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Dopo che Marchionne ha delineato la strategia americana di Fiat Group, adesso è il momento di pensare a quella da adottare per gli stabilimenti italiani: il Lingotto potrebbe presentare nel giro di 15 giorni un piano di ristrutturazione industriale volto ad aumentare i numeri di produzione italiani. I recenti inviti dei sindacati a fare chiarezza sul futuro degli stabilimenti del gruppo torinese saranno quindi presto soddisfatti; ma rimane un po’ di preoccupazione per le fabbriche del sud.
L’obbiettivo è quello di riequilibrare una situazione, a detta dei vertici Fiat, “non più accettabile” che può essere compresa solo analizzando il rapporto fra dipendenti/auto prodotte in Italia e nei siti stranieri del colosso italiano: alla fine di quest’anno in Polonia, 5800 addetti produrranno 600.000 vetture e in Brasile 8700 ne produrranno 700.000. In Italia nei cinque stabilimenti italiani dell’auto (Mirafiori, Cassino, Pomigliano, Melfi, Termini Imerese) 21.900 dipendenti produrranno 645.000 vetture (15/20.000 in più del 2008). Numeri che si commentano da soli e a cui Fiat è intenzionata a dare una svolta alzando la produzione ad almeno 850/900.000 unità annue. Un incremento del 40% circa.
Il sito produttivo di Termini Imerese dovrebbe cessare la produzione nel 2011, come già annunciato da Marchionne: la nuova Lancia Ypsilon verrà infatti assemblata in Polonia. Il futuro rimane quindi un grosso punto interrogativo per i 1500 dipendenti dello stabilimento siciliano. Fiat da parte sua auspica un intervento del governo per risolvere al meglio la questione. Ciò sembra cozzare con le parole del ministro Scajola che, qualche giorno fa, assicurava: “La Fiat non chiuderà stabilimenti in Italia”. Specie dopo quello che è successo ad Arese.
Pomigliano darà invece l’avvio alla produzione della Panda (270.000 vetture l’anno). Nello stabilimento campano verrà progressivamente abbandonata la produzione delle Alfa Romeo: è un quasi una certezza infatti che l’erede della 147, la Milano, verrà fabbricata a Cassino, che si affiancherà alle catene produttive di Croma,Bravo e Delta. Più serena la situazione a Melfi dove non ci dovrebbero essere grossi stravolgimenti: continuerà ad essere il principale stabilimento italiano per le utilitarie come la Punto e le sue eredi.
Per quanto riguarda Mirafiori l’unico capo saldo si chiama MiTo. Per l’avvenire ci si aspetta che lo stabilimento torinese , esaurite le produzioni di Multipla, Idea, Musa e Thesis, inizi la produzione del monovolume, codice L1, che succederà le prime 3 auto suddette. La nuova berlina Lancia sarà invece costruita a Gurgliasco nello stabilimento Bertone, neo-acquisito da Fiat, dove arriverebbero anche le produzioni della Chrysler. La partnership col costruttore americano darà vita anche al maxi-monovolume su base Voyager che in Italia andrà a sostituire Ulysse e Phedra ( e che inevitabilmente porterà ad un cambio di accordi con gruppo PSA con cui attualmente sono condivisi pianali e motori di questi due modelli)
Tuttavia i sindacati sono preoccupati per gli stabilimenti meridionali del Lingotto che di fatto, se il piano di rilancio italiano di Fiat fosse questo, sarebbero tagliati fuori a vantaggio degli stabilimenti centro-settentrionali e polacchi. Inoltre alcune misure prese sull’auto elettrica, fanno pensare che Fiat sia più che intenzionata a spostare il suo peso in direzione Stati Uniti: “La scelta dell’America per l’auto elettrica”- si chiede Giorgio Airaudo (Fiom)- “si deve leggere come primo passo verso il trasferimento oltre oceano del baricentro del gruppo?”
