Alfa Romeo, rischio "congelamento" per i prodotti futuri. Sotto revisione la strategia del marchio

Alfa MiTo MultiAir: le foto ufficiali
Fiat

Group Automobiles potrebbe sospendere temporaneamente i futuri investimenti in programma per Alfa Romeo nell'ambito di una revisione strategica del brand richiesta da Sergio Marchionne in persona.

Quella del "congelamento" dei prossimi prodotti è una delle due strade prese in considerazione da Fiat: l'altra, secondo un approfondito reportage appena pubblicato da Automotive News, sarebbe quella di attingere fortemente alla banca organi Chrysler per rimpiazzare la 159 e dare un'erede alla 166 senza spendere più del dovuto. "L'amministratore delegato Sergio Marchionne ha esaurito la pazienza nei confronti del marchio" riporta testualmente l'organo di informazione. Il numero uno Fiat avrebbe richiesto questa profonda revisione strategica sul marchio Alfa, allo scopo di valutarne le attuali potenzialità.

In base ai risultati che darà questa "ricerca", si deciderà se dare al Biscione un futuro con i prodotti Chrysler o sospendere gli investimenti dopo il lancio della Giulietta, il modello che avrebbe dovuto chiamarsi Milano fino a pochi giorni fa. "Dobbiamo lavorare per prendere una decisione intelligente sul futuro di Alfa", ha dichiarato Marchionne nell'intervista rilasciata ad Automotive News.

Alfa MiTo MultiAir: le foto ufficiali
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Alfa MiTo MultiAir: le foto ufficiali
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Nella lucida disamina della situazione, Marchionne ha poi affermato che "Alfa Romeo è andata incontro a troppe reinvenzioni consecutive", osservando poi come "sia ora di smetterla con questi stravolgimenti". E allora, ecco le opzioni che ha Alfa davanti a sé: nell'ipotesi migliore, il marchio andrà a costruire in Nordamerica le sue future berline di segmento D ed E (le eredi di 159 e 166, per capirci) su base Chrysler.

Nella peggiore, dicevamo, MiTo e Giulietta rimarranno gli unici due prodotti del nuovo corso Alfa, e in gamma rimarranno, fino ad esaurimento completo di quanto rimane della loro carriera commerciale, GT, 159, 159 Sportwagon, Brera e Spider. La grande berlina erede della 166, in questo scenario, non vedrebbe mai la luce.

Nel 2008, Alfa ha venduto 103.000 auto, una cifra pari a circa la metà di quanto totalizzato nel 2000 (203.000 unità). Si stima che la casa abbia perso tra i 200 e i 400 milioni di euro ogni anno negli ultimi dieci anni. Alla luce di questi numeri è chiaro che la possibilità di fare investimenti da soli sia praticamente nulla.

Per questo Marchionne è costretto a guardare Oltreoceano: "Sicuramente la disponibilità di ottenere piattaforme di segmento D ed E dagli USA esiste. Dobbiamo valutarne l'opportunità economica", ha osservato l'ad. Per sapere cosa sarà di questo asse "transatlantico" dobbiamo aspettare fino a inizio 2010, quando Alfa presenterà il suo business plan per il prossimo quinquennio.

"Solo allora avremo stabilito quali architetture Chrysler saranno utilizzabili da Alfa Romeo. Certamente comunque, non ci sarà il gemellaggio con Dodge su cui sono uscite molte indiscrezioni di recente", ha affermato Marchionne. "L'heritage di Alfa e quello di Dodge sono diversissimi ed il loro DNA è altrettanto inconciliabile: perderemmo tutta l'identita di Alfa Romeo se tentassimo di americanizzarla", ha proseguito il manager.

Marchionne si è infine detto soddisfatto della MiTo e fiducioso per la Giulietta "che farà molto per innalzare il livello qualitativo del marchio".

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