La Cina è secondo mercato automibilisto al mondo: nel 2005 si sono vendute 5,8 milioni di auto sul mercato cinese. Dopo aver superato il Giappone, la Cina avrà bisogno di qualche anno per raggiungere gli Stati Uniti (17 milioni di auto vendute).
Un dato che fa specie: di 5,9 milioni di auto vendute, 5,76 sono state prodotte internamente. Un totale di 140.000 auto importate sa un po’ di protezionismo, e che in parte dipende dalle tariffe ancora alte e dalle quote piuttosto restrittive sull’importazione. Comportamenti che danno facili argomenti a chi vorrebbe opporsi all’importazione di auto cinesi sui mercati occidentali.
C’è da sperare che con la crescita economica la domanda cinese per auto di lusso e sportive aumenti, che il mercato si apra e che i produttori europei sappiano farsi spazio. Se Geely, Great Wall Motors e Landwind contribuiranno a far abbassare i prezzi sul mercato italiano, c’è da sperare che Ferrari, Maserati e Lamborghini non resteranno solo nei sogni dei nuovi ricchi cinesi …
michele
16 gen 2006 - 01:23 - #1piu che di protezionismo, diciamo che i cinesi non hanno ancora un reddito sufficiente ad acquistare i nostri prodotti. Ad ogni modo non credo che per noi cambieranno gran che i listini le nostre case semplicemente punteranno piu sulla qualita etc.. ma non abbasseranno i prezzi, perlomeno in modo sostanziale.
garibaldi
16 gen 2006 - 02:30 - #2la verità è anche che per avere prezzi abbordabili,volks, gm, bmw, ford, giapponesi, etc producono direttamente in cina, per cui trovi molti modelli da poco usciti di produzione in europa o modelli fatti aposta per il mercato cinese. Le auto importate sono solo quelle di lusso. per una pura question matematica diverrà il primo mercato mondiale…
bersa
16 gen 2006 - 09:30 - #3Però se non mi sbaglio, i primi due produttori “cinesi” sono GM e VW…
AXE
16 gen 2006 - 10:11 - #4è vero che le auto vendute in cina sono europee, ma esiste l’obbligo che vengano costruite almeno x il 60/70% in cina, lo stesso obbligo non esiste in europa !
giovanni
16 gen 2006 - 13:48 - #5sapete che non noi non facciamo entrare televisione dalla cina,e limitiamo anche sulle calzature,e in cina si vende quante ne vuoi di nostri prodotti versace,valentino,gucci ecc.e’ globalizzazione,preferiamo che il fiat producono in cina, e vendono a noi con lo stesso prezzo che vendono in italia,a questo punto acquisto solo i prodotti cinesi che ci fregano meno e cmq sono made in china
giovanni
16 gen 2006 - 13:49 - #6sapete che noi non facciamo entrare televisione dalla cina,e limitiamo anche sulle calzature,e in cina si vende quante ne vuoi di nostri prodotti versace,valentino,gucci ecc.e’ globalizzazione,preferiamo che il fiat producono in cina, e vendono a noi con lo stesso prezzo che vendono in italia,a questo punto acquisto solo i prodotti cinesi che ci fregano meno e cmq sono made in china
riccardo
16 gen 2006 - 15:43 - #7che rottura questi cinesi!!!!fin che le fanno per loro,ok quando cominciano a venderle da noi…..
giovanni
16 gen 2006 - 21:50 - #8DOVETE SAPERE QUANTI ITALIANI SONO IN CINA A VENDERE LORO PRODOTTI,SAPETE QUANTI NE HO INCONTRATI A GUANZHOU,PIU DI CINESI CHE SONO IN ITALIA,QUINDI APRITE GLI OCCHI E MUOVI IL CULO. NON FARE I FIGLI DI PAPA,IMPARA QUALCOSA DA I CINESI
riccardo
16 gen 2006 - 23:03 - #9tutto tranne figlio di papà io sono figlio di riccardo su certe cose…poi amo i ristoranti cinesi ma se fanno delle auto di merda cosa ci posso fare’
giovanni
17 gen 2006 - 11:29 - #10mangiare a ristorante cinese?gia’ una cosa che mi piace,inizia cosi la simpatia per la cina. un paese che noi abbiamo molto da imparare
mussolini
17 gen 2006 - 12:16 - #11giovanni vattene in cina, se ti piace tanto
giovanni
17 gen 2006 - 17:29 - #12sono gia in cina,haha
riccardo
17 gen 2006 - 22:44 - #13allora sei un patito della cina…rimanici!! dai scherzo
Bagna
20 gen 2006 - 11:21 - #14Per Giovanni,
non per dire ma noi (o almeno io) utilizziamo prodotti cinesi di altissimo livello credendo che siamo made in Italy, l’esempio più eclatante sono le Geox, sono fatte in Cina con materie prime italiane… quindi il dicorso è che noi dobbiamo distinguerci dalla massa, fare macchine di lusso da vendere in terra loro, e fare macchine sicure e belle per noi, ma cosa importante applicare a livello europeo un filtro sulla sicurezza per tutte le auto che circolano in europa, una specie di Euroncap (non influenzato dalle case automobilistiche) che sia vincolante per la vendita delle auto, così non si potrà più dire che mettiamo l’embargo commerciale alla cina perchè abbiamo paura dei loro prezzi competitivi ma perchè abbiamo paura della scarsa sicurezza dei loro mezzi!!