Via | Repubblica (Grazie al nostro lettore “mainolfs” per la segnalazione)
mahhhhhh
16 nov 2009 - 11:50 - #1e dove pensano di venderlo questo 40% in più di automobili? la popolazione non aumenta così tanto ed il mercato automobilistico non ha bisogno urgente di una svecchiata. Qualcosa non torna.
giaserg
16 nov 2009 - 11:55 - #2Ogni volta si dice che al mondo c’è una sovrapproduzione di auto, se si aumenta la produzione da noi, la coperta è corta, la diminuiranno in USA, che ricordo, ha pagato qualche miliarduccio, oppure ridurre in polonia e/o in brasile, ma quello rende qualche miliarduccio, sono le vere fabbriche intoccabili.
A meil destino di certi stabilimenti italiani sembra segnato, ecco,spero che non la paghino come al solito, quelli che si sono sempre distinti in positivo, senza bloccare le autostrade
a1
16 nov 2009 - 11:57 - #3Con la futura Panda la sopravvivenza di Pomigliano è garantita a patto che facciano uscire auto perfette come quelle fatte dai polacchi altrimenti è un passo indietro che Fiat non può permettersi.
luigi
16 nov 2009 - 11:57 - #4ma, dico: vendere le fiat in nordafrica fa proprio schifo a tutti???
glorfindel
16 nov 2009 - 11:59 - #5La Panda a Pomigliano? Nell’articolo c’è scritto aDDio, ma forse è un refuso, volevano scrivere aVVio della produzione a Pomigliano…
Boh!?
Bingo Bongo
16 nov 2009 - 12:02 - #6la FIAT non fa più vetture come quelle di una volta. Pensiamo alla Lancia Prisma, oppure alla fiat Duna, all’Alfa Arna… alla Tempra.
Vetture indimenticabili, che hanno fatto la storia della Fiat…
ormai macchine così non le fanno più!
stromberg
16 nov 2009 - 12:02 - #7in teoria dovrebbe anche esserci una diminuzione di prezzo allora…. anche perchè la gente compra di più se aumenta la qualità, mica la produzione!!!
enrico-xc
16 nov 2009 - 12:06 - #8servono modelli nuovi.
GNARO
16 nov 2009 - 12:09 - #9BALZA ALL’OCCHIO…..COM’E POSSIBILE CHE I BRASIALINI CON UN TERZO DEI DIPENDENTI FACCIANO PIU AUTO DI NOI ??? CHE STRANO……AH AH AH
stern0 gay
16 nov 2009 - 12:12 - #10POLONIA 5800 : 600.000 BRASILE 8700 : 700.000 ITALIA 21.900 : 645.000 poi dicono che in italia non si lavora eh ahahha
Trattore Same
16 nov 2009 - 12:15 - #11Ok, adesso anche la nuova Y la faranno in Polonia.
Capisco che la Fiat (e non solo la Fiat) produca fuori dalla propria Patria di origine.
Parimenti, la fiat capirà che non mi riterrò più legato ad una industria moooolto brava a chiedere i soldi allo Stato e quindi a noi cittadini, ma quando si tratta di dividere i profitti scappa come un coniglio.
Fiat? Avevo intenzione di comprare un Gpunto anche perchè è italiana; ma adesso mi sento tradito.
a1
16 nov 2009 - 12:16 - #12il Brasile è il primo mercato della Fiat, e con i Mondiali nel 2014 e le Olimpiadi nel 2016 lo sarà ancora di più, nel 2010 debutterà la Bravo in Brasile e poi in tutto il sud America.
bibendus
16 nov 2009 - 12:17 - #13lo stabilimento di termini imerese, lo dico con dolore, andrebbe chiuso. è assolutamente antieconomico. già solo per la logistica è folle. come fare uno stabilimento di trattori in un isola delle cicladi oppure una fabbrica di gommoni a Cervinia…
pollock
16 nov 2009 - 12:19 - #14# 11 quoto, mi sembra che il problema degli stabilimenti italiani non sia solo quello di Pomigliano e Termini Immerese, ma dell’intero sistema, non capisco come i 5 siti italiani da nord a sud con più di un terzo di dipendenti del Brasile producano meno auto che in che i siti brasiliani, questo è un mistero tutto italico!!
mago16
16 nov 2009 - 12:23 - #15Ok, la Fiat è Italiana e per questo dovrebbe produrre principalmente in Italia, che garzie a questo poi è anche il suo principale mercato……PERO’!!!!
