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Oggi i metalmeccanici Fiat hanno protestato contro la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese -in programma per la fine del 2011- con uno sciopero di quattro ore che ha coinvolto tutte le fabbriche italiane del gruppo.
I sindacati di settore che hanno organizzato la mobilitazione, parlano di percentuali di adesione vicine all’80% a Termini e tra il 50 e il 70% negli altri stabilimenti. Secondo l’azienda le adesioni si sono attestate invece al 14%. Il leader della FIOM Gianni Rinaldini ha dichiarato: “Termini non può chiudere: in Italia non esiste sovracapacità, anzi il nostro Paese è l’unico in Europa Occidentale a comprare più auto di quante non ne produca”.
Rinaldini ha inoltre contestato gli atteggiamenti contraddittori di Sergio Marchionne: “Fino a qualche mese fa prevedeva investimenti e nuova occupazione a Termini Imerese, poi dopo l’accordo con Chrysler ha deciso che la fabbrica deve chiudere, ma non esiste un motivo reale se non quello che l’azienda sta spostando il suo business agli Stati Uniti”. Rinaldini ha infine chiosato definendo “arroganti” alcune recenti dichiarazioni dell’ad sulla fabbrica siciliana.
Anche il Ministro Scajola ha affermato che secondo il governo nei piani Fiat “c’è spazio anche per Termini Imerese”. In caso di allontanamento della Fiat, ha ribadito il Ministro, si studierà comunque come mantenere attivo il polo industriale: tra le 5 o 6 possibilità menzionate da Scajola giorni fa, la più accreditata sembra quella di Simone Cimino e Reva.
Via | Repubblica
araldo
03 feb 2010 - 20:06 - #1qualcuno sa dirmi il numero verde della citroen? sapete ho qualche problemino tecnico al pedale dell’accelleratore!!!
ciao!!!
rombo-v12-ferrari
03 feb 2010 - 20:08 - #2Ma quanto rompono.
Se le tasse non scendono DRASTICAMENTE e i sindacati non smettono di rompere le @@, in Italia non si farà neanche UNA Fiat.
Questi idioti si devono svegliare.
lupin3rd
03 feb 2010 - 20:12 - #3@2
Le tasse scenderanno quando tutti iniziaranno a dichiarare il giusto ed a Roma non mangiare più.
Fabiolino l'originale
03 feb 2010 - 20:23 - #4ehhhh.. qui vige il principio tutto avere niente dare… anni anni e anni di cgi, prodotti qualitativamente balordi (si guardava poco alla qualità bastava produrre tanto per produrre) , niente concerrenza di fatto (tanto gli italiani compravano lo stesso fiat e se non compravano mamma stato giù di cgi a 4 mani)… e ora? cosa succede ora?’ ora visto e considerato che si pu0′ delocalizzare meglio delocazzire e pagare 300 eur al mese un operaio polacco che lavora e non si ammala mai… bravi, complimenti , sono queste le cose che mi fanno essere ORGOGLIOSO di essere italiano!!!!
schiumometro
03 feb 2010 - 20:34 - #5io sono stato in paesi del terzo mondo come l’argentina, il brasile e in stati carogna seppur ricchi da fare schifo come la svizzera, la francia e gli stati uniti.
e nessuno si è mai posto il problema di amare la terra dove sono nati.
albin
03 feb 2010 - 20:44 - #6Non serve scioperare…. non vengono pagati in primis x il totale delle ore scioperate… poi fanno solo un favore a Fiat considerando che a fine mese ci sara’ cassa d’integrazione x 3 settimane… tanto hanno gia deciso di chiudere Termini imerese mi dispiace x tutte quelle famiglie… questo è un crimine x l’umanita’!!!
A mme, me Pa.na.mer-Da
03 feb 2010 - 20:49 - #7Sicilia… una terra strana, tormentata incredibile.
Ci sono redazioni con dieci caporedattori… e nessun redattore.
Ci cono 5 dipendenti… e un dirigente da 150/250.000€ all’anno.
Ci sono enti, comunità, aziende e miriadi di entità… che non servono, se non a dar da mangiare alla mafia.
