stilistico avanza per tentativi, non serve a niente denigrare il lavoro altrui con critiche inutili; al limite un consiglio costruttivo non guasterebbe, è questo lo scopo di un sito come autoblog. Sinceramente sono un car designer e vorrei presentare qualche progetto, ma rischio la lapidazione da persone arrabbiate con il mondo che si sfogano sul sognatore di turno…..
Alla larga!
09 mar 2010 - 17:01 - #15No, per favore. Come si fa a dare consigli costruttivi a chi, nel 2010, imposta il frontale su una mascherina di quel peso visivo? E vogliamo parlare del barocchismo, stile tuner delle X6, della fascia inferiore? O piuttosto dell’espediente dei passaruota sporgenti? O ancora del portellone posteriore Oldsmobile-like?
Concordo con @13, mancano i fondamentali di una ricerca di base dei fondamentali del veicoli. Se dobbiamo pensare che si avanzi per tentativi, del che oggi ho molti dubbi, è un tentativo che andava scartato a monte e denota la pochezza dell’istituzione presso cui è stato sviluppato. Chi ha visto a Ginevra il prototipo Ied per Tesla ha la misura del differenziale tra i due progetti e la cultura del design che li permea.
eleuterio
09 mar 2010 - 21:11 - #16se questi studiano design,un po’ di ripasso non guasterebbe….
antonioital
09 mar 2010 - 21:28 - #17#2 .. HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAAAAA !!!!!!!!!
+10 con LODE :DDDDDDD
DavidePerrone
10 mar 2010 - 01:39 - #18Salve, sono uno dei 2 ragazzi che ha avuto il compito di lavorare sul prototipo in questione.
Lo stile è sicuramente controtendenza alle mode del momento e per altro, era prorpio nello spirito del progetto…
Il designer Peter Arcadipane ha creato prototipi del calibro di mercedes slk e dei fuoristrada più famosi in mercedes per più di dieci anni.
A noi è toccato il merito delle illustrazioni che non sono presenti tra le immaginini.
Vorrei cmq porvi solo il nostro punto di vista da studenti di trasportatioin design.
Il progetto in questione ci ha dato la possibilità di poter lavorare su di un veicolo nato da schizzi e bozzetti, l’arduo compito di rappresentare al meglio le diverse proposte dateci in esame e la fortuna di essere migliorati tanto da un punto di vista lavorativo e scolastico.
La fortuna poi di aver conosciuto tanti esponenti importanti nel mondo del design non ha prezzo e, malgrado a poco più di vent’anni siamo al 4° stage e con varie collaborazioni vi assicuro che l’emozione di vedere un oggetto sul quale hai lavorato come matti notte e giorno, sul quale sono state apportate 1000 modifiche, sul quale gravava l’importante compito di mettere d’accordo 2 Paesi con culture e religioni profondamente diverse non ha prezzo.
L’emozione che si prova quando ti si apre una porta e tu vedi prima tanto clay, poi un grezzo e la volta dopo un modello che E’ DAVVERO COME TU LO HAI IMMAGINATO quando ti hanno dato i primi bozzetti, al di là dei gusti personali, non ha prezzo.
Ho 22 anni, quest’anno avrò la tesi, ma sono contento di questa grande occasione che mi / ci è stata data dalla scuola e dall’ Azienda Studiotorino.
E ps:
RK COUPè sulla strada non corre, VOLA! :D
Alla larga!
10 mar 2010 - 09:00 - #19@18 Apprezzo la sincerità. Ma chiarezza per chiarezza, la scelta di Arcadipane che vi avrebbe indirizzati più che in controtendenza risulta banale, visto che ripete stereotipi oggi ampiamente applicati a grandi suv e beline di lusso Mercedes e Bmw.
E stupisce che degli studenti di transportation design non se ne rendano conto: avete mai provato a entrare in un autosalone e guardare da vicino una Classe E o una X6?
Sempre con franchezza: da chi spende cifre galattiche come i signori che si presentano come capofila del progetto, tanto da affittare uno stand a Ginevra, il pubblico specializzato si aspetta ben altro che la - sacrosanta - soddisfazione di uno studente che ha completato il suo studio lavorandoci come un matto.
I saloni - come hanno dimostrato i colleghi-concorrenti dello Ied con il prototipo EYE - non sono una passerella di tesine di fine corso, ma rappresentano un momento importante di confronto col pubblico. Che impietosamente giudica.