Se il rapporto dipendenti/auto prodotte in POLONIA è 5800 add./600.000 vett. e in BRASILE 8700/700.000,
In ITALIA perchè 21.900 dipendenti producono solo 645.000 vetture?????????
Vi rendete conto che con 4 volte il numero di dipendenti producono lo stesso numero di auto???????(e poi come le producono al sud??)
C’è qualcosa che non torna…
O in polonia e Brasile gli stabilimenti sono mooooolto più automatizzati e avanzati (e può essere) o qui c’è qualcosa che non va’…
per caso
16 nov 2009 - 12:26 - #16Non c`e` proprio niente da difendere se non la competitivita` dell`azienda.
Il lavoro va automaticamente per meriti non si ottiene per difesa degli incapaci.
La nazionalita` e` proprio una cavolata retrograda.
Serve un libero mercato che rafforzi il tessuto industriale del paese non l’assistenzialismo che e` la distruzione del tessuto per le aziende e i lavoratori.
hayabusa
16 nov 2009 - 12:27 - #17Sarei curioso di sapere se quei 21900 dipendenti comprendono anche tutta la direzione tecnica e commerciale che ha sede a Mirafiori o solo gli operai delle catene di montaggio…
stern0 gay
16 nov 2009 - 12:28 - #18notare che la produzione premium viene lentamente allontanata dal sud e soprattutto da pomigliano.
Un vero peccato per la panda che era veramente ben assemblata.
Ottimo per la ypsilon finalmente godrà della qualità che si merita. Essendo prodotta sul pianale 500/ka/panda logicamente viene assemblata in polonia
materozza
16 nov 2009 - 12:35 - #19he sì in italia c’è sempre crisi ma per i dipendenti e operai. gli altri: dirigenti, prestanome, capoccia hanno sempre il culo salvo sempre.
certo poi gli stabilimenti non si chiuderanno, ma solo svuoteranno,
poi la fiat chiede sempre interventi del governo, ma cos’è una azienda statale? e le altre aziende invece che aiuti avranno dal governo. con i soldi delle nostre tasse la fiat si salva il culo e licenzia un sacco di gente
che delusione sempre maggiore
certo ci sarà la punto evo di sto cavolo a salvare la fiat.
download airbag… fatto
download incentivi statali… fatto
download soldi pubblici per salvarsi il c*.. installati
e grazie!
steffa
16 nov 2009 - 12:35 - #20Mah, bisogna anche tenere presente che non tutti gli stabilimenti sono efficienti allo stesso modo, e poi bisogna vedere se si contano solo gli stabilimenti che assemblano le auto o pure quelli che fanno motori, cambi ecc… detta così queste cifre non hanno un valore scientifico
steffa
16 nov 2009 - 12:38 - #21@20: a onor del vero la Fiat non ha avuto aiuti pubblici, se li ha avuti in passato (ma molto in passato) è stato perchè era un industria parastatale che teneva dipendenti anche se non servivano e che era obbligata ad aver stabilimenti a Pomigliano o Termini Imerese che non si sarebbe assolutamente sognata di fare se fosse stata libera, dunque vediamo di conoscere TUTTA la storia, altrimenti meglio non parlare…
only-alfa
16 nov 2009 - 12:39 - #22secondo me è una cazzata che tt quei dipendenti in italia producano cosi poco rispetto a brasile e polonia
forse il tutto è da ricondurre agli stabilimenti nn avanzatissimi dal punto di vista della produzione
jimmi7
16 nov 2009 - 12:39 - #23purtroppo è chiaro che termini imerese è del tutto antieconomico e che è stato costruito soltanto su e per i finanziamenti statali.. speriamo che si trovi una soluzione senza un grave impatto sociale, paghiamo scelte sbagliate di decine di anni fa..