Come, spostandosi di pochissimo, i 15.500 forestali sulla sila, di più che non nell’intero Canada.
E poi c’è Termini Imerese… un fabbrica che NON AVREBBE DOVUTO MAI SORGERE LI.
Un controsenso, un buco, una voragine, un lapalissiano errore.
Eppure, basterebbe cos’ poco ai Siciliani per essere ricchi, lavorando… e senza fabbriche.
Senza inquinamento. Se sfruttassero il mare invece di inquinarlo, se aprissero i musei invece di tenerli chiusi, se si facessero vedere al mondo, pulendo e iniziando a ragionare da imprenditori (meglio eco-imprenditori).
Ecco.
Pensate che in antichità la Sicilia era la perla del mediterraneo, adesso…non lo dico cos’è per rispetto ai siciliani…mizziga
hahanfry81bg
03 feb 2010 - 20:52 - #8è ora di finirla con questa storia!! Lo stabilimento è uno dei meno produttivi del Mondo e pertanto va chiuso!! I debiti vanno eliminati.. e mantenere dei dipendenti rimasti senza lavoro costerà nettamente di meno!! Anche perchè scusatemi.. se la produttività tende comunque a zero, tanto vale pagare i dipendenti x starsene a casa!! Ci costerebbe meno!!
Fabiolino l'originale
03 feb 2010 - 21:08 - #9@8 guarda che termini imerese qualitativamente è un ottimo impianto (l’ho letto su Auto non mi ricordo di che mese fa)…
sbrango
03 feb 2010 - 21:09 - #10@#8 Allora se e’ come dice lei e la fiat, perche’ quando si chiede di vedere i numeri, cioe’ i fatti, l’unica risposta e’ costa mille euro in piu’.
Ma in piu’ rispetto a dove ?
Non avete capite nulla , questo e’ solo l’inizio, questi vogliono scappare dall’ Italia.
Per iniziare , da buon vigliacchi che sono, cominciano dai piu’ deboli, ma a poco poco
saliranno fino a mirafiori.
Sveglia, mr pullover si sta giocando il cuxo con Obama, la sua avventura Americana non puo’ fallire.
meccanicamente
03 feb 2010 - 21:14 - #11Purtroppo siamo in Italia e le cose si fanno “all’italiana”. I problemi sono più di uno. Da una parte c’è uno stabilimento palesemente poco produttivo e senastato, dall’altra c’è una ditta che ha dei “debiti” con lo stato italiano ed infine c’è lo stato italiano che non ha mai fatto nessuno sforzo per far si che quello stabilimento (ma anche altri) fosse un pò più sensato di quello che in realtà è. Ad esempio la mancanza di infrastrutture nel meridione (pensiamo a come sta messa la ferrovia in sicilia o a come è ridotta la SA-RC in calabria) fa lievitare i costi di trasporto alle stelle. Parliamo poi del costo dell’energia in Italia. Dopo lo sciagurato referendum sul nucleare (esempio di come òla democrazia a tutti i costi sia un male e non un bene) mi meraviglio come alcune aziende siano ancora aperte. Non mi meraviglia che l’ALCOA voglia chiudere, mi meraviglia come fino ad ora sia rimasta aperta…la risposta potrebbe essere una risposta all’italiana, con sforzo (quindi favori all’ALCOA) da parte dello stato. Poi è logico che le tasse sono elevate dal momento in cui, di fatto, gli operai della FIAT, ALCOA e chi sa quante altre ditte sono parzialmente mantenuti in vita grazie ad esborsi monetari da parte dello stato come ad esempio continui incentivi, sconti sulll’energia eccetera eccetera…
Iniziamo a pagare ora il carissimo prezzo di scelte demagogiche e populiste fatte in passato, iniziamo a pagare anni ed anni di instabilità governativa che non permette alla classe politica (che fa pietà) di fare scelte coraggiose lungimiranti ma anche inpopolari come sarebbe stata quella di dire sì al nucleare.
