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Fiat: "Nessun altro stabilimento è in pericolo" secondo Marchionne

Pubblicato: 10 feb 2010 da Fabio Sciarra

Sergio Marchionne - Saab

L’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne è tornato oggi sul nodo delle fabbriche italiane del Gruppo, annunciando che oltre a Termini Imerese, impianto destinato a chiudere a fine 2011, “nessun’altra fabbrica è a rischio”. L’intervento odierno di Marchionne all’Unione Industriale di Torino è poi proseguito con un commento sulla vicenda degli incentivi.

In riferimento alle dichiarazioni rilasciate ieri dal Ministro Scajola (”gli incentivi 2010 saranno riservati a settori diversi dall’auto”), Marchionne ha affermato che “la scelta di non rinnovarli è stata concordata con il Governo”. L’ad tuttavia, non ha nascosto che la decisione comporterà inevitabilmente delle conseguenze negative nel corso del 2010: “Senza incentivi venderemo 350.000 auto in meno in Italia”, ha concluso Marchionne.

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Commenti dei lettori

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  • Claus2

    11 feb 2010 - 01:25 - #51
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    “Nessun altro stabilimento è in pericolo”, dice Marchionne … come se ce ne fossero molti altri da mettere in discussione!
    Mirafiori è già uno stabilimento a mezzo servizio, più che altro fanno assemblaggio finale di macrocomponenti in nome del prestigio; la chiusura della fabbrica di Torino, il simbolo della Fiat stessa, sarebbe un colpo durissimo a livello d’immagine difficilmente giustificabile.
    Pomigliano PER ORA sembra avere un futuro, ma non è detto che in nome di qualche futura esigenza non venga pian piano smantellata.
    Arese è morta e sepolta, quando si potevano o trasferire impianti e lavoratori di Termini, oppure tenere almeno in vita un centro progettazione e sviluppo in un area strategica, alle porte di Milano, con a portata di mano università, studi di progettazione e tantissime aziende vitali. Un cosciente omicidio di un centro d’eccellenza che non riesco a capire.

    Direi che Arese è la riprova di come i dirigenti, se determinati, possono inventarsi qualsiasi cosa per chiudere uno stabilimento: non mi vengano a raccontare che come Termini era isolata, la manodopera costosa (la Lombardia ha la più alta densità di immigrati d’Italia, ad esempio. Operai ne trovi quanti ne vuoi) o non vi era entusiasmo da parte dei dipendenti! La vecchia guardia rasentava la fede religiosa nel marchio del Biscione.

  • per caso

    11 feb 2010 - 01:43 - #52
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    @zavolo
    continuano a mancarti gli argomenti,
    continui con l’invettiva personale che è tipica delle persone inferiori culturalmente e intellettualmente

    Il tuo profilo è chiaro: sei mediocre, incatzato con la FIAT, incapace di esprimere un concetto compiuto

  • pomodoropallido

    11 feb 2010 - 02:52 - #53
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    #46:

    Due anni fa non c’era la crisi e nessuno la prevedeva, a partire da Marchionne.
    Apriamo gli occhi o no? O vediamo solo ciò che ci piace vedere? Nella mia città le aziende stanno fallendo come funghi: benedetto Marchionne che resiste chiudendo solo uno stabilimento, alto che frottole…

  • Profilo di pedroni

    pedroni

    11 feb 2010 - 06:58 - #54
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    marchionne un po’ alla volta portera’ tutto all’estero, marchio compreso, liberandoci una volta per tutte da questa fiat, la piu’ grande “macchina” mangiasoldi, una vera supercar al servizio della politica …lasciamolo lavorare ;-)

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