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Oltre ad essere l’erede dell’Alfa Romeo 147, la nuova Giulietta rappresenta anche il terzo capitolo della storia di un’auto tra le più amate del secondo dopoguerra. Il nome fu scelto traendo ispirazione dall’opera shakespeariana con protagonisti gli innamorati Romeo e Giulietta, perché l’obiettivo era creare un connubio forte tra marca e modello. Cosa che alla fine riuscì alla perfezione. La prima Alfa Romeo Giulietta nacque nel 1955 e fu presentata al Salone di Torino dello stesso anno. Si trattava di una berlina sportiva, lunga meno di quattro metri, adatta a chi era alla ricerca di una vettura veloce ma anche per le famiglie, grazie all’abitacolo piuttosto spazioso.
La Giulietta del ‘55 era equipaggiata con un motore 1300 a quattro cilindri da 50 CV che, abbinato ad un cambio a 4 marce, permetteva alla vettura di raggiungere una velocità massima di 136 km/h. Nel 1957, la gamma fu allargata con l’ingresso della Giulietta TI, presentata sul circuito di Monza. Grazie all’adozione del carburatore a doppio corpo, la potenza fu incrementata a 65 CV che garantivano una velocità massima di 155 km/h. La Giulietta TI fu impiegata anche in campo agonistico, soprattutto nelle gare in salita e di durata.
Invece, nel 1959, l’Alfa Romeo Giulietta fu sottoposta al primo restyling che dette vita alla seconda serie. In questo periodo, furono assemblati 91 unità di Giulietta Colli Promiscuo, una versione speciale con carrozzeria familiare destinata per lo più alla Polizia Stradale. Con la seconda serie, la produzione della Giulietta superò il muro dei 100.000 esemplari prodotti nel febbraio ‘61. Pochi mesi dopo, fu presentata la terza serie dell’Alfa Romeo Giulietta. In quest’occasione, la potenza della Giulietta TI fu portata a 74 CV, mentre la velocità massima della vettura raggiunse i 160 km/h. La produzione della Giulietta fu interrotta nel ‘63, mentre la Giulietta TI uscì di scena l’anno seguente. In 9 anni di carriera, la prima generazione dell’Alfa Romeo Giulietta è stata prodotta in circa 132.000 esemplari, tutti realizzati nello storico impianto del Portello. La prima Giulietta fu sostituita dall’Alfa Romeo Giulia, introdotta nel 1964.
Nel ‘77, proprio la Giulia fu sostituita a sua volta dalla seconda generazione della Giulietta, denominata anche Nuova Alfa Romeo Giulietta. Si trattava di una berlina a 3 volumi lunga 421 cm, caratterizzata da una linea a cuneo con frontale basso e coda alta e corta arricchita da un piccolo spoiler. Per motivi di costi, la seconda Giulietta fu progettata sulla piattaforma della Alfetta, anche se quest’ultima si poneva un gradino sopra nella gamma Alfa Romeo. Inoltre, la Giulietta condivideva con la sorella maggiore anche lo schema transaxle, con motore anteriore e cambio al posteriore in blocco col differenziale. Una soluzione che garantiva una guida votata alla sportività e un maggior equilibrio tra le masse, a sacrificio però dell’abitabilità, soprattutto nella zona posteriore.
Al debutto, la gamma della Nuova Alfa Romeo Giulietta era composta dai motori 1.3 da 95 CV e 1.6 da 109 CV. In seguito, si aggiunsero il 1.8 da 122 CV e il 2.0 da 130 CV, quest’ultimo appannaggio dell’allestimento Super che si poneva al top di gamma. Nel 1981, la Giulietta fu sottoposta ad alcuni aggiornamenti estetici che diedero vita alla seconda serie. In questa occasione, la versione 2.0 TI sostituì la 2.0 Super. Subito dopo, la Nuova Giulietta seconda serie fu equipaggiata con il propulsore diesel 2.0 TD da 82 CV di origine VM, disponibile negli allestimenti base e L, quest’ultimo caratterizzato da un equipaggiamento identico a quello della Giulietta 1.8 da 122 CV. Inoltre, l’allestimento L fu reso disponibile anche per la Giulietta 1.6 da 109 CV.