Ora grazie a sta crisi i nodi sono terribilmente venuti al pettine e non si può più far finta che tali problemi non esistano, come sempre i probelmi ci sono e sono evidenti ma ci si acorge di essi solo quando esplodono in maniera devastante ed incontrollata…poveri noi, povera Italia….
schiumometro
03 feb 2010 - 21:24 - #12#7 ma perchè tu sei un giornalista?un inserzionista forse?sai com’è se parli di redazioni e capiredattori…sorge il dubbio che..
schiumometro
03 feb 2010 - 21:32 - #13#io invece l’ho letto letto sul manuale del piccolo lobbista a bruxelles…
della serie concentriamo tutto a parigi e berlino e gli altri… che mangino brioches
Sottotitolo: merci monsieur Colbert….
rombo-v12-ferrari
03 feb 2010 - 21:33 - #14#3
Ma basta con queste cavolate.
La tasse scenderanno quando:
1) La politica smetterà di rubare
2) Quando la gente capirà che non e’ scritto sulle pietre che lo stato deve provvedere tutto a tutti.
L’industria scapperà dall’inferno fiscale chiamato Italia se le cose non cambiano (come tutte gli individui di successo che potranno).
Quando tutto si sarà spostato altrove, cosa faranno i sindacati e i loro amici comunisti?
Se la gente non si sveglia, le cose si faranno molto dure.
ziobello
03 feb 2010 - 21:42 - #15fra tutti i problemi della sicilia, quello di termini imerese è il MINORE
hahanfry81bg
03 feb 2010 - 21:50 - #16@9: l’impianto inteso come lay out macchinari e resa degli stessi è una cosa.. la produttività della forza lavoro è un’altra!! E mi pare che come produttività si sia un po’ bassini.. altrimenti nessuno si sognerebbe mai di chiudere!!
@10: non so cosa intenda Lei per “i più deboli”.. ma io la vedo così:
gli uomini sono tutti uguali.. solo che lavorano in modo diverso tra loro:
non sto facendo una questione di razzismo, èh.. perchè pur essendo bergamasco credo ci siano molti bergamaschi che in quanto a voglia di lavorare siano da prendere a calci nel di dietro così come tanti colleghi di altre città!!
Credo soltanto una cosa essendo giovane ed essendo vissuto in realtà aziendali differenti:
nelle realtà in cui non c’è assenteismo.. in cui tutti vengono al lavoro sempre e comunque anche con la febbre perchè si senton parte di un’azienda.. la crisi non c’è mai e di andare all’estero non se ne parla neanche;
nelle realtà in cui tutto è dovuto al dipendente.. in cui al capo non è permesso riprendere il sottoposto.. in cui l’assenteismo per malattia è alto.. e in cui “adesso non posso perchè sono in pausa”, purtroppo i vertici guardano piano piano al trasferimento all’estero!! Non perchè i dirigenti sono senza cuore.. ma perchè se ci si vuole propore al mercato in maniera competitiva bisogna lottare anche sul prezzo.. e avere 10000 dipendenti sempre tutti malati di certo non aiuta.
sbrango
03 feb 2010 - 21:53 - #17new-alpine
03 feb 2010 - 22:04 - #18ma allora a questo punto, i fiattari e la fiat come pretende che un italiano qcquisti un suo prodotto quando sta DELOCALIZZANDO TUTTA LA PRODUZIONE NAZIONALE???????
parliamoci chiaro, siamo un paese europeo in cui PRODUCIAMO POCHISSIMO ED IMPORTIAMO MOLTISSIMO, QUESTA è UN DATO OBBIETTIVO e sfatiamo anke il mito ke le fabbriche italiane producono male, xkè lo stesso marpionne ha riconosciuto ke a termini imerese producono PIù KE BENE…
quindi la realtà dei fatti è ke si vuol togliere tutto quel poco di prduzione ke abbiamo per portare all estero…
ok tutti lo fanno ma un pizzico di orgoglio nazionale non si vede solo nel minuto in cui si entra in conce x comprare l auto ma anke sapere ke è un prodotto creato e prodotto nella propria nazione e su questo tedeschi, in primis insegnano
Gunnar
03 feb 2010 - 22:06 - #19Non capisco perchè quando ci sono scioperi o problemi con le fabbriche FIAT mettiate sempre la foto del reparto corse Abarth, quella non è una fabbirca FIAT con catena di montaggio, ma l’altelier sportivo, svegliatevi! si vedono benissimo le Punto Abarth con roll bar di sicurezza sui montanti e sulle portirere, poi in primo piano si vedono anche il gruppo sospensione differenziale da corsa.