steffa
16 nov 2009 - 12:39 - #24senza contare che poi era Agnelli che piangeva il morto e si prendeva i soldi dallo stato e anzichè reinvestirli in azienda se li spendeva per i fatti suoi, quell’uomo si è costruito un patrimonio personale incalcolabile sulle spalle del sudore degli italiani, questa è l’amara verità
only-alfa
16 nov 2009 - 12:42 - #25tanto poi sono sempre gli operai a pagare il prezzo piu alto
questi qua chiudono tutto a destra e a manca e il padre di famiglia col mutuo che cazzzzo deve fare
piuttosto investissero i soldi per riammodernare gli stabilimenti made in italy…
pollock
16 nov 2009 - 12:46 - #26Alla fine mi sembra la solita lotta tra poveri nord e sud, non vi rendete conto che l’italia è ormai una me….a da nord a sud?Ma volete capirlo che in Polonia e Brasile sono più produttivi?Questo vuol dire che anche a mirafiori sono meno produttivi, finitela con questa convinzione che al sud sono tutti dei nullafacenti, la casa madre mi sembra sia del nord e se non riesce ad organizzare le sue azienda al nord come al sud ed a renderli produttivi come quelli polacchi e brasiliani la colpa di qualcuno sarà forse dei quadri dirigenti e vertici??O è sempre solo colpa degli operai (naturalmente i soliti solo ed esclusivamente del sud…)
steffa
16 nov 2009 - 12:50 - #27@27: no la colpa non è degli operai, la colpa è dei politici che hanno gestito male la questione meridionale, e i fatti lo dimostrano, non si può obbligare un’azienda ad aprire siti produttivi dove non ha interesse a farlo con la promessa di finanziamenti, questo significa ammalare un sistema, sono convinto che il sud vada aiutato, ma diversamente
only-alfa
16 nov 2009 - 12:52 - #28@ pollock
quoto
bull2
16 nov 2009 - 12:54 - #29“in Polonia, 5800 addetti produrranno 600.000 vetture e in Brasile 8700 ne produrranno 700.000. In Italia nei cinque stabilimenti italiani dell’auto (Mirafiori, Cassino, Pomigliano, Melfi, Termini Imerese) 21.900 dipendenti produrranno 645.000 vetture ” Una frase così ha lo stsso valore di quest’altra:” Oggi a Mosca ci sono 8 gradi sotto zero, a Madrid ci sono 19 gradi. PEr questo sposteremo i nostri impianti dal Messico alla Florida”. Che significa? Quanto si spende in acquisto di sottogruppi premontati all’estero? Ma che vuol dire? La moda dei fornitori esterni serve principalmente per scaricare all’esterno le fluttuazioni della domanda del mercato. Salvo rarissimi casi, non è una scelta “tecnica”, non è affatto una scelta “economica”, è una scelta che serve solo per ridurre i rischi. Quindi, per cortesia, capisco che l’atteggiamento dello stato italiano nei confronti della Fiat è sempre stato uno solo, e cioè piegato a 90 gradi e disponibile alla sodomia passiva, però sarebbe anche ora che questa famiglia di imprenditori coi soldi degli altri, usa a privatizzare gli utili e collettivizzare le perdite, cominciasse a pagare per quello che ha fatto all’Italia. Magari una bella indagine seria ed approfondita sui conti esteri, senza quella vergogna internazionale che è lo scudo fiscale, sarebbe opportuna, così tanto per rompere le scatole a John Elkann, che fa il fenomeno coi soldi degli italiani (per non parlare del fratello cocainomane).