Nel 1983, debuttò la terza serie dell’Alfa Romeo Giulietta, con ulteriori affinamenti stilistici. Per l’occasione, fu rivista anche la gamma della vettura: il motore 1.3 uscì di scena, mentre il propulsore 2.0 fu abbinato all’allestimento base. Invece, nel 1984 fu introdotta la Giulietta 2.0 Turbo Autodelta, mossa dal motore 2.0 sovralimentato da 170 CV con allestimento dedicato. La seconda generazione della Alfa Romeo Giulietta uscì di produzione nel 1985, dopo circa 380.000 esemplari realizzati nell’impianto di Arese. Fu sostituita dall’Alfa 75 che aveva lo stesso corpo vettura della Nuova Giulietta e quasi tutte le sue caratteristiche tecniche.
Prima che fosse ripreso per l’erede dell’Alfa 147, il nome Giulietta fu considerato per identificare la sostituta della 155, ovvero l’Alfa Romeo 156 del ‘97 che, stilisticamente, riprendeva alcune soluzioni estetiche della prima Giulietta, come il vano per la targa sulla parte destra del paraurti anteriore e la forma allungata dello scudetto che ingloba il badge Alfa Romeo. Invece, adesso la Casa del Biscione riparte nuovamente dal nome Giulietta per consolidare la propria presenza in un mercato arduo come il segmento C. La terza generazione dell’Alfa Romeo Giulietta verrà presentata ufficialmente al prossimo Salone di Ginevra, in programma a marzo 2010. Subito dopo, quando verrà introdotta prima sul mercato italiano e poi nel resto d’Europa, comincierà il terzo capitolo di questa storia che vedrà la nuova Giulietta protagonista anche dell’atteso ritorno di Alfa Romeo negli Stati Uniti.
fransys
14 dic 2009 - 16:04 - #51@21, condivido quello che dici in merito al fatto che anche altri hanno fallito con alcuni marchi comprati (vedi BMW con Rover, MB con CHrisler etc.), ma VW con SEAT non penso abbia completamente fallito. Non è riuscita a farne l’Alfa-Romeo del suo gruppo, e sinceramente se ci fosse riuscita sarebbe stata bravissima visto il divario abissale di partenza dei due marchi (AR e SEAT), ma dire che è fallita completamente direi proprio di no. Fiat in Seat aveva soltanto la marbella e poco altro (vedi 127 ricarrozzata), ora ha una gamma completa sebbene, diciamolo, di serie B rispetto ad altri marchi del gruppo VAG. E’ comunque riconosciuta come un marchio, che pur con poco appeal, fa macchine di sostanza a buon prezzo e, ripeto, da come partiva SEAT non mi sembra malissimo.
Alfa-Romeo potrebbe servire a VAG per avere un marchio smaccatamente sportivo (magari per entrare in F1) e per provare a sfondare negli USA (piuttosto ostili per loro). Quello di cui soffre A-R all’estero è l”immagine in termini di affidabilità e la sola presenza del nome VW potrebbe aiutarla moltissimo (ricordiamo SEAT, appunto e Skoda).
AR ritroverebbe Da Silva, che non penso non la possa ri-valorizzare una altra volta.
….A me una AR in F1 non dispiacerebbe
speedtwelve
14 dic 2009 - 16:07 - #52#9
La sostanza invece del marketing!!? Per caso sei un venditore Alfiat?
Ecco la sostanza che propongono: una Bravo-Delta in versione Alfa, solo t.a., carrozzeria differente (gradevole, dare a Cesare quel che di Cesare), qualche gingillo elettronico differente per avere la scusa che qualcosa di diverso dalle Fiat c’è.
La sostanza delle concorrenti non c’è? E’ solo marketing?. Intanto offrono DA UN PEZZO motori da 1,6 a 3200 di cilindrata, da 4 a 6 cilindri, dagli aspirati ai turbo e biturbo benzina e diesel. Da circa 100 Cv a 300 Cv. Trazione anteriore, posteriore, integrale. Nel caso dei bavaresi nel segmento C, nessuna condivisione con marchi generalisti. Un sacco di accessori, anche tecnici, per personalizzarsi l’auto su misura, maggiore tenuta del valore, design ugualmente curato, tecnologia a go go, ecc.