Autoblog cerca una foto credibile di Termini Imerese, dove si lavora sodo e si rischiano posti di lavoro in futuro, non mettere foto di reparti corse dove si lavora si, ma non si producono macchine.
hahanfry81bg
03 feb 2010 - 22:06 - #20@11: condivido appieno!!
hahanfry81bg
03 feb 2010 - 22:08 - #21@ 19: quoto in pieno!!
new-alpine
03 feb 2010 - 22:15 - #22anzi a questo punto, lancio una provocazione….,
visto che è impegnata la fiat con quella gran P0RCATA DI chrysler
e visto che vuol far di lancia , dei ricarrozamenti da vetture americane che sono lo sch1f0 dello sch1f0, e di alfa un eterno vagabondo senza anima e valore dico:
che metta in VENDITA ALFA E LANCIA
Così prosegue lo sviluppo con le ca.ga.te americane, e almeno un pò investa sulla produttività italiana….
rombo-v12-ferrari
03 feb 2010 - 22:49 - #23Ragazzi, possiamo darci dei -1 quanto vogliamo, ma se le cose non cambiano, qui ci sarà un mucchio di m***a da magiare per tutti noi.
PoveraItaGlia
03 feb 2010 - 22:59 - #24MARCHIONNE IL FENOMENO DOV’E'?
GLI ITALIOTI CHE LO INCENSAVANO DOVE SONO?
FAN…O
Davide8519
03 feb 2010 - 23:00 - #25i siciliani non si sono preoccupati quando è stato chiuso Arese e i 20.000 dipendenti sono stati mandati a casa…. quindi che deve fregare all’ italia di Termini Imerese?????
MA su dai che vadano a raccogliere pomodori nelle loro amate terre della trinacria!
L’importante è che non paghino ancora i contribuenti per questa gente!!
alla fiat non si dà più niente!!
per caso
04 feb 2010 - 00:34 - #26Chiudere immediatamente il fallimentare Termini Imerese e andare dove conviene e i lavoratori meritano.
Che si diano da fare per attirare e meritare le aziende, non elemosina.
Il resto sono chiacchere.
jef
04 feb 2010 - 01:45 - #27Gli operai che sciperano alla Fiat (idem Alcoa) fanno solo un favore alla fabbrica, che evita così di chiedere la cassa integrazione. E’ un paradosso ma putroppo è la dura verità.
E’ brutto da dire ma per far (ben) funzionare un’azienda occorre tagliare i rami secchi, e Termini è uno di quelli. Comprendo bene quanto possa essere una disgrazia la perdita del posto di lavoro, ma sotto quel punto di vista dalla Sicilia occorrerebbe emigrare come dall’Africa.
Una postilla per la Sicilia: il territorio potrebbe essere per far un paragone più ricco della Toscana, ricco com’è di natura e opere d’arte, putroppo però ci sono troppe persone che vogliono (e che) “mangiano”.
leonekk
04 feb 2010 - 08:07 - #28i sindacati e i politici che hanno appoggiato fiat nel tenere lontano i costruttori esteri non possono certo lamentarsi. in Italia quasi tutti i settori sono “incentivati” con una scusa o un’altra ….
i giornali solo per il fatto di essere giornali ricevono milioni dallo stato…infatti ci sono più giornalisti che giornali , l’edilizia e tutto il suo indotto elettricisti imbianchini idraulici etc hanno incentivi fiscali l’elettronica ed elettrodomestici uguale ..agricoltura idem…si potrebbe andare avanti per ore
marchionne72
04 feb 2010 - 09:58 - #29#25
Parole non sante, santissime.
Comunque è bello vedere come i segiliani non si rassegnino al fatto di aver trovato un abruzzese con più palle di tutti loro messi insieme.
E se questi continuano a fare i fenomeni, finiranno per mettersi contro tutto il Paese. Per ogni “Melchiorre vattene” urlato da un segiliano, c’è un “Micciché ritirati” che risuona beffardo dal resto della Penisola.