Trattore Same
16 nov 2009 - 12:59 - #30Intendiamoci, non sono per il nazionalismo becero e fascistoide, ma per un sano amor patrio; non condanno chi si compra un prodotto non italiano, ma condanno i vari Montezemolo che parlano tanto di italianità, e poi scappano a produrre in Polonia.
Ripeto, una Panda se costruita in Italia, probabilmente sarebbe fuori mercato.
Resta il fatto che molti italiani (e lo stesso discorso vale per i francesi, tedeschi, inglesi), nel comprare una macchina cercano di favorire l’industria nazionale, spesso rinunciando ad auto forse più gradevoli, ma costruite all’estero.
Può essere un ragionamento anacronistico, e forse lo è, ma penso che in Francia abbia un suo peso, così come in Germania (diamo uno sguardo alle percentuali di vendita delle industrie nazionali e confrontiamole con quelle della fiat in Italia).
Vien meno quel senso di orgoglio che molti italiani hanno nel comprare fiat; non si può non tenerne conto.
andrea147
16 nov 2009 - 13:09 - #31ah bene anche i brasiliani ci battono in produttività! questa poi!
Io c’ho lavorato in fabbrica anzi in 2, per periodi di 8/10 mesi e confermo
GLI OPERAI ITALIANI NON C’HAN VOGLIA DI FARE UN C****O!!!!
….solo diritti e niente doveri o responsabilità, e questo vale da nord a sud, l’ho visto con i miei occhi anzi peggio l’ho vissuto sulla mia pelle come operaio, sono proprio schifato!
arsenio (quello vero)
16 nov 2009 - 13:13 - #32Quando parlano di “intervento del governo” evidentemente intendono nuovi sussidi.
asterbon
16 nov 2009 - 13:16 - #33azz… sono stato profeta… la Panda a Pomigliano al posto delle Alfa Romeo! Finalmente direi: sulle citycar da 10000 euro ci dovrebbero essere meno possibilità di errore in fase di assemblaggio e comunque l’utenza chiuderà un’occhio… Lo stabilimento napoletano è di fatto da sempre non all’altezza, nonostante gli sforzi fatti, quindi è giusto che venga adibito alle produzioni con scarso valore aggiunto…
bull2
16 nov 2009 - 13:20 - #34Un piccolo pensiero per chi sostiene ancora che il costo del lavoro in Italia sia insostenibile: ma come fanno a tenere aperte le fabbriche tedesche Volkswagen, Opel, Audi, e tutti gli altri?
asterbon
16 nov 2009 - 13:39 - #35#35
inoltre aggiungerei: dal momento che le FAMIGLIE ITALIANE sono state finanziate in gran parte con il lavoro effettuato nelle fabbriche ITALIANE, come pensate che si potrà mantenere la società italiana? Si fa un gran parlare di famiglie, figli che non nascono, etc, etc, ma se il lavoro non c’è con che soldi si può vivere, comprare casa, fare le vacanze, mantenere i figli, etc, etc… probabilmente assisteremo ad un fenomeno di emigrazione di massa di operai italiani nelle fabbriche dell’est europa, dove si lavora senza protestare a 500 euro al mese…finalmente quelli che si lamentano degli immigrati e dei sindacati potranno provare sulla loro pelle cosa significa lavorare in terra straniera, senza diritti e circondati dal razzismo strisciante…
federico.
16 nov 2009 - 13:45 - #36non è fiat la cattiva che sposta la produzione a nord, ma lo fa perchè è logisticamente conveniente. il sud ha bisogno di turismo, di legalità, non di fabbriche che cementificano il paese che è già piccolo e sovraffollato. Bisogna investire diversamente nel sud, forzare la produzione li lunga non conviene a nessuno ne a fiat ne al sud.