Possiamo lamentarci dei prezzi alti delle rivali, spesso davvero esagerati, ma non venite a dire che è solo marketing e che Alfa propone lo stesso a un prezzo inferiore, perché sa tanto di teoria da velinari frustrati.
Coraggio65
14 dic 2009 - 16:18 - #53Cavolo,come andava bene la Giulietta del ‘78 di mio padre!(1800,122cv) La concorrenza allora faceva pena.Anche adesso,per la verita’…
mingaz
14 dic 2009 - 17:16 - #54Sbaglio o state cercando di tenere alta l’attenzione sulla Giulietta facendo vedere foto di quarant’anni fa?????
Fiat vergognati!!!!!!!!
grey
14 dic 2009 - 17:23 - #55benzo
14 dic 2009 - 12:47
Meglio un gruppo Odio Mito&Giulietta
tenerone
14 dic 2009 - 20:25 - #56Ecco la terza PAGLIACCIATA!
Gli unici che non conoscete la storia Alfa Romeo siete VOI FIATTINI e FIATTARI da 4 soldi che propinano queste pagliacciate per cercare di far abboccare i polli….in realtà gli alfisti conoscono molto meglio di voi la storia della vera Giulietta.
Impegnate il vostro tempo a Torino per spremere le meningi sulle soluzioni tecniche invece che spendere soldi a uffa in pagliacciate….
ardriver
14 dic 2009 - 23:38 - #57Hanno avuto il barbaro coraggio di nominare questa “appena decente” sostituta della 147 col nome di una serie di vetture che hanno fatto la vera storia del marchio….Potevano inventarsi un altro nome, il paragone è deavvero assurdo. Con la 8c inconsapevolmente ci hanno azzeccato e hanno pensato di risolvere tutti i problemi copiandola per altre vetture: con la MiTo ci sono riusciti, ma con questa è davvero tristemente palese l’uguaglianza con Delta e Bravo….Sono davvero convinti che anche facendo tutte ste str……ate faranno boom di vendite? Spero che questo marchio venga preso da qualcuno serio, perchè la fiat non ha mai minimamente pensato di trattarlo come merita, INVECE CON FERRARI E MASERATI Sì, non credo assolutamente che ALFA ROMEO e LANCIA meritino meno, maaahhh…..Chissà se vw penserà davvero all’acquisizione….finora con i marchi che gestisce ha “fatto centro” basta confrontare SEAT,SKODA,BUGATTI,LAMBORGHINI con i loro corrispondenti negli anni passati
ardriver
14 dic 2009 - 23:41 - #58soprattutto con SEAT e SKODA il salto di qualità è davvero impressionante rispetto a dieci anni fa
Federik0
15 dic 2009 - 11:06 - #59A chi interesse ecco qui le foto della plancia:
http://www.quattroruote.it/spy_car/zoomfoto.cfm?ID=251220
Della radio:
http://www.quattroruote.it/spy_car/zoomfoto.cfm?ID=251220
Della portiera:
http://www.quattroruote.it/spy_car/zoomfoto.cfm?ID=251219
E del motore:
http://www.quattroruote.it/spy_car/zoomfoto.cfm?ID=251216
Ciao a tutti!
Paolox75
23 mag 2010 - 15:52 - #60Con immenso dispiacere devo dire che l’Alfa Romeo deve solo vergognarsi! La Giulietta facevano meglio chiamarla direttamente Schifezza…nel 2010 è uscita un’ auto che deve solo inchinarsi sull’altare della sua ormai compianta antenata la 147 …il modello di punta della fabbrica italiana nel segmento non ha nulla di innovativo…a partire dai particolari…siamo addirittura tornati alla chiave nella serratura…già dimenticata anni fa dall’ultima vera alfa sul mercato la 159…ripeto! VERGOGNA e ancora VERGOGNA! Gli alfisti non meritavano di essere sbeffeggiati dal marchio con una Bravo col fondotinta e non prendiamoci in giro… i quadrilateri non sono paragonabili a nessun mac pherson neanche integrato con tutti i manettini de noi altri di questo mondo! Da alfista Sono disgustato! Scusate lo sfogo…