giovanni
20 gen 2006 - 18:15 - #15sono daccordo con te,cmq secondo me dobbiamo distinguere i prodotti non dalla provenienza ma dalla marca,come per distinguere le persone,per fare un banale esempio:non tutti americani sono buoni ed eroi,e non tutti iracheni sono cattivi e terrorismo,io ho mai comprato scarpe geox,ma ritengo che se producono in cina,perche ci fanno pagare un costo esagerato,siamo noi scemi o loro troppo furbi,per me e bene arriva la concorrenza
Cina
24 apr 2006 - 23:32 - #16I cinesi alla fine sono comunque delle persone anche loro, quindi niente di strano se riescono a produrre e comprare automobili; e conoscendoli, non diamo scontato per forza che non siano in grado di aumentare la qualità dei loro prodotti.
Davide
26 mag 2006 - 16:12 - #17X Giovanni , io ho sempre acquistato Geox fino a qualche settimana fà e posso dirti che anche se esteticamente le scarpe sono quasi identiche quelle made in china sono più scomode e si deformano prima delle altre prodotte in Italia, io le compravo per una questione ortopedica e compravo sempre lo stresso modello , mi sono accorto che erano prodotte in cina non dall’etichetta ma dal comfort e non riuscivo a spiegarmelo… poi guardandole bene mi sono accorto dell’etichetta…
Fiat fa il bis con la cinese Chery. L’Alfa
08 ago 2007 - 09:43 - #18[…] Fiat fa il bis con la cinese Chery Automobilies e l’Alfa Romeo sbarca all’ombra della Grande Muraglia. Dopo la finalizzazione dell’accordo, raggiunto lo scorso autunno, sui motori, l’alleanza tra il Lingotto e il gruppo di Wuhu, fa quindi un secondo passo in avanti. I due gruppi automobilistici hanno firmato infatti un doppio memorandum d’intesa: il primo protocollo formalizza la fornitura di 100mila motori a benzina cinesi da 1,6 a 1,8 litri da montare sulle vetture prodotte dalla compagnia italiana sia in Cina che all’estero. Il secondo, firmato martedì 7 agosto da Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, e Yin Tongyao, presidente di Chery, prevede la creazione di una joint venture paritetica tra i due gruppi. Quest’ultima, che sarà basata a Wuhu, nella privoncia di Anhui – Cina orientale - diventerà operativa nel 2009, e si stima sarà in grado di produrre circa 175.000 vetture l’anno: Alfa Romeo, Fiat, e naturalmente Chery. Cifre impressionanti per l’Italia, ma all’ordine del giorno in Cina dove, secondo uno studio del Wall Street Journal, ogni ventiquattro ore almeno un migliaio di nuovi autoveicoli inizia a circolare sulle strade della sola capitale. Tali numeri non stupiscono se si pensa che l’ascesa dei redditi medi e la caduta dei prezzi delle auto ha portato a un’esplosione delle vendite in tutto il Paese. Tanto da spingere i pianificatori economici a considerare l’industria automobilistica un pilastro dell’economia nazionale. Secondo la China Association of Automobile Manufacturers, dal 2005 al 2006 le vendite sono aumentate circa del 50%, e un ulteriore incremento del 20% è stato registrato nei primi sei mesi del 2007. In cifre, si parla di circa sette milioni di vetture prodotte nel 2006, e si stima il superamento degli otto milioni per il 2007. Valori che confermano la Repubblica Popolare come secondo mercato automobilistico del mondo, anche se i 17 milioni degli Stati Uniti appaiono ancora molto lontani. Numeri comunque da capogiro, che diventano ancora più disorientanti se si osserva che in Cina la “febbre dell’auto” è appena sbarcata. Sempre secondo il Wall Steer Journal, nel Paese si contano oggi non più di 25 veicoli (tra cui non più di sette automobili) per ogni mille abitanti. La stessa proporzione ha caratterizzato gli Stati Uniti nel 1915. Continuando di questo passo, nel 2020 potrebbero spostarsi 130 milioni di veicoli sulle strade cinesi. Oggi, ne circolano “appena” trentatrè. E le previsioni trovano conferma nelle politiche aziendali delle principali case automobilistiche locali. Solo nel 2006, la Beijing Automotive Industry Corporation ha prodotto 500.000 veicoli tra automobili, furgoni e autobus, è si già posta l’obiettivo del milione di vetture per il 2008. Geely Group, basato ad Hangzhou, vicino a Shanghai, ha consolidato una produzione di 200.000 unità in meno di dieci anni, e progetta di realizzare due milioni di veicoli entro il 2015. Il giovanissimo Lifan Group di Chongqing, fondato nel 2004, fabbrica oggi 10.000 vetture l’anno, ma calcola di arrivare a quota 300.000 in cinque anni. La Chery, infine, ha prodotto 310.000 autoveicoli nel 2006, ma vuole raggiungere il milione nel 2010. Anche grazie alla collaborazione con la Fiat, questo traguardo sembra sempre più vicino. […]
danj
21 gen 2008 - 14:24 - #19Qualcuno sa dove trovare le previsioni di vendita di auto in Cina dei vari produttori nel 2020? grazie..