Bingo Bongo
16 nov 2009 - 13:52 - #37Amici: è chiaro che in Brasile e in Polonia si producono vetture che richiedono meno tempo costruttivo.
E’ ovvio che ci si mette meno a costruire un panda, rispetto ad una croma.
maleodorante
16 nov 2009 - 13:53 - #38Sarà anche vero che in italia con 21mila dipendenti si producono meno auto che in polonia, o in brasile, ma attenzione! in italia non si producono solo auto, ma anche motori, cambi, componenti che poi vengono montati sulle auto prodotte all’estero.
I motori benzina montanti sulla panda e sulla 500 prodotte in polonia vengono fatti in italia e così credo anche i cambi.
francescod
16 nov 2009 - 14:03 - #39Ma dico io come si fa a non capire,tutte le case automobbilistiche producono fuori dai propri paesi di appartenenza,(vedi VW apertura stabbilimenti in India,Cina),la Fiat se produrrebbe solo in Italia non starebbe sul mercato,chiuderebbe subbito.
Vi ostinate a dire sempre le stesse cose,e comunque la maggiorparte della produzione e in Italia.
Detto questo francamente io in questi anni ne ho lette di tutti i colori sulle possibbili strategie del Gruppo fiat e quasi mai le notizie che mettevano vari siti erano vere,un esempio lampante e stato quando Marchionne a presentato la nuova strategia di Chrysler,infatti si pensava che molta teconologia americana,per le auto grandi veniva da Chrysler,poi invece abbiamo saputo che quasil il 95% delle auto Chrysler avrà tecnologia Italiana,saluti
francescod
16 nov 2009 - 14:06 - #40x Bingo Bongo considerato la tua ignoranza,considerato che io sono meridionale spero che un giorno ci potremo trovare a quattrocchi e dirmele in faccia le tue idiozie, ma considerato che non sei altro che un mocciosetto viziato che della vita non sa assolutamente niente ti perdono ,perchè oltreetuttto mi fai anche pena
zau zau
16 nov 2009 - 14:24 - #41.. basterà accendere la tv sui canali locali verso l’una di notte (è lì che pascola l’italiano medio)… tra una tetta e l’altra salteranno fuori migliaia di km zero … ecco dove finisce il 40% in più
lanciadelta64
16 nov 2009 - 14:27 - #42Buonanotte FIAT Panda…
materozza
16 nov 2009 - 15:01 - #43son tutte palle, gli operai italiani si fanno un culo grosso così, solo alcuni ma come in tutti i campi e lavori non fanno niente, ma sono veramente pochi nel settore privato, nel pubblico forse sì…
e cmq paragonare gli operai italiani a quelli brasiliani dove hanno uno stile di vita diverso e diverse spese è assurdo, che mandino la produzione su marte fatta dagli alieni così risparmiano ancora di più…
OOOOO
16 nov 2009 - 15:09 - #44il rapporto ha più senso al rovescio: auto_prodotte/dipendenti, l’obiettivo è massimizzare l’indice
nerogatto
16 nov 2009 - 15:18 - #45Per sostituire Multipla, Idea e Musa ci sarà un solo modello???!??
Ma sono auto dalla filosofia completamente diversa!
Cercare di fare un auto che sia una specie di via di mezzo fra Multipla e Musa renderebbe insoddisfatti sia gli estimatori del primo modello che del secondo creando inoltre disorientamento nella clientela per la mancanza di un erede chiaramente identificabile dei modelli precedenti.
Allora è più credibile che lascino perdere la controversa Multipla e realizzino un erede di Idea/Musa che invece è stato un notevole successo commerciale…
Per quel che riguarda l’auto elettrica, il Gruppo FIAT/Chrysler sembra ne abbia annullato lo sviluppo, altro che trasferirsi in America!
http://www.autoblog.it/post/23232/piano-industriale-fiat-chrysler-termina-il-progetto-americano-per-le-vetture-elettriche
Ares09
16 nov 2009 - 15:42 - #46Non si può dare un giudizio all’impegno del singolo lavoratore nello svolgere il suo compito se non si ha avuto modo di vedere veramente cosa succede negli stabilimenti.