L’italia non è “solo” la Sicilia, e non è “soprattutto” la Sicilia. L’italia è “anche” la Sicilia, e questo i segiliani devono metterselo inta capa. Specialmente dopo l ultime inchieste di Le Figaro sugli stipendi vergognosamente alti della amministrazione pubblica segiliana (che in quanto Reggggggione a Statuto Speciale, prende più soldi degli altri).
-marchionne72-
marchionne72
04 feb 2010 - 10:29 - #30#29
Aggiungo per completezza l’articolo di Repubblica sul reportage di Le Figaro sugli stipendi pubblici della Regggggione Segilia a Statuto Speciale, e pure l’articolo originale in francese.
E questi vogliono venire a dare lezioni di etica ed equità sociale???????????
Il buon vekkio Antonio de Curtis direbbe….MA MI FACCIA IL PIACERE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
-marchionne72-
http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/02/news/dipendenti-sicilia-2160928/
http://www.lefigaro.fr/international/2010/02/02/01003-20100202ARTFIG00394-il-fait-bon-etre-fonctionnaire-en-sicile-.php
per caso
04 feb 2010 - 10:52 - #31Le aziende devono imparare a stare sul mercato senza incentivi ma devono anche potersi scegliere la propria strategia economica senza imposizioni o ricatti politici.
Se non si è competitivi e gli investimenti vanno in altri paesi, la responsabilità e dei politici non delle aziende.
Chi non sa stare sul mercato chiude. E’ una legge che nessuno potrà mai cambiare.
Il resto sono chiacchere.
Zino Davidoff
04 feb 2010 - 10:58 - #32Come sempre in Italia parla chi non ha competenze. Meno se ne hanno più si grida. Chi non sa nulla si getta sul populismo.
Marchionne ha un solo “difetto”: non ragiona all’italiana. Non gli interessa tenere in piedi una baracca fatiscente ricolma di nullafacenti perché gli porta finanziamenti statali. No, se una fabbrica non produce si chiude. Tutto qua. E tutti coloro che protestano non sono degni di attenzione: se hanno energia per protestare, potevano usarla prima per lavorare meglio. Dopotutto, se una fabbrica in Brasile (che non è tutto carioca, calcio e ca22i a sorpresa) produce, a parità di dotazione, SEI volte tanto…
ATTENZIONE, non sto dicendo che questo metodo sia corretto. Sto solo dicendo che dopo anni di lagna perché “in America si sta meglio, molto meglio”, lamentarsi perché qui si sta applicando il VERO modello americano si merita solo un muro di indifferenza alto così.
Per il resto, Termini Imerese è una fabbrica che non ha motivo di esistere, nelle attuali condizioni di hinterland. Senza se e senza ma. Ci vorrebbe un mostruoso investimento in infrastrutture per renderla competitiva, investimento ben più alto dei costi in Brasile o in Polonia. E non certo perché i brasiliani li paghiamo in noccioline.
roverista
04 feb 2010 - 11:34 - #33Il problema Sicilia, si chiama mafia,purtroppo è radicata non ci puoi fare nulla;io ho dei parenti in Sicilia,regione bellissima con un patrimonio artistico eccezionale,i quali la ragionano “se posso ti fotto”,conoscenze e favori questa è la loro mentalità; voglio precisare che non tutti sono così, ma la maggioranza è nata e cresciuta in quelle condizioni.
Un vero peccato perchè hanno un territorio che offrirebbe parecchie opportunità.
pistu_foghecc
04 feb 2010 - 15:28 - #34Proprio ieri su la sette c’era uno speciale su termini.Gente in cassa per generazioni.LA fabrica non produce nulla, ma assembla parti di auto provenienti dal continente per poi rispedirle indietro.
Se veramente fiat vuole riqualificare l’area per altri prodotti, io credo che dovrebbero accettare, perchè quel sito, così com’è non ha futuro.
Joera
04 feb 2010 - 18:45 - #35FIAT in fiamme.
Te lo meriti.
Hai sempre costruito le solite schifezze economiche.
E ti e’ sempre andata bene che l’Italiano medio e’ abbastanza stupido
da acquistare. -MA I TEMPI STANNO PER CAMBIARE-