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Invitati da Renault, a Parigi, per la presentazione delle auto elettiche Z.E., ci sentiamo proiettati in quel lontano 1908, anno in cui Henry Ford presentò la Ford Model T. “Non funzionerà”, avranno pensato in molti, accecati dalla novità, intimoriti dal salto generazionale; “non funzionerà”, penseranno in tanti, quando, nel primo semestre 2011 la Fluence verrà prodotta in serie, aprendo di fatto una nuova epoca: un costruttore generalista, per la prima volta, lancia in grande serie una gamma di vetture ad emissioni zero. Avendo predisposto tutti i dettagli, stabilito l’organizzazione e prescritto i punti fermi. E, con estrema lucidità, valutato i coni d’ombra.
«Non abbiamo la presunzione nel considerare le nostre quattro vetture – Fluence, Kangoo, Twizy e Zoe (in ordine di futura presentazione, nda) – come “factotum”, pensate per soddisfare tutti gli impulsi del conducente, ma complementari ad una quattro ruote tradizionale». In questa frase pronunciata da Thierry Koskas, responsabile del programma elettrico e paziente riferimento a cui porgere le nostre domande, si riverbera la chiave di lettura del progetto: non si cerca il contatto fisico con le auto tradizionali, la spallata prepotente (nel nome dell’inquinamento), ma una sorta di affiancamento graduale. Il “modus pensandi” dell’automobilista va stravolto fornendo delle certezze, un materasso su cui cadere.
E così, per semplificare l’utilizzo, le batterie non saranno comprese nel prezzo d’acquisto, ma disponibili a noleggio. «Potranno comunque essere acquistate – spiega Koskas –, ma riteniamo sia una spesa poco vantaggiosa se rapportata al nostro leasing». Le cifre, quindi: l’ingegnere francese promette una spesa mensile di poco inferiore ai 100 Euro, di cui una media di 25 per l’approvvigionamento dell’elettricità ed i restanti 65/70 per il canone fisso. «Avremmo potuto anche realizzare batterie da 48 kw/ora, come Bolloré (250 km di autonomia, nda) e Tesla (400 km, nda), ma rispetto ai nostri 24 kw/ora sarebbero raddoppiati costi ed ingombri. Promettiamo inoltre 160 chilometri di autonomia, ma sono reali, non dichiarati».
Dipinto lo sfondo dell’ipotetico quadro, evidenziamo i particolari: l’assenza di attriti ed usura meccanica nel propulsore comporta un dimezzamento nei costi totali di manutenzione, mentre il pacchetto di batterie – prodotto da Renault – ha un ciclo vita di 8-10 anni o 200.000 chilometri; inoltre, nel raffrontare i costi di elettricità e combustibili fossili, Koskas anticipa che «fra tre anni, il petrolio raggiungerà nuovamente una quotazione di almeno 100 Dollari a barile».
Le considerazioni sono immediate, e non serve una calcolatrice per confrontare le cifre di passato e futuro. Specie se il quadriciclo Twizy, biposto, con sistemi di sicurezza e comfort da auto vera, avrà lo stesso prezzo di uno scooter. «Questo è il nostro obiettivo – precisa Koskas –. Anzi, posso anticipare che il costo sarà più simile ad un veicolo 250cc piuttosto che ad un 500cc». E le sorelle? «I prezzi saranno in linea con le rispettive avversarie». La Zoe, quindi, una segmento B destinata a raccogliere i maggiori ordinativi, avrà un listino paragonabile alla Clio. E così il Kangoo Express, veicolo pensato per l’utilizzo commerciale.
Per rintuzzare la discussione, serve la domanda che ogni detrattore vorrebbe considerare alla stregua di una “smoking gun”: quanto sarà inquinante il processo per la produzione di elettricità? «In Francia – esordisce Kaskas –, abbiamo calcolato che ogni auto elettrica emetterà l’equivalente di 67 grammi di Co2 per chilometro grazie al massiccio utilizzo delle centrali nucleari: l’80% dell’elettricità richiesta sarà generato dall’atomo. A livello europeo, la media si attesta invece a 126 grammi. Bisogna tuttavia sottolineare che, ad esempio in Irlanda, è già stato avviato un progetto di totale conversione dalle fonti fossili all’elettrico, da mettere in pratica entro il 2030. La domanda è’ quindi lecita, ma andrebbe posta a ministri o capi di Governo, perché il supporto statale è necessario per rendere concreta un’evoluzione così massiccia e radicale nel settore dell’autotrazione. Da parte nostra provvederemo al riciclaggio ed allo smistamento delle batterie esauste, utilizzando una parte dei fondi previsti nel canone mensile».
Koskas ammette di aver già ricevuto manifestazioni d’interesse da parte di privati, come le catene di supermercati «Auchan o Carrefour, con le quali abbiamo già avviato colloqui per installare le colonnine di rifornimento nei rispettivi parcheggi». Ecco, il rifornimento. «Dal 2012, in Francia, ogni nuovo appartamento verrà progettato e costruito con un impianto elettrico apposito, pensato per accogliere la prese di ricarica. Installeremo poi le colonnine di ricarica dapprincipio nei luoghi di maggior frequentazione, sperando di offrire un servizio quanto più possibile capillare: sarà così possibile effettuare una sorta di “pit stop”, scegliendo la modalità di rifornimento “rapido” da 20 minuti; una ricarica completa richiede invece dalle 4 alle 8 ore. Diverso è il problema per le aree di cambio batterie, che necessitano di un’ampi superficie per installare la struttura: almeno in un primo momento, i benzinai possono offrirci gli spazi di cui abbiamo bisogno».
Renault - Sustainable Mobility
bibendus
13 nov 2009 - 12:20 - #1tutto terribilmente affascinante.
cambierà radicalmente il modo di pensare l’auto, ma soprattutto la mobilità globale.
forse i nostri figli cresceranno senza traversi, drift, odore della benzina, coppe dell’olio, ecc…
robland
13 nov 2009 - 13:47 - #2#1
…forse i nostri pronipoti…
thenewbare
13 nov 2009 - 14:03 - #3Progetto affascinante e concreto..mi dispiace ma nell’elettrico l’industria italiana dovrebbe imparare molto dai francesi..
thenewbare
13 nov 2009 - 14:04 - #4O, perlomeno, da Renault..
crai
13 nov 2009 - 16:23 - #5Questo progetto a mio avviso si rivelerà un grosso (e pericoloso per Renault) buco nell’acqua, perché l’auto elettrica ancora non è paragonabile a quella a motore tradizionale, come autonomia, facilità di “ricarica”, affidabilità e costi.
160 Km di autonomia sono troppo pochi per pensare ad un utilizzo fuori dai centri urbani: se devo fare la gita domenicale da 200-300Km che faccio, mi fermo a ricaricare per 4 ore e poi proseguo???
E poi avete presente le automobiline radiocomandate? Vanno bene se le batterie sono pienamente cariche, poi le prestazioni calano sempre progressivamente: quindi con l’auto elettrica se devo fare un sorpasso sarà bene che controlli prima il livello di carica, potrei correre un brutto rischio…
Per me l’auto a batteria non andrà bene ancora per molto tempo, meglio puntare sulle fuel cell a idrogeno, ma anche lì i problemi non mancano.
pierz94
13 nov 2009 - 16:45 - #6@thenewbare
Basta che non ci insegnano sul desing e a me va bene!
set.
13 nov 2009 - 17:36 - #7crai - l’idrogeno sarà possibile fra almeno 15-20 anni, prima è impensabile, mentre l’elettrico è già una realtà e lo sarà sempre di più con il diffondersi delle auto e parallelamente delle stazioni di ricarica, logicamente per il momento l’autonomia è ancora limitata ma già fra 2-3 anni, quando appunto i modelli cominceranno a diffondersi, ci saranno batterie più capienti e la carica durerà 200-250 km almeno.
Poi non paragonare le macchinine radiocomandate e queste………già ora le auto elettriche che ci sono (e gli scooter) finché c’è carica vanno praticamente sempre uguali, poi logico che quando sono scariche si fermano, ma le prestazioni non dipendono dalla carica, o almeno solo in piccola parte……..
Renault/Nissan hanno davvero scommesso e investito molto nell’elettrico, solo il futuro ci dirà se hanno visto bene, ma visto che anche molti altri costruttori stanno seguendo questa strada probabilmente ciò significa che sarà la direzione giusta.
adriao
13 nov 2009 - 19:37 - #8per CRAI:
renault ha previsto delle stazioni di cambio batteria istantanea, quindi per le gite fuori porta come dici tu è possibile cambiare l’intera batteria, proprio per questo renault ha previso non l’acquisto ma il noleggio delle batterie.
ma che vuoi?
18 nov 2009 - 12:54 - #9perdenti
thenewbare
26 nov 2009 - 18:03 - #10@pierz94
Questo è poco ma sicuro!
onyryu_juan
07 set 2010 - 01:07 - #11Crio non per contraddirti ma io ho visto vari progetti di auto elettriche ed relativi prototipi, se la Renault farà un buco nell’acqua non ho la minima idea, se il loro progetto è buono (cioè funzionale) non lo so.
Sicuramente le auto elettriche NON sono come le macchinine radiocomandate!!!! Questo è sicuro! Prima di fare un sorpasso controlli la carica? Veramente Set ha completamente ragione l’idrogeno è ancora lontano, e le auto elettriche sono mature perchè volendo un’auto elettrica ha potenze che l’auto a scoppio non raggiunge in tutte le situazioni.
Come hai detto tu, un sorpasso? L’Auto elettrica non ha problemi di regime, ferma, ai 50, ai 90 se non sei al limite d’utilizzo genera “quasi” la medesima coppia massima (se gliela chiedi con l’acceleratore), non raggiunge come le auto il regime ad un tot di giri (es. 2800 rpm) è sempre in regime.
Problemi durante una gita, non ti sei documentato, le stazioni dovebbero funzionare anche così:
Entri->ti fermi sopra un “ponte”-> automaticamente viene sostituita la batteria da un dispositivo sottostante il ponte; questo se non hai voglia o tempo di ricaricarla.
Tempo di sostituzione tre minuti circa, con o senza la presenza del “Benzinaio” tu puoi non alzarti dal sedile il “robottino” fa tutto. (comodo nemmeno ti sporchi le mani a fare il pieno)
P.s.=Solo una cosa se vai in montagna…Es sali per 50 km, tolto il fatto che sale meglio per i motivi suddetti rispetto ad un’auto a scoppio, quando scendi dalla montagna si ricarica!!!…Anche se ovviamente fra scarica e carica c’è sempre una perdita non è sicuramente come fare 100km ma marcatamente meno!!! In discesa l’auto a scoppio non produce diesel/benzina!!! :-)
Scusa la lunghezza però volevo solo capissi anche il mio punto di vista!!! Salutoni J