Detto dunque che ci possono essere lavoratori efficienti e altri svogliati (o fannulloni, se a qualcuno piace di più il termine), come in qualsiasi area industriale, per commentare i dati pubblicati si deve sapere che gli stabilimenti Fiat (carrozzeria, motori e trasmissioni) lavorano mediamente una settimana al mese (su tre turni), mentre il resto del tempo sono in cassa integrazione.
Questo mi pare un importante complemento alla spiegazione oggettiva del basso rapporto tra auto prodotte e forza lavoro.
tenerone
16 nov 2009 - 15:54 - #47Materozza hai ragionissimo.
E cmq dopo lo scempio perpretrato da Fiat con la totale chiusura di Arese non mi meraviglio di ciò. Andate pure a produrre in America cari Torinesi che l’erba del vicino è sempre più verde….intanto avete e state dimostrando di affossare tutti i marchi di vs.proprietà ovvero Lancia e Alfa Romeo. Vi interessa solo Fiat e Abarth, allora vendeteli gli altri piuttosto che rovinarli con ‘falsi’ modelli Fiat mascherati.
Ormai anche l’utente non appassionato ha capito, piuttosto compra Fiat che ci risparmia pure qualche soldo (quando va bene), ma il peggio sono quelli che vi comprano la concorrenza….ricordatevelo….guardate a migliorare e a tenervi stretto quello che avete piuttosto che a ripetere sempre gli stessi sbagli delle gestioni precedenti, ve lo siete dimenticato forse che solo qualche anno fa stavate morendo definitivamente? Vi siete salvati solo con l’aiuto delle banche e con l’avvento di Montezemolo altrimenti eravate sottoterra sotto 10m di m…..
Mik-Dic
16 nov 2009 - 16:40 - #48Ho letto molti commenti sensati in precedenza, altri sono proprio senza senso,
Sui dati della produttività.. hanno ragione i dirigenti fiat: si commentano da soli. C’e da dire che le fabbriche del sud sono frutto di aiuti statali e politici dei i soliti provincialismi all’italiana. Comunque forse una volta potevano anche star bene perché c’era poca concorrenza, poca mondializzazione, i numeri medio piccoli erano sostenibili, e comunque parte degli aiuti statali non sono finiti solo agli Agnelli ma anche i tanti lavoratori che altrimenti non avrebbero avuto nulla se ci si fosse basati solo sulle regole di mercato.
Purtroppo i progetti fatti senza una lungimiranza ma solo per interessi locali ed elettorali hanno le gambe corte. Come le miriadi di enti pubblici e dalle comunità montane alle provincie etc. Bisogna razionalizzare, è una parola brutta ma non possiamo avere la botte piena e la moglie ubriaca. Siamo onesti : è un po difficile dare una punto, al prezzo delle cinesi con qualita tedesca se costruita in italia (lo fanno le francesi, le tedesche, i giapponesi e di coreani). Certamente non è possibile sulle auto piccole dove non ci sono quasi margini. I margini ci sono sulla 500… ma se fosse costruita in italia sarabbero bastati per coprire i costi… Diverso è il fatto se davvero costruiranno le macchine medio alte (+40% magari !!!!), li l’incidenza è migliore, e se è vero che aumenteranno la produzione beneficiando dell’economia di scala del gruppi crysler (compresa lancia) allora il progetto fiat potrebbe stare sul mercato.
only-alfa
16 nov 2009 - 16:40 - #49@ marchionne
quoto quoto quotissimo quoto a iosa
A/L/DA/I/D (Alfa 75V6/156 GTA)
16 nov 2009 - 16:42 - #50Bene, ma chiudete qualche fabbrica in amerika e apritene